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On The Night table n°13

"On The Night Table" è rubrica ideata da me in cui parlerò dei libri che sono al momento sul mio comodino e accompagnano le mie serate di lettura.

Buon venerdì, miei carissimi lettori. Oggi avrei dovuto postare la recensione del libro che ho appena finito di leggere, cioè "Avevano spento anche la luna" di Ruta Sepetys, ma quando sono rientrata a casa, tra una cosa e l'altra, non ho fatto in tempo a scrivere nulla. Domani, però, vi prometto che la troverete, anche perché è un libro che mi ha colpito profondamente e ho bisogno di parlarne.
Questa settimana ho iniziato a leggere due romanzi molto diversi tra loro e ve ne parlerò adesso. Quindi, mettetevi pure comodi e tenete alta l'attenzione perché spesso sono logorroica (almeno così dicono ^_^).

"La freccia nera" di Robert Louis Stevenson

Sono praticamente anni che ho intenzione di leggere questo libro, ma puntualmente rimando ogni volta che lo prendo in mano. Stavolta, però, ho impedito a me stessa di rimettere il volume sulla mensola della libreria e finalmente ho aperto questo classico storico e d'avventura. Di Stevenson ho già letto "Lo strano caso del Dott. Jekyll e di Mr. Hyde" ed ero preparata al suo stile semplice e diretto, che trovo davvero molto attuale e di facile comprensione. "La freccia nera" è ambientato in Inghilterra ai tempi della Guerra delle Due Rose, un periodo che mi intriga parecchio, e fino a questo momento mi sta piacendo tantissimo, e in un certo senso ne sono sorpresa perché l'intreccio a prima vista sembra impegnativo. Invece, questo scrittore di immenso talento è riuscito a conquistarmi sin dalla prima pagina e in poche righe mi ha fatta affezionare ai suoi personaggi. Ovviamente, essendo un classico, ha una struttura e una forma corposa, ma non risulta assolutamente pesante, anzi, scorre velocemente e ha un ritmo che fa girare le pagine una dietro l'altra senza mai fermarsi.

Trama
L'Inghilterra della seconda metà del Quattrocento, insanguinata dalla lunga Guerra delle due Rose tra la casa di Lancaster e quella di York, è il drammatico sfondo alla vicenda del giovane Dick Shelton. Orfano di entrambi i genitori, il ragazzo viene cresciuto da sir Daniel Brackley, un rude soldato di ventura, avido e opportunista, che lo avvia alla carriera militare. Sarà l'incontro con un coetaneo a rivelare a Dick la verità sul suo tutore e sull'assassino dei suoi genitori.










"Wintergirls" di Laurie Halse Anderson

Stamattina ho fatto un salto in biblioteca e mi sono trovata davanti questo libro, avevo letto qualche giorno fa su Wonderful Wonder World che si trattava di una bella lettura e, così, l'ho preso e l'ho iniziato a leggere immediatamente, non ho fatto in tempo nemmeno a tornare a casa perché le prime pagine le ho lette direttamente in macchina (la curiosità mi fa questo effetto!). Già dalle prime righe si capisce che è un romanzo difficile e che si deve leggere con una certa attenzione. I temi trattati, che vengono presentati subito, sono tosti e difficili da digerire e di certo fanno riflettere sulla situazione di milioni di ragazze affette da anoressia, bulimia, ecc. Mi ha colpita particolarmente lo stile che l'autrice utilizza per descrivere lo stato d'animo di Lia, la protagonista, un modo di raccontare strozzato (passatemi il termine) e frammentario, che segue la mente fragile di questa ragazza ossessionata dal cibo. Anche gli eventi iniziali mi hanno scossa parecchio perché la storia si apre nel mezzo di un tragico avvenimento e ti trasporta immediatamente in questa realtà fredda e solitaria. Insomma, è un romanzo che deve essere letto al momento giusto, altrimenti può schiacciare con il peso di queste problematiche purtroppo sempre attuali. Ah, dimenticavo: il titolo è perfetto per questa storia.

Trama
Lia e Cassie sono amiche dall'infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un'assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da "punirsi" per aver mangiato. Si ingozza d'acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda. Nel suo libro più toccante e poetico dopo Speak, finalista al National Book Award, L. H. Anderson esplora l'impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell'anoressia.

8 commenti:

  1. wintergirls mi incuriosisce parecchio :)

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    1. Sì, è molto particolare come libro. Per il momento non mi sbilancio più di tanto, ma sembra una bella lettura :-)

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  2. mi piacciono entrambi:) me li segno grazie per il post

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    1. Sono contenta di averteli fatti conoscere ;-)

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  3. Oooh, allora alla fine lo hai preso Wintergirls. :D Sono contenta che ti abbia preso, nonostante il tema difficile. Lo stile? Niente a che fare con Le emozioni difettose, Wintergirls è fatto di tutt'altra pasta!
    Stevenson me lo sogno la notte, devo farci l'esame di letteratura inglese. Lo sto odiando nonostante lo ami tanto; i South Sea Tales non li reggo. T^T

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    1. Sì, l'ho trovato e l'ho preso subito...mi avevi incuriosita troppo :D Poi, guardandola bene mi piace tantissimo la copertina, trovo sia evocativa e ha dei colori fantastici!!!
      Tutto quello che siamo obbligate a studiare, purtroppo, alla fine è difficile da digerire nonostante ci piaccia ;-) Quando avrai dato l'esame, sicuramente tornerai in pace con Stevenson!

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  4. Ciao Ancella, belle letture! Wintergirls mi incuriosisce e aspetterò la tua recensione, La freccia nera è un classico che proprio mi manca devo colmare al più presto la lacuna!

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    1. Grazie Jerry! Wintergirls si legge in poco tempo, quindi la recensione non si farà aspettare tanto, anche se ne ho parecchie in arretrato :-) La freccia nera è un classico che a me piace molto, quindi non poteva mancare nella mia libreria!

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