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Mermaid Blogtour - Sesta Tappa: Intervista a Michele Vitale

Buongiorno e buon inizio di settimana, lettori carissimi! Gennaio sta andando esattamente come avevo preannunciato, anzi forse è anche peggio di come immaginavo, ma è quasi finito, quindi inutile piangersi addosso. Come avete potuto vedere, ho dovuto tralasciare un po' il blog, che torna attivo solamente in occasione delle tappe dei blogtour fissati, altrimenti credo sarebbe ancora più vuoto. Ma oggi non siamo qui per discutere della mia mancanza di tempo, ma per parlare di Mermaid e del suo autore! Al via la sesta tappa del Mermaid Blogtour!


Il blogtour è articolato in sette tappe e per provare a vincere una delle 3 copie ebook del romanzo dovete seguire alcune regoline, che potete trovare più sotto, insieme al calendario del tour e al banner. Vi ricordo che la prossima e ultima tappa si terrà il 22 Gennaio sul blog Dreaming Fantasy!

In questa tappa potrete leggere la mia intervista a Michele Vitale, il giovane autore di Mermaid: la ragazza che veniva dal mare, di cui potete trovare qui la mia recensione in anteprima.


INTERVISTA A MICHELE VITALE

Ciao Michele, e benvenuto su The Secret Door! È un vero piacere poter parlare un po’ con te, soprattutto in questa occasione perché il tuo secondo romanzo è in uscita e sicuramente è una grande emozione per te, anche perché sei giovanissimo. Ti ringrazio per aver accettato di essere mio ospite!
Ciao Monia, e grazie a te per questa intervista! È un grandissimo piacere per me essere ospitato su The Secret Door! Infatti, più che un follower, mi considero una fan di questo blog!
Questa è la mia prima intervista e sono molto emozionato!

Ti faccio subito una domanda che tutti gli autori temono ma che a me, da brava curiosa, piace tanto: chi è Michele Vitale? Conosciamo il giovane e dinamico scrittore, ma al di fuori della scrittura come ti piace descriverti? Quali sono i tuoi interessi, come passi le giornate, insomma…tutto quello che vuoi! Parlaci di te.
Beh, Michele Vitale è una persona come tutte le altre e, allo stesso tempo, diverso da tutti. Credo che sia davvero difficile definirmi.
Se parliamo di Michele Vitale, lo scrittore, parliamo di una persona seria, matura, precisa, orgogliosa e maledettamente ossessionata dalla perfezione in tutto, dalla cura dei dettagli e dalla maniacale voglia di avere tutto sotto controllo (praticamente la fotocopia di mia madre! XD)
Se invece parliamo di Michele Vitale, il diciottenne che va a scuola, beh…ci ritroviamo di fronte a qualcuno totalmente diverso! Da questo punto di vista, infatti, sono molto infantile, lunatico, scherzoso, simpatico, rompiscatole, assillante, insistente e…perennemente stanco. Inoltre, cosa più importante, adoro ridere e FAR ridere!
La mia amica Lia una volta mi ha detto che da grande avrei un futuro assicurato come comico di Colorado. So che sembra difficile da credere – soprattutto perché nessuno si aspetta che dietro uno scrittore ci sia un “buffone” – ma è la verità.
Tuttavia, sono una persona complessa che difficilmente fa amicizia. Sono sempre stato un po’ escluso dalla massa, ma non mi è mai dispiaciuto più di tanto. Se non mi avessero messo da parte, a quest’ora Mermaid non esisterebbe. Anzi, credo che mi abbiano fatto un favore! Nonostante ciò, credo nell’amicizia – forse più dell’amore – perché è un sentimento che non diventa mai morboso e perché gli amici ci sono sempre. Io, è vero, ne ho pochi, ma non li cambierei per nulla al mondo! 
Mi sono dilungato troppo senza dire nulla di effettivo di me!? Scusate! Comunque ho 18 anni, frequento l’Istituto Tecnico Commerciale della mia città, sono all’ultimo anno (#mefelice) e ho un cagnolino di nome Zanna (in onore di Zanna Bianca di Jack London).

Come ho già detto, tu sei veramente giovane, hai solo diciotto anni, e di conseguenza frequenti ancora le scuole superiori. Come riesci a conciliare i tuoi doveri di studente con la passione per la scrittura? Quali difficoltà hai riscontrato e quali sono stati, invece, gli aspetti più semplici di questo doppio percorso?
Come riesco a conciliare i miei doveri di studente con la passione per la scrittura? È questo il punto! Non ci riesco! XD O studio, o scrivo! La scuola assorbe tutto il tempo che ho a disposizione (soprattutto questo ultimo anno, visto che ho gli esami di Stato) e il tempo per la scrittura praticamente sparisce. Gli unici “periodi” in cui scrivo maggiormente sono l’estate e le vacanze di Natale. Ho scritto un intero libro durante le vacanze di Natale del 2012, concluso in 15 giorni! Mi sembra impossibile, eppure l’ho fatto. Sarà venuta fuori una schifezza? Può essere, non l’ho mai riletto XD.
Devo comunque dire che, se da un lato la scuola non mi lascia neanche un minuto per la scrittura, dall’altra è una mano santa! A volte scrivo mentre i prof interrogano altri compagni di classe o mentre spiegano una nuova lezione, lo so, è sbagliato, dovrei stare attento, ma non posso dire alle frasi che ho in testa “Aspettate che torniamo a casa e poi vi libero”, no! È impossibile! Devo scrivere al momento! Molto spesso chi mi sta accanto mi guarda sconcertato e dice: “Perché prendi appunti!? Guarda che è tutto scritto sul libro!
Non so di quale libro parli, ma il mio lo sto scrivendo adesso!” vorrei rispondergli, ma non lo faccio.
Comunque a scuola vado abbastanza bene…Non ho mai preso nemmeno un’insufficienza, quindi credo di riuscire a conciliare per bene le due cose!

Il salotto di Lizzie - Le interviste #5 "Mary & Frances Shepard"

Lettori carissimi, oggi ho il piacere di avere come ospiti sul blog due autrici italiane che hanno appena visto la loro opera d'esordio sbarcare in tutte le edicole del Bel Paese. Sto parlando di Mary & Frances Shepard, che insieme hanno dato vita alla misteriosa e romantica storia "I colori della Nebbia" (qui la mia segnalazione) e che hanno accettato di rispondere alle mie domande invadenti!
Io mi sono procurata subito il loro romanzo e aspetto solamente di avere una serata libera per immergermi nelle misteriose atmosfere di una suggestiva Mantova di inizio '800 e di conoscere i due protagonisti del libro. Ma adesso vi lascio all'intervista, così potrete scoprire tante curiosità sulle autrici e la loro opera!

"Il salotto di Lizzie - Le interviste" è una rubrica in cui sono inserite tutte le interviste degli ospiti del blog a cui ho avuto il piacere di rivolgere le mie domande.

INTERVISTA A MARY & FRANCES SHEPARD

Ciao Mary, ciao Frances, e benvenute su The Secret Door. Grazie per aver accettato di essere mie ospiti. È una vera emozione poter intervistare due giovani autrici italiane di grande talento!
F. Ciao Monia, è un piacere chiacchierare con te. Grazie per averci ospitate sul tuo blog.
M. Grazie a te!

Prima di tutto, raccontateci un po’ di voi. Mary & Frances sono gli eleganti pseudonimi dal sapore austeniano dietro cui si nascondono Mariachiara Cabrini e Francesca Cani. Chi sono in realtà queste due giovani donne? Come vi piace descrivervi?
Mary
Frances
M. Sono Mariachiara, sono una lettrice compulsiva e amo scrivere quanto leggere. Lavoro come impiegata, ma ho una seconda identità come blogger che guarda a caso parla di libri.
F. Sono Francesca, sono sportiva, amo viaggiare, sono uno spirito libero. Ogni volta che posso parto alla scoperta di posti non proprio turistici e di paesaggi incontaminati, sono rientrata la settimana scorsa dall’Irlanda. Il mio compagno di viaggio è anche il mio eroe: mio marito Matteo.


Voi siete entrambe autrici, singolarmente, di numerosi titoli allettanti. Cosa vi ha spinto ad intraprendere un percorso di scrittura a quattro mani? È stato difficile scrivere un romanzo insieme ad un’altra persona? E come avete affrontato il processo di scrittura in comune?
M. Credo che per un autore sia molto importante sperimentare e mettersi in gioco, noi l’abbiamo fatto. L’idea è nata così, per caso, visto il nostro comune amore per la scrittura, e poi ci abbiamo preso la mano. In due proseguire spediti nella scrittura è più facile. Hai sempre qualcuno a cui chiedere consiglio e pronto a spronarti. Non è un processo semplice e richiede una giusta preparazione, però. Bisogna organizzarsi accuratamente, una volta decisa la trama creare una sinossi e poi una scaletta accurata dei capitoli completa di punti di vista in modo da dividersi il lavoro. Poi una volta che si inizia a scrivere il confronto deve essere continuo, di solito il risultato è qualcosa che piace a entrambe e questo è già segno che potrà piacere a un pubblico molto ampio, visto che io e Francesca abbiamo gusti molto diversi.
F. Nel mio lavoro dico sempre ai bambini che collaborare arricchisce e che il confronto è costruttivo, perciò ho messo in pratica quello che predico da anni. Siamo amiche dai tempi dell’università, Mary e io, quindi avevamo già sperimentato la solidarietà che nasce fra compagni di corso. Abbiamo letto l’una parte dei lavori dell’altra, prima di decidere di scrivere in tandem, quindi è nata stima, sintonia e poi l’idea di scrivere insieme. Siamo sempre partite da discussioni e brainstorming faccia a faccia, che poi proseguivano con scambi di e-mail chilometriche. Dai problemi iniziali sulla costruzione dei personaggi a quelli fondamentali sulla trama, non abbiamo mai smesso di esprimere i nostri punti di vista. Eravamo entrambe consce del fatto di avere fra le mani una storia vincente forse perciò, nonostante le difficoltà, abbiamo perseverato. Sì, perché all’inizio parlavamo due lingue molto diverse, per stile e gusto personale. Ma ci siamo armonizzate con facilità e siamo ben presto diventate una la spalla creativa dell’altra.

Come è nata l’idea per “I colori della nebbia”? Cosa vi ha ispirato questa storia ricca di mistero e romanticismo? E come mai avete scelto di intraprendere questa prima avventura insieme cimentandovi in un romance storico?
M. Una volta deciso di provare a scrivere un libro assieme abbiamo concordato di cimentarci in un genere che conoscevamo e che avesse un buon pubblico e perciò fosse commerciabile. A entrambe è subito venuto in mente il genere romance. Abbiamo poi deciso che volevamo creare dei personaggi fuori dai soliti canoni romance, con un quid in più, e pensando e ripensando, parlando e confrontandoci è nata la trama. Molto semplicemente.
F. Eravamo già entrambe predisposte a scrivere qualcosa di romantico, avevamo ambedue un po’ d’esperienza nel campo. Siamo laureate in Storia dell’arte, quindi la ricerca d’archivio e bibliografica è stata il nostro pane quotidiano per anni, abbiamo pensato di mettere a frutto i nostri studi, da qui l’ambito storico. E’ stata, a ben vedere, la scelta vincente perché, fin dalle prime letture dell’editor, ci è stato riferito che nel romanzo si respirava proprio l’aria del periodo storico che abbiamo scelto. 


Sapreste definire il vostro romanzo solamente con tre aggettivi? Tre per Mary e tre per Frances. Quali e perché?
F. Passionale, colorato, dinamico. Passionale non solo per ciò che evoca subito l’aggettivo, ma anche perché vi sono molte passioni nel romanzo. Inespresse, potenziali, totalizzanti, ma sempre forti e in grado di dare carattere e vita ai personaggi. Colorato perché, se lo leggerete, vi renderete conto che si tratta di un romanzo molto visivo: i colori si vedono, a volte si toccano, sono sempre presenti. Dinamico perché vi è l’azione che spesso manca nei romance classici.
M. Romantico, avvincente e mantovano. Romantico perché è un romance, perciò il romanticismo al suo interno non manca di certo (così come due scene particolarmente passionali). Avvincente poiché si è sempre in tensione, leggendolo, per capire chi sta dietro gli attentati contro Matilde. Mantovano poiché è ambientato a Mantova, la nostra città. 

Leggendo la sinossi del libro, si intuisce che in questa storia non c’è solamente l’intreccio amoroso, ma un mix di mistero, avventura, pericolo e passione. Come mai avete scelto di dare un taglio così dinamico e originale al romanzo e di concentrarvi non solo sui sentimenti amorosi dei protagonisti ma anche su vicende così oscure e dal fascino cupo?
F. Sì, I colori della nebbia ha molte sfaccettature create appositamente per allargare gli orizzonti. Ci serviva qualcosa che fosse stimolante da scrivere, rimanere tutto il romanzo a sondare i sentimenti dei due protagonisti ci toglieva molte possibilità, ancorandoci alla tradizione. Volevamo qualcosa, che pur rimanendo nel classico taglio romance, fosse di vedute più ampie. Così è nata la storia che ha sprazzi giallistici, noir, d’avventura e molta azione.
M. Fin da subito volevamo distanziarci dai soliti romance, dare qualcosa in più ai lettori e creare un atmosfera dinamica e ricca di mistero ci è sembrato il modo giusto per farlo. Mantova poi è una città la cui atmosfera si presta molto a intrighi e complotti, nell’ombra della nebbia.

Avete inserito nell’intreccio un periodo storico molto affascinante, e dalla precisione dei dettagli si può dedurre che avete intrapreso un minuzioso lavoro di ricostruzione storica. È stato difficoltoso ricreare un’epoca passata? È stata la prima volta che vi mettevate alla prova in questo campo oppure avevate già esperienze nella stesura di romanzi storici?
M. Grazie ai nostri studi in Storia dell’arte siamo abituate alle ricerche storiche e ci piacciono, per noi girare per biblioteche e archivi è uno spasso.
F. Per me non era la prima volta, perché il mio primo romanzo è uno storico ambientato in un’epoca più recente, ovvero durante la Seconda Guerra Mondiale (Amare- Il profumo del gelsomino notturno, edito da goWare) Anche in molti racconti avevo sondato la possibilità di dedicarmi allo storico (Lite Editions e Chichili Agency). La mia tesi di laurea specialistica, inoltre, verteva proprio su una scuola di pittori mantovani che ebbero la maggiore attività nel periodo 1815/17.

Voi abitate entrambe a Mantova e, dalla trama del vostro libro, è palese il vostro amore per questa bella città. È stata unanime la scelta di ambientare la storia proprio lì? Insomma, quando avete deciso di scrivere questo romance, avevate già la certezza che Mantova avrebbe fatto da sfondo alle vicende? O è una decisione che avete preso in seguito?
M. E' una decisione che è stata presa quasi subito. Bisogna scrivere di ciò che si conosce per risultare credibili, inoltre era la nostra prima esperienza nel genere romance, ambientarla in una città che conoscevamo bene ci rassicurava.
F. E’ stata una decisione unanime che ha subito solleticato la fantasia di entrambe. Sembra strano ma ancora oggi, dopo anni di lavoro fra stesura ed editing, quando cammino per i vicoli di Mantova penso: “qui è passato William” oppure “là abitava Matilde”. Insomma girare per la città è diventato come passeggiare per un set! 

Quanto c’è di ognuna di voi nella protagonista della storia o negli altri personaggi?
M. Credo sia importante dire che questa storia ha due protagonisti Matilde e William, non uno. Entrambi hanno uno spazio uguale nel romanzo ed entrambi sono i cardini della storia. Io ho seguito più Matilde e Francesca più William, ma in realtà poi, confronto dopo confronto, possiamo dire che sono entrambi di entrambe. Amiamo molto anche i personaggi secondari del romanzo. In particolare io sono molto affezionata la personaggio della nonna di Matilde, per cui mi sono un poco ispirata a mia nonna, e al cane di Altea, Amadeus.
F. Più che della protagonista in me c’è qualcosa di William, c’è molta della sua irrequietezza del suo essere un personaggio fisico, che agisce e si sporca le mani. Lui si sfinisce con gli allenamenti militari, io sono attiva e sportiva, ci somigliamo. C’è qualcosa di mio anche nella sbadataggine di Eusebio, lo zio di Matilde, e nel carattere ironico di Edmund, l’amico e compagno d’armi di William. Mi sono dedicata di più ai personaggi maschili nella stesura del romanzo, si nota?

Tra le due chi è la più romantica? Sono curiosa di sapere chi ha dato l’impronta più sentimentale alla storia e chi, invece, quella più misteriosa. Chi ha conferito il tono del romance e chi quello del mistero? C’è stato questo dislivello emotivo durante la stesura oppure è stato tutto molto equilibrato?
M. Siamo entrambe romantiche, e amanti dei lieti fine. Senza alcun dubbio. Ma tra noi due forse sono io a essere un poco più guastafeste, nel senso che tendo a essere anche molto disillusa e terra terra. Perciò spesso mi veniva naturale smorzare i toni più romance dei romance.... Per fortuna Francesca, in piena fase Luna di miele, ha riequilibrato il tono. Lei è molto brava nelle scene d'azione, le ama particolarmente, io amo più le scene ironiche e familiari. Per quanto riguarda il mistero, bé, lì ci siamo arrovellate entrambe, perché far combaciare tutti gli elementi di un giallo è più complicato di quanto sembra. Da fan di CSI ho amato però cimentarmi nella costruzione di una piccola indagine, per quanto difficile.
Elinor e Marianne Dashwood
F. Siamo entrambe romantiche ma abbiamo due vene di romanticismo differenti. Io sono più drammatica, per me il romanticismo vero è il connubio fra amore e morte, l’inscindibile alternarsi di passione e destino fatale. Sono un po’ una Marianne Dashwood moderna. Mary è più concreta e più orientata al romanticismo che va di moda ai tempi nostri, lei è la mia Elinor, mi trascina con i piedi per terra e dà sempre saggi consigli. Altre due sorelle Marianne e Elinor Dashwood, sarà un caso? 

Quali emozioni vi piacerebbe suscitare nelle lettrici che leggeranno “I colori della nebbia”?
F. Mi piacerebbe che i lettori sognassero, che vivessero respirando l’aria dolce dell’autunno mantovano e trepidassero per il destino di due coraggiosi amanti. Il massimo per uno scrittore è sapere che le proprie parole suscitano emozioni vere, perciò mi auguro che ridano, piangano, si arrabbino e preghino insieme ai nostri personaggi. Per fortuna i primi feedback sul romanzo ci dicono che i lettori stanno davvero vivendo la nostra storia con entusiasmo, ciò ci riempie d’orgoglio.
M. Vorrei si identificassero con i nostri personaggi. Ridessero e si emozionassero con loro.

Il vostro romanzo è stato pubblicato dalla Harlequin Mondadori, una casa editrice nota e molto apprezzata. Un esordio in grande stile. Come è stato raggiungere un simile traguardo? E quanta soddisfazione c’è nel veder pubblicato il frutto del vostro lavoro da un editore che può permettervi di raggiungere una fetta di lettrici molto ampia e di emergere nel panorama letterario italiano? Tra emozione e paura, qual è il sentimento che prevale?
F. E’ stata una grande avventura avere a disposizione una redazione di persone eccezionali ed eccellenti, ma la vera sfida per noi è iniziata con l’editing. Perciò, accantonata la gioia infantile dell’essere state scelte fra tante, abbiamo dovuto lavorare molto. E’ stato un percorso formativo ed entusiasmante, esasperante a tratti, quando impiegavamo settimane a revisionare un capitolo. Ma sempre un lavoro arricchente. Sì, Harlequin e la collana dei GRS sono una garanzia già di per sé, è scontato che con marchi così prestigiosi si raggiunga un pubblico vasto, ma non è scontato incontrare il favore delle lettrici. Perciò l’emozione che prevale è…
M. Ansia? Vorremmo il romanzo piacesse.
F. Sì, c’è parecchia trepidazione da parte nostra, ma ci sono già buone conferme! Quindi è una grande emozione e un grandissimo onore arrivare con il nostro romanzo nelle vostre librerie!

Come è nato il vostro amore per la scrittura?
M. Non lo so con sicurezza, ma credo con la lettura. Fin da piccolissima ancora prima di saper leggere adoravo i libri e torturavo i miei affinché me li leggessero e rileggessero, non ne potevano più. Ho sempre avuto una gran fantasia e perciò mi rivedevo in quelle persone che raccontavano storie straordinarie.
F. Credo che la scintilla sia scoccata quando ero una ragazzina allampanata con la testa confusa da un milione di emozioni potentissime. Ho sempre avuto un rapporto particolare con i colori del mondo, con i rumori e con le cose semplici, sono una che, come un gatto, gioca con il vento, per intenderci. Da adolescente ho iniziato a scribacchiare su un quadernino le mie poesie, in cui a suon di metafore descrivevo il mondo, da allora non ho più smesso di scrivere.

Preferite scrivere da sole oppure collaborare tra voi?
M. Mi piacciono entrambe le cose e si possono fare entrambe senza problemi, perciò perché scegliere. Sono modi di esprimersi diversi, così come i generi letterari sono diversi tra loro.
F. Amo scrivere, amo raccontare sempre e comunque in ogni forma con ogni compagnia. Ho adorato l’esperienza fatta con Mary, continuerò a collaborare con lei.

Tutti gli scrittori sono prima di tutto lettori e suppongo che per voi non faccia differenza. Quali letture preferite? Avete un genere di riferimento senza il quale non potreste davvero vivere? Il libro del cuore? 
F. Ti posso elencare i libri che ho riletto, perché sono una di quelle lettrici fedeli alle emozioni provate e se un romanzo mi ha presa significa che prima o poi vorrò tornare a rivivere la sua atmosfera. Fra i più riletti ci sono: Ragione e sentimento, Le pagine della nostra vita, Il cavaliere d’inverno, La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, Ritorno a Cold Mountain
M. Leggo di tutto, adoro l’urban fantasy e i libri con vampiri, amo lo steampunk, il giallo storico, il romance, il romanzo storico e il fantasy, inoltre mi affascina molto anche il genere sci-fi. L’unica cosa che proprio non sopporto sono gli zombie ho provato più volte a leggere libri con loro dentro, e ci sono riuscita ma proprio non mi piacciono. Ho molti libri preferiti: Persuasione di Jane Austen, Padiglioni lontani di M. M. Kaye e L’onore dei Vor di Lois Mac Master Bujold.

Quali scrittori o scrittrici hanno influenzato il vostro modo di scrivere? E nella vostra vita c’è stato un romanzo che vi ha fatto pensare:"voglio scrivere anch’io"?
M. Tutto ciò che leggiamo ci influenza e io leggo di tutto, ma la mia aspirazione sarebbe scrivere come Mary Balogh o Lois MacMaster Bujild che per me è un vero mito. Inoltre ammiro molto l'epicità di cui è capace Jacqueline Carey. Il fantasy è un genere che mi affascina e che ritengo tra i più difficili, perciò gli autori che riescono a emergere all'interno di quel genere per me sono tutti da ammirare.
F. Per quanto riguarda il nostro genere, le scrittrici che apprezzo di più sono Mary Balogh, Brenda Joyce e Michelle Willingham. Ma mi auguro di non essermi ispirata allo stile di nessuna delle tre, credo sia essenziale che un autore trovi una via propria. 

Preferite creare storie appartenenti a quale genere? Ne avete uno preciso oppure vi piace sperimentare?
M. Io adoro sperimentare, infatti fino ad oggi ho scritto tre libri e tutti di generi diversi, un chick-lit contemporaneo, un fantasy e un saggio ironico. Inoltre mi piace scrivere storie fuori dal comune, anche troppo a volte.
F. Sono più fedele al genere storico sentimentale, ma amo le contaminazioni e le tinte forti, perciò non vi dovrete stupire se troverete in giro un noir erotico firmato Francesca Cani, ho scritto anche quello! 

Di solito ogni autore ha i suoi vizi di scrittura. Voi ne avete qualcuno? Ascoltate musica durante il processo di creazione o preferite il silenzio?
M. Qui ci sarebbe parecchio da dire. Specie riguardo i vizi. Leggendo molto in lingua inglese ho preso il brutto vizio di esagerare coi pronomi e gli aggettivi possessivi. Generalmente mi piace ascoltare musica mentre scrivo, ma non sempre, dipende. Spesso ci si deve concentrare più che lasciarsi semplicemente trasportare.
Wolfgang Amadeus Mozart
F. Sono pignola, questo è il mio vizio da scrittrice. Sono la più tenace, incontentabile critica di me stessa e a volte di Mary. Scusa, Mary, ma è per il bene dei nostri libri! Non amo le distrazioni quando scrivo, quindi nel 90% dei casi prediligo il silenzio. E’ capitato, scrivendo I colori della nebbia, di avere bisogno di entrare più in profondità nella storia e di dover sentire l’atmosfera anche attraverso la musica. Per lo più ho ascoltato Mozart, credo che la sua musica stimoli la creatività.

Siete autrici giovani e di talento che hanno già pubblicato varie opere e che possono vantare una collaborazione editoriale veramente prestigiosa. Progetti futuri? Avete in cantiere qualche storia da scrivere a quattro mani o singolarmente?
M. Molti progetti futuri e in corso, tra cui un succoso seguito di I colori della nebbia.
F. Uscirà a dicembre il mio racconto erotico “Il suo gioco”, edito da Delos Book nella collana Senza Sfumatura, a cura di Franco Forte. Progetti in corso d’opera ce ne sono parecchi, naturalmente, quello più stimolante è il seguito de I colori della nebbia!

Carissime Mary & Frances, vi faccio i miei migliori auguri per i vostri futuri lavori, sperando che i lettori accolgano favorevolmente tutte le vostre storie. Vi ringrazio immensamente per esservi prestate al mio interrogatorio e spero che ci offrirete ben presto un altro romanzo interessante come “I colori della nebbia”. Volete salutare i lettori e le lettrici indicando gli ingredienti principali che potranno trovare nel vostro romanzo?
M. Nel nostro romanzo potrete trovare un mistero avvincente e uno spettacolare quadro storico di un'epoca affascinante.
F. Troverete, spero, parte di voi stessi. Tutti noi siamo stati spaventati o delusi, incompresi o desiderosi di cambiamento, i caratteri che hanno reso umani i nostri personaggi sono condivisibili. Quindi, oltre all’avventura e alla forza dell’amore, vi rispecchierete nei drammi e nelle gioie di William e Matilde.

~*~

Come sempre, ringrazio tutti coloro che si sono fermati a leggere il post e spero che vi abbia fatto piacere scoprire qualche curiosità in più su queste giovani autrici italiane. Ringrazio ancora Mary & Frances per aver risposto alle mie domande.
Un saluto affettuoso a tutti! :-)

                                                                                                                               Monia

Il salotto di Lizzie - Le interviste #4 "Luana Semprini"

Buongiorno cari lettori e care lettrici! Come avrete capito, oggi pubblico una bella intervista. Ho avuto il piacere, infatti, di fare quattro chiacchiere con la bravissima Luana Semprini, autrice del romanzo paranormal romance "Il lamento di Euridice" (qui la mia recensione) e della trilogia fantasy "Cristina di Morval".
Le risposte che ha dato alle mie domande sono molto interessanti, quindi ora la smetto di blaterare e vi lascio alla lettura del post!

"Il salotto di Lizzie - Le interviste" è una rubrica in cui sono inserite tutte le interviste degli ospiti del blog a cui ho avuto il piacere di rivolgere le mie domande.

INTERVISTA A LUANA SEMPRINI

Ciao Luana e benvenuta su The Secret Door. È un vero piacere poterti intervistare, quindi grazie per aver accettato di essere mia ospite! 
Figurati grazie a te Monia per questo spazio prezioso! 

Prima di iniziare le vere e proprie domande, mi piacerebbe sapere qualcosa in più su di te. Parlaci un po’ dei tuoi interessi e di chi è veramente Luana Semprini. 
Questa è una domanda che, credo come a tanti, mette un po’ in difficoltà. Per quanto riguarda i miei interessi ovviamente spaziano nel campo della lettura, scrittura. Inoltre adoro letteralmente alcuni telefilm e anime. Direi che sono una persona che ama moltissimo la tranquillità, ma non sono una persona tranquilla. Dentro di me sono spesso agitata e alla ricerca di qualcosa. Sono una persona socievole, ma di natura introversa, amo la compagnia, ma sto bene anche da sola. 

Ho letto da poco il tuo romanzo “Il lamento di Euridice” e mi è piaciuto moltissimo. Scrivere, insomma, ti riesce davvero bene! Quando hai iniziato a passare sulla carta le idee che frullano nella tua testa? E perché? C’è stato un motivo scatenante che ti ha spinta in questa direzione? 
Apprezzo molto il fatto che tu abbia letto il mio romanzo. Se devo essere sincera ho iniziato molto presto, fin da piccola, a scrivere. Inizialmente si trattava di storie brevi e anche fumetti, poi verso i 14/15 anni ho iniziato a cimentarmi nei primi romanzi. 
Il motivo scatenante credo sia stata la voglia costante di fuggire dalla realtà e di sognare qualcosa di diverso, qualcosa di meraviglioso che la realtà non ti offre. 

Cosa ti piace di più della scrittura e cosa tenti di trasmettere ai lettori con le
tue storie? Ma, soprattutto, per chi o cosa scrivi? Molti autori scrivono per condividere ed essere letti, altri scrivono per sfogo, altri ancora per denuncia. Credo che gli scrittori di tutto il mondo si dividano in due grandi fazioni: coloro che scrivono per gli altri e coloro che scrivono per loro stessi. Tu di quale squadra fai parte? 
Inizialmente scrivevo solo per me stessa. Quando ho iniziato, come ho scritto sopra, l’ho fatto per sognare e per mettere le ali e volare via. Poi, però, grazie alle prime fan fiction ho iniziato a scrivere anche per gli altri. Credo di poter mischiare bene le due cose perché comunque chi ha intenzione di rendere pubblico ciò che ha scritto sa che verrà letto e che le sue parole non saranno più soltanto sue. 
Cosa voglio trasmettere? Beh, emozioni. 

Quanto è importante per te creare storie? E che rapporto hai con la scrittura? È una passione che porti avanti con serenità e diligenza oppure è un interesse incostante che si presenta quando hai bisogno di far uscire le tue emozioni e di renderle indelebili? Come definiresti la tua scrittura: pacifica o passionale? 
Per me creare storie è stato vitale in certi momenti della mia vita. È stata una passione sempre presente in me, ma che non si è presentata sempre. Sono stata diverso tempo ferma e poi ho ricominciato scrivendo a raffica. Sicuramente le emozioni giocano un ruolo fondamentale. Direi quindi che la mia scrittura è più che altro passionale. 

Spesso, la scrittura può assumere la duplice forma di libertà assoluta e schiavitù perché ci permette di evadere dalla realtà e abbattere i confini dell’esistenza ma, nello stesso tempo, ci rende dipendenti da essa. A quale visione pensi si adatti meglio la tua esperienza di narratrice? 
Ad entrambe. Quando sono presa da una storia faccio veramente fatica a staccarmene finché non l’ho terminata, questo mi rende allo stesso tempo libera e schiava. Difatti in quei momenti il mondo potrebbe direttamente sparire. 

Il tuo romanzo “Il lamento di Euridice”, pubblicato nel 2013 dalla casa editrice Ute Libri, è un paranormal romance decisamente originale che mescola mistero e mitologia e dà vita ad un romanticismo estremo, sensuale e raffinato. Come è nata l’idea per questo libro? E come mai hai deciso di ambientarlo in uno scenario così isolato e cupo? 
Grazie per i bellissimi aggettivi che hai usato! Lo scenario in cui è ambientato è in realtà molto reale. Difatti (come dissi già in altre interviste) la casa di Daniel, Villalba e il cimitero sconsacrato, esistono. Ci sono stata anni fa assieme ad amici, quando ero poco più piccola della protagonista, Erika. Da quel momento quei luoghi hanno vorticato nella mia testa finché non si sono mischiati in questa storia. 

L’elemento predominante nella storia di Erika e Malco è il riferimento marcato al mito meraviglioso di Orfeo ed Euridice e al loro amore impossibile e tragico. Come mai hai scelto di inserire proprio questi due sfortunati amanti nell’intreccio? E i tuoi personaggi quanto tentano di ridare vita a queste figure romantiche della mitologia greca? Come sei riuscita a sviluppare un sentimento così ossessivo come quello che unisce Erika e Malco? 
Il mito di Orfeo e Euridice credo sia meraviglioso e tragico. Ci può essere un amore più forte di quello di un uomo che non accetta la morte dell’amata e fa di tutto per riaverla? Ecco perché ho scelto loro, è stato un istinto. Malco e Erika, in realtà, non tentano di ricalcare i due personaggi mitologici, tranne per alcune caratteristiche di Malco. Il ragazzo, infatti, ha preso alcune peculiarità del musico greco perché ne era ossessionato fin dalla nascita ed è per questo che ad esempio suona la lira e tutti gli altri strumenti in modo divino. Erika invece è come caduta in un vortice, precipitata in un incubo che credeva impossibile. 
Il sentimento ossessivo tra i due è nato dalla mia volontà di rappresentare un amore diverso dal solito, in qualche modo “malato”. Da questo sono stata anche ispirata da uno dei miei romanzi preferiti, “Cime tempestose”. Non apprezzo molto gli amori dolci e mielosi, preferisco i sentimenti tormentati ed estremi. 

Ti sei ispirata a qualcuno in particolare per caratterizzare i tuoi protagonisti? Per creare il personaggio di Malco hai fatto riferimento ad un tipo di tradizione romantica precisa o questo ragazzo immaginario ha preso vita in modo indipendente? E quanto di te c’è in Erika? 
Malco ha preso vita da solo. Pensavo ad un ragazzo un po’ fuori di testa e allo stesso tempo intrigante e lui si è mostrato così. Erika mi assomiglia per il suo carattere un po’ introverso e sgomento e anche per il gruppo di amici che si è scelta. 

Tu hai scritto anche la trilogia fantasy “Cristina di Morval”, una saga ambientata in un mondo parallelo ricco di magia e popolato da creature fantastiche. Da cosa sei stata ispirata durante la stesura di questi romanzi? Perché hai scelto di ambientare la storia in una dimensione immaginaria? Ritieni sia più facile scrivere romanzi in cui i protagonisti si muovono nella nostra realtà o in cui viaggiano, invece, in un mondo nuovo e sconosciuto che ti permette di dare libero sfogo alla tua immaginazione? 
La mia cara Cristina. Per lei mi sono ispirata in primo luogo alla mia vita. Quando ho iniziato a scriverlo stavo per laurearmi, proprio come la protagonista, e avrei fatto volentieri le valigie per trasferirmi in un’altra dimensione. Da qui, unito al fatto che io adoro la teoria delle stringhe e dei mondi paralleli, è nata l’idea di ambientare “Cristina” in un’altra dimensione. Penso sì, che in un certo qual modo sia più facile usare questo espediente perché si possono inventare un sacco di cose e uscire da certe formalità. 

Il mondo fantasy che hai descritto nei tre capitoli della serie “Cristina di Morval” rende omaggio ad una tradizione fantastica in particolare o hai cercato di discostarti dalle realtà parallele create fino ad ora? 
La dimensione parallela di Cristina è a sé stante. Viene descritta come un modo parallelo, una dimensione separata dalla nostra, in cui ci sono sia elementi di similitudine che di diversità con il nostro mondo. Difatti la conformazione territoriale è la stessa, ma la società è di stampo mediovalesco ed inoltre esiste la magia. 

In quale delle tue protagoniste ti rispecchi di più? Ti senti più vicina ad Erika o a Cristina? 
Mi sento più vicina a Cristina, però in verità molte volte appartengo più alla cupezza di Erika. 

Quale tra i tuoi romanzi ti è piaciuto maggiormente scrivere e a quale sei più legata? 
Scrivere “Il lamento di Euridice” è stato meraviglioso, ma anche scrivere Cristina I. 
Direi che questi sono i romanzi ai quali mi sento per adesso più legata. Difatti ne ho altri non ancora resi pubblici. 

Qual è l’elemento che non deve mai mancare nelle tue storie? Per te conta di più l’intreccio romantico o quello fantasy? 
Sinceramente conta più l’intreccio romantico. È d’obbligo! 

Cosa puoi raccontarci della tua anima di lettrice? Qual è il romanzo che porteresti con te nel mondo di Cristina? Quali sono i generi letterari che preferisci e che ti appassionano maggiormente? 
Ho letto talmente tanti libri, ma me ne ricordo un 1%. Nel mondo di Cristina mi porterei “Il diario del vampiro” e “Il signore degli anelli”. Mi sto immaginando la scena, sarebbe divertente. 
Prediligo il genere fantasy, si è capito? 

Finora hai scritto romanzi che rientrano nel fantasy, ma in futuro hai intenzione di rimanere all’interno di questo genere o vuoi cimentarti in narrazioni differenti? Qual è il tipo di romanzo che sogni di scrivere e qual è il genere che ti emoziona di più nella fase di creazione? 
Veramente non ho un romanzo che sogno di scrivere, più che altro sogno di scrivere il romanzo che mi porterà al successo. Ultimamente ho scritto un romanzo di genere narrativa generale/romance contemporaneo. 

Hai degli autori o delle autrici a cui sei particolarmente affezionata e che hanno plasmato il tuo modo di scrivere? 
Sì direi Lisa Jane Smith, poi ce ne sono stati altri, ma non li ricordo tutti. 

Se potessi salvare un unico personaggio creato dalla tua immaginazione, quale salveresti e perché? 
Salverei Cristina perché è una sorta di mio alter ego. 

Quando scrivi hai delle piccole “manie” che ti permettono di concentrarti e a cui non puoi assolutamente rinunciare? C’è un tipo di musica che ascolti come sottofondo delle tue storie? 
No, non ho nessuna mania. A volte ascolto della musica, ad esempio per scrivere “Il lamento di Euridice” ho ascoltato di continuo le composizioni di Giovanni Allevi. 

Hai all’attivo quattro pubblicazioni, una con la casa editrice Ute Libri e tre con la piattaforma di self publishing Amazon. Anche se sei giovane, quindi, hai già esperienza nel campo dell’editoria. In questo momento, come vedi le due strade? Quale metodo di pubblicazione offre più opportunità agli autori secondo te e quale ti ha dato maggiore soddisfazione? In poche parole: quando termini un romanzo e decidi di pubblicarlo, preferisci metterti alla ricerca di un editore o intraprendere direttamente un percorso di autopubblicazione? 
Sarò sincera: sono più soddisfatta dell’autopubblicazione. Le mie esperienze mi hanno, infatti, portato a determinare che, a meno che non pubblichi con una big, è molto meglio autopubblicarsi. Difatti così puoi decidere il prezzo e ti rendi conto subito delle vendite. 
Di recente ho terminato di scrivere due romanzi e adesso sto provando a cercare un editore nazionale. In caso negativo mi autopubblicherò senza rimpianti. 

Quali sono i tuoi progetti futuri? Hai romanzi in cantiere? “Il lamento di Euridice” presenta un finale enigmatico e misterioso, possiamo aspettarci un seguito? Puoi darci qualche anticipazione o qualche piccola informazione sulla trama in anteprima? 
Come ho già scritto, ho ultimato due storie molto differenti. Per quanto riguarda il seguito de “Il lamento” posso dirti che è già scritto e aspetta di essere pubblicato. 
Posso anticiparti che Erika proverà del senso di colpa per quello che è successo a Daniel e qualcuno (o qualcosa) tenterà di approfittarsene. 

Cara Luana, io ti ringrazio per essere stata mia ospite e per aver risposto pazientemente a tutte le mie curiosità. Ti faccio i miei complimenti e ti auguro di realizzare tutti i sogni che custodisci nel cassetto. Grazie per averci fatto compagnia! Vuoi salutare i lettori e le lettrici indicando gli ingredienti principali che potranno trovare nei tuoi romanzi qualora decideranno di leggerli e cosa devono aspettarsi dai tuoi personaggi? 
Grazie a te! Mi ha fatto davvero piacere rispondere alle tue domande. I lettori troveranno certamente amore, fantasia e umorismo. E una dose di follia in alcuni personaggi :-)

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Come sempre, ringrazio tutti coloro che si sono fermati a leggere il post e spero che vi abbia fatto piacere scoprire qualche curiosità in più su questa giovane autrice italiana. Ringrazio ancora Luana Semprini per aver dedicato un po' del suo tempo alle mie domande e per la pazienza. Sapete che sono ritardataria, no? Ecco, ho fatto aspettare Luana un bel po' prima di inviarle le domande, quindi mi scuso ancora con lei e la ringrazio per la disponibilità.
Un saluto affettuoso a tutti! :-)

                                                                                                                                              Monia Iori  

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Il salotto di Lizzie - Le interviste #3 "Francesca Ghiribelli"

Buon giovedì lettori miei ^-^ Oggi ho il piacere di ospitare sul mio blog la dolcissima Francesca Ghiribelli, poetessa e scrittrice, che ha accettato di rispondere alle mie domande e ci parla con il cuore della sua passione per la scrittura e, in particolare, per la poesia. L'autrice ha pubblicato la bellissima raccolta "Un'altalena di emozioni" con La Bancarella Editrice. Sulla sua pagina facebook (-> cliccate qui per visitarla) potete trovare tutti i suoi versi, da quelli più remoti a quelli più recenti. Mi raccomando mettete tanti "mi piace" e lasciatevi incantare dalla poesia delicata e profonda di Francesca! I suoi versi sono davvero meritevoli e ricchi di vita! Supportiamo con entusiasmo il suo amore per la poesia, arte di straordinaria bellezza e potenza letteraria che, spesso, viene dimenticata.
Ora vi lascio all'intervista e vi auguro una buona lettura!

"Il salotto di Lizzie - Le interviste" è una rubrica in cui sono inserite tutte le interviste degli ospiti del blog a cui ho avuto il piacere di rivolgere le mie domande.

INTERVISTA A FRANCESCA GHIRIBELLI

Ciao Francesca e benvenuta su The Secret Door! È un vero piacere poter parlare un po’ con te, soprattutto perché è raro poter intervistare una giovane poetessa, e ti ringrazio per aver accettato di essere mia ospite.
Il piacere è tutto mio, sono davvero onorata di essere ospite del tuo meraviglioso blog. Sei stata davvero gentile a propormi questa intervista. E’ difficile in una società come oggi far conoscere e diffondere i propri scritti, soprattutto se si parla di poesia.

La scrittura è sicuramente la tua grande passione e hai scritto dei versi davvero belli tramite i quali si può comprendere il tuo spirito. Che cosa puoi raccontarci di te che le tue parole ancora non hanno rivelato? Quali sono i tuoi interessi oltre la scrittura e cosa plasma il tuo mondo?
Ti ringrazio del complimento, diciamo che chi sa leggere in modo introspettivo e spirituale i miei versi, soprattutto chi è bravo ad ascoltare in silenzio, potrebbe comprendere molte cose di me. Ovviamente ciò che scrivo rappresenta la mia profonda interiorità ed intima essenza, ma di una persona resta sempre un lato nascosto. Un misterioso lato tutto da scoprire, anche se diciamo, io ho spaziato da poesie dolci e romantiche, a versi di vita vissuta fino a scrivere vere e proprie poesie gotiche. Credo fermamente di aver dato gran parte di me attraverso la scrittura, ma sono ancora giovane, il cammino è ancora lungo e ci saranno ancora tanti modi per sorprendere chi mi legge. I miei interessi sono da sempre la scrittura e la lettura, mi dedico a tanti generi diversi, e mi piace molto anche il cinema. Amo scrivere accurate recensioni dei libri che leggo, scambiando opinioni con impressioni avute dagli altri sullo stesso libro letto. Il mio mondo è plasmato dall’universo che ciascun libro racchiude, perché una vita senza libri non può essere chiamata vita.

Come mai hai scelto di dedicarti alla poesia, anche se non esclusivamente? Di solito è più facile trovare emergenti che si dilettano nella stesura di romanzi, ma tu ci stupisci con una scelta differente e intraprendi la strada meno frequentata. Cosa ti ha dato il coraggio per spingerti in questa direzione difficile? E quanto è forte il tuo bisogno di mettere i tuoi pensieri e i tuoi sentimenti su carta? 
Bella domanda, davvero. Hai perfettamente ragione, è vero, la mia scrittura è sbocciata attraverso la poesia ed è un genere veramente difficile da far comprendere ed amare agli altri; però vedi non sono stata io a scegliere lei, ma è la stata la poesia a scegliere me. E’ un genere che non devi mai sforzarti di creare, ma sono i versi che nascono dentro di te con la voglia di parlare del tuo ‘io’ prima a te stessa e poi agli altri. Sì, perché come prima cosa la poesia fa star bene la mia anima e il mio cuore e soltanto riuscendo ad essere sereni e sinceri con noi stessi riusciremo a star bene con gli altri. Ho riscontrato infatti molte persone che amano ancora leggere e scrivere poesie, e che hanno soprattutto apprezzato ciò che scrivo sentendolo un po’ parte di loro. E’ molto forte e sentito il mio bisogno di imprimere le mie sensazioni ed emozioni su carta per riscattare me stessa e il mondo che ci circonda.

Scrivere poesie richiede una enorme capacità di introspezione e riflessione perché per trasmettere emozioni bisogna immergersi nel proprio essere e tentare di estrapolare la bellezza che si trova in tutto ciò che ci circonda. Per te è facile isolarti dalla realtà ed entrare in una dimensione dove le parole esprimono le tue sensazioni? Qual è il tuo approccio con il foglio bianco? E quali sono le tue massime fonti di ispirazione? 
Molti credono che sia arduo creare poesie, ma devo dire che a me viene spontaneo e molto facile. Mi basta chiudere gli occhi o semplicemente sognare e fantasticare ad occhi aperti e sembra quasi che un velo riesca a farmi osservare tutto con altri occhi. Gli occhi della speranza e dell’amore che si può nutrire per la vita. Per me è un delizioso gioco guardare il foglio bianco e imprimerlo dei colori che intingono la mia anima in quel momento. Le massime ispirazioni sono le piccole cose di tutti i giorni, ma possono esserlo anche un quadro, una semplice immagine o un comune oggetto, che uniti allo stato d’animo danno vita ad un testo.

Dalla tua biografia ho visto che hai scritto anche numerosi racconti e romanzi e si capisce che sei una scrittrice poliedrica che può giostrarsi facilmente tra prosa e poesia. In quale di questi due generi preferisci cimentarti? E, soprattutto, cosa ti emoziona di più scrivere? 
La mia è stata una scommessa con me stessa, visto che la poesia è difficile da diffondere, ho voluto cimentarmi anche in altro. Per me è sempre un’emozione provare nuovi generi e plasmare la mia fantasia in prosa, ma posso dirti che il genere che adoro di più rimane sempre la poesia, e cioè il genere con cui sono ‘nata’. Preferisco la poetica, proprio perché amo mettermi alla prova nelle cose più difficili da sempre.

Il tuo libro di poesie “Un’altalena di emozioni”, pubblicato da Bancarella Editrice, è una raccolta di versi splendidi e intensi che parlano dell’amore, della vita, della natura e di tutto ciò che contribuisce a creare la quotidianità. Parlaci del processo di composizione di queste poesie e di quello che hai provato mentre le scrivevi. C’è un filo che accomuna i diversi brani? E come mai hai scelto di intitolare la raccolta in questo modo? 
Ho deciso di pubblicare questo libro di poesie, perché fanno parte dei primi versi che ho scritto. Anche se, in verità, ho dato vita a più di 200 poesie. Questa raccolta racchiude il lato romantico e dolce della mia anima, quando il cuore passa dall’adolescenza alla maturità di se stesso. Parlano di tutto: la vita, le piccole cose che rendono grande ogni momento, in cui consideriamo davvero importante ogni particolare che ci circonda e svelano ciò che racchiude la mia personalità. Ciò che unisce tutti questi brani è l’amore per i paesaggi e la natura, che trovano un denominatore comune in tutti noi attraverso la descrizione di emozioni e stati d’animo impreziositi da romantici paragoni e dolci rime baciate o incatenate. Ogni poesia è rappresentata da un’immagine creata da me attraverso il pc. Un piccolo diario di bordo adatto per tutti, grandi e piccini, quasi un timido avvicinamento alla poesia, che in fondo dimostra quanto essa possa essere accessibile a tutti. Ho scelto la copertina, creata sempre da me, perché racchiude tutti gli elementi che si possono ritrovare nel libro. Il titolo rappresenta un’altalena, perché è sempre stato il mio gioco d’infanzia preferito. Un dondolo che ti fa volare in alto e ti culla attraverso tante e poliedriche emozioni facendoti sognare attraverso la realtà delle piccole grandi cose della quotidianità. Ognuno di noi nei versi della raccolta può ritornare bambino, riscoprendosi improvvisamente adulto e fiero di se stesso.

Quando scrivi tendi a rappresentare emozioni che tu hai vissuto in prima persona o ti diletti ad osservare gli stati d’animo di chi ti circonda e a dare voce a sensazioni a te estranee? Forse questo è un concetto che va differenziato in base alla tipologia di scrittura, se poesia o prosa. Ecco, come ti poni di fronte a questi due generi? In quale ti lasci andare maggiormente e in quale giochi con la fantasia? E quale tra i due offre una visione più sincera e attendibile di te stessa? 
Ciò che scrivo è il frutto della fantasia del momento, di un mio stato d’animo temporaneo o di una mia esperienza vissuta nel passato, ma può nascere anche attraverso le emozioni e le sensazioni di chi mi circonda, delle persone care che influiscono molto nella mia vita in maniera positiva, ma anche sensazioni estranee, come dici tu. Proprio, perché anche la sottoscritta non sa da dove possono aver origine, ma nascono come i sogni che facciamo durante il sonno, senza un vero perché. Ovviamente nella prosa è difficile cimentarsi in un genere del tutto nuovo, oramai è stato scritto di tutto, ma ovviamente in un racconto o in un romanzo fantasy riesco a dare più voce al mio lato fantasioso e sognatore, mentre in un testo contemporaneo magari con uno sfondo di attinenza storica, devo stare con i piedi per terra. Poi magari sfogo la mia indole romantica e poetica attraverso dialoghi, descrizioni e storie d’amore. Mi pongo in maniera logicamente diversa fra prosa e poesia. Tra le due quella che rappresenta di più me stessa è la poesia, anche perché l’altro genere ti porta ad inventare le situazioni più disparate spaziando in narrazioni di vita alquanto lontane dalla singola esperienza.

Tu sei giovanissima, ma hai già partecipato a numerosi concorsi letterari che hai vinto o in cui ti sei classificata nelle prime posizioni. Ti piace metterti alla prova e accettare questo tipo di sfide? Pensi che tali competizioni contribuiscano ad affinare il tuo talento e ti permettano di sperimentare continuamente favorendo la tua crescita personale? Ritieni che siano uno stimolo per il tuo lavoro? 
Ho partecipato a tanti concorsi nazionali letterari e poetici, vincendo anche il primo premio per il racconto ‘Il ferroviere e la bambina’ al concorso ‘Maribruna Toni 2009’. In seguito mi sono aggiudicata ulteriori premi come menzioni d’onore, menzioni di merito, secondi e terzi posti in sillogi, poesie singole e racconti. Certamente un modo per affinare il mio talento e mettermi alla prova con nuovi orizzonti, quindi li accetto volentieri. Anche se, come nella società di oggi c’è sempre una corsa all’interesse e non sempre i giudizi sono perfettamente giusti ed equi, ma questo è il compromesso che bisogna pagare per sopravvivere nel mondo odierno. Mi piacerebbe che fosse uno stimolo per il mio lavoro, ma ritengo la scrittura soltanto un piacevole passatempo per dare ossigeno ai sogni e dimenticarsi per un po’ della frenetica realtà che ci avvolge. E’ molto difficile nella vita poter far diventare un lavoro redditizio il tuo più grande sogno, quindi bisogna stare con i piedi per terra.

Sei stata una delle finaliste del concorso “I-Fantasy – 2012”, indetto dalla Fazi Editore, con il romanzo “Kelp – Il mare nasconde un segreto”. Ti sei divertita a spaziare nel fantasy? E hai intenzione di pubblicare questa tua opera che è stata apprezzata da chi l’ha letta e che ti ha portato a un soffio dalla vittoria? 
Effettivamente è stata una bella soddisfazione aver intrapreso la strada del fantasy e non credevo di dar vita così facilmente ad una storia particolare e paranormale, che per certi versi può attraversare anche il genere distopico. E’ stata una bella impresa, anche se diffido dei concorsi online indetti dalle grandi case editrici o anche semplicemente concorsi poetici e letterari che vanno a votazioni attraverso un semplice ‘mi piace’ sui social network. La trovo semplicemente una corsa alla gloria e alla celebrità che può essere benissimo distorta attraverso la fortunata coincidenza del massimo raggiungimento dei voti dalla parte di chi ha più amici disposti a votarti. Per me è molto più valido un concorso dove sono persone serie e valide in quell’ambito a delegare la vincita di una persona attraverso la sua creazione. Certamente, sarei felice di essere pubblicata da una casa editrice famosa un giorno, infatti ho già mandato il mio romanzo in valutazione, spero prima o poi di ricevere una risposta positiva. Mai dire mai e ovviamente non smetterò di tentare al primo rifiuto.

Le poesie contenute in “Un’altalena di emozioni” vengono lette ogni sabato su Radio Napoli Emme nel programma radiofonico “Musica e Parole” condotto da Tony Esposito. Sicuramente è una bella opportunità per farsi conoscere e anche una meravigliosa emozione per una scrittrice. Raccontaci qualcosa in più su questa particolare esperienza. Cosa si prova ad ascoltare le proprie poesie recitate in radio accompagnate da un sottofondo musicale che crea un’atmosfera senza dubbio magica? Preferisci che la tua opera arrivi ai lettori attraverso la lettura personale o tramite questo metodo di condivisione culturale? 
Le poesie contenute nel mio libro e molte altre mie creazioni anche più recenti e in prosa vengono lette a Radio Napoli Emme Live dalla meravigliosa voce del conduttore Tony Esposito. Ovviamente dedico il successo delle mie poesie sul web e sui social network a lui e alla stupenda opportunità che mi ha regalato. Ogni sabato sono presente con un mio testo poetico, che lui con radiosa espressività e maestosa presenza vocale fa diventare eccelso. La sua recitazione è davvero divina, infatti è anche un bravissimo attore teatrale a Bruxelles, dove vive. Ogni volta cerca un sottofondo musicale adatto, con cui decantare magicamente i miei versi. Ormai sono tre anni che collaboro con la sua radio, ed ogni volta è sempre più emozionante sentire le mie creazioni recitate da Tony. Una voce che sa essere dolce, sensuale, romantica e passionale al contempo. Lo ringrazio infinitamente per tutto questo, ormai lo considero uno di famiglia e spero ovviamente che non si stanchi mai di leggere le mie poesie, perché io non mi stancherò mai di lui. Per di più mi ha dedicato una pagina del suo sito: ci sono la mia biografia, alcune foto di mie premiazioni e un lettore completamente dedicato ai video che creo sulle mie poesie recitate da lui. Ti lascio il link con molto piacere, perché è una persona meravigliosa dal cuore grande che regala voce a chi non ce l’ha. 

Com’è nata in te la passione per le parole? Quando hai cominciato a scrivere e perché? 
La passione per le parole è nata da subito, ho scritto la prima poesia a sei anni e l’amore per la lettura c’è stato da sempre. La primissima poesia l’ho dedicata in prima elementare al mio caro e defunto nonno materno, che purtroppo non ho mai potuto conoscere veramente, perché scomparso poco prima della mia nascita. L’argomento dei miei versi è stato sicuramente spinto dal mio forte desiderio di averlo potuto conoscere e già così piccola scrissi che avrei voluto avere una grande scala lunga fino al cielo, che potesse permettermi di raggiungerlo per conoscerlo e riferirgli ciò che non ho mai potuto dirgli dal vivo. In seguito ho dedicato molte altre poesie a lui, compreso il racconto ‘Il ferroviere e la bambina’, con cui ho vinto il primo premio nel 2009. E’ bello poter conoscere qualcuno attraverso i ricordi narrati dalle persone care, che hanno potuto viverlo davvero. Così scrivo di lui, cercando di dare voce attraverso il foglio bianco a quel grande sogno di conoscerlo, che serbo ancora in me e che purtroppo non potrò mai avverare.

Ci sono poeti o poetesse che hanno improntato il tuo modo di dare libero sfogo alle emozioni? Hai una poesia che ami particolarmente? 
Da piccoli a scuola ci pongono sempre forzatamente di imparare a memoria poesie di autori
Giovanni Pascoli
famosi, finendo poi per farceli venire antipatici, riuscendo alla fine a farci odiare il mondo della poesia e della letteratura. Ecco, questo secondo me è sbagliato. A parte, che io ho sempre amato l’italiano, forse per una mia predisposizione personale,ma credo che ognuno di noi possa amare la poesia e questa materia soffermandosi su come la scrittura può veramente far parte di tutti. Essa dà forma alla parte astratta di noi riuscendo a farci diventare ciò che siamo. Io adoro i poeti classici come Carducci, Pascoli e Leopardi, ma ho amato anche Gibran, Alda Merini e Emily Dickinson. Non so, forse involontariamente scriviamo prendendo traccia da ciò che più ci piace leggere o che ci ha colpito leggendo, ma io in prima persona non ho mai cercato di imitare nessuno, anzi questi personaggi come tanti altri sono rimasti famosi proprio per la loro unicità e semmai un giorno qualcuno si ricorderà di me, vorrei che fosse così anche per me. Non ho una poesia in particolare che amo, perché per elencarle tutte ci vorrebbe troppo tempo. 

Qual è la poesia scritta da te che ti rispecchia maggiormente, quale quella a cui sei più legata, e quale quella che i lettori dovrebbero assolutamente leggere per comprendere il significato della tua opera? 
Ci sono tante poesie a cui sono legata, ma quella che racchiude l’essenza del mio libro e della mia intera poetica scritta fino ad oggi è quella che si intitola ‘La storia’, che si trova all’interno della raccolta. Essa custodisce la descrizione di ogni piccola cosa ‘dall’ansante respiro di un vecchio’ al ‘primo vagito di un neonato’, per questo ho voluto dimostrare in questi versi come i più piccoli particolari, di cui nella vita a volte non ci accorgiamo neanche, possano scrivere la storia della nostra vita. Questo è l’intero testo della poesia.
                                                                          
La Storia


Fra gli scaffali impolverati 
di una biblioteca si nasconde,
fra le vecchie e pazienti pagine di un libro si addormenta, 
fra i gradini consumati del tempo si giustifica, 
del magnifico colore di fresie e girasoli 
in un campo assolato e solitario 
si traveste:
dal primo vagito di un neonato 
all'ansante respiro di un vecchio 
inizia e finisce di vivere. 
Fra i ciottoli di un antico borgo cittadino 
fino alle fresche e giovani ghiaie di una spiaggia 
ripercorre il tenero e timoroso passo di un bambino.
Il galoppo di un cavallo stanco ma felice, 
il fedele sguardo di un cane che vive delle tue carezze
e sorge nella luce dell’ alba, 
ritirandosi infine nelle fioche ed emozionanti promesse 
di un tramonto. 
Respira in noi,
accompagna la nostra ombra, 
ci sussurra i peccati della nostra coscienza,
ma ci prende per mano, 
facendoci danzare
l’infinito valzer della storia della vita.
                                                                                   
Tornando alla prosa, quali sono i tuoi generi letterari preferiti? C’è una sezione della letteratura che ti piace particolarmente, sia come lettrice che come autrice? 
I generi letterari che più abbraccio sono i classici italiani e stranieri, fra cui Jane Austen con ‘Orgoglio e pregiudizio’, ‘Cime Tempestose’, ‘Via col vento’ e ‘Anna Karenina’. Storie intense e pervase da quella romantica disperazione che racchiude l’amore vero ed eterno. Ho amato anche ‘Il ritratto di Dorian Gray’, autori italiani come Svevo e Pirandello, fino a sfociare a scrittori odierni ed originali come la romanziera Danielle Steel; senza dimenticare i nuovi generi appena nati nella letteratura come i ‘paranormal fantasy thriller’, i ‘fantasy’ e gli ‘young adult’. Per non scordarmi di un autore spagnolo che mi ha letteralmente affascinata come Zafòn con la sua ‘Marina’, ‘L’ombra del vento’ e ‘Il palazzo della mezzanotte’. Come autrice mi piacerebbe poter scrivere un genere nuovo, che possa attirare la curiosità del lettore facendolo sentire parte della storia che sta leggendo e devo dire che mi piacerebbe proprio diventare un bravo Carlos Ruiz Zafòn, che è riuscito a farsi seguire da un pubblico infantile, adolescenziale e adulto. Insomma, una lettura che possa abbracciare tutte le fasce d’età.

Tramite le tue parole, in versi o in prosa, cosa speri di trasmettere a coloro che ti leggono? Con le parole che utilizzi per esprimere le tue emozioni vuoi lasciare un messaggio di te al mondo? 
Spero tanto di poter regalare a chi mi legge o a chi mi leggerà una piccola emozione, ma anche una semplice riflessione sulla poesia. Che restasse impresso anche un solo e breve verso o una singola parola che faccia scaturire ancora la voglia di evadere e di sognare oltre la realtà. Questo è il mio messaggio: le uniche cose rimaste ancora senza prezzo sono i sogni. Quindi diamo voce ad essi, è l’unica libertà ancora rimasta senza etichetta.

Hai bisogno di un’ambientazione silenziosa per scrivere o ti servi di un accompagnamento musicale? Qual è il luogo che prediligi per immergerti nella tua fantasia? L’arte contribuisce alla tua ispirazione? 
Il luogo che prediligo per immergermi nella scrittura e nella mia fantasia è il mio studio, mi serve soltanto la mia stanza immersa nel rumore dei sogni per riuscire a scrivere ciò che vorrei dire al mondo. A volte,anche l’arte ha contribuito alle mie creazioni, basta soltanto una piccola immagine o un quadro a rendermi ladra del tempo per scrivere ciò che quella raffigurazione rappresenta per me e che potrebbe rappresentare anche per gli altri. Sto scrivendo anche alcune canzoni per un nuovo gruppo di musica gotica, quindi lì ho dovuto per forza immedesimarmi nel sottofondo e scrivere con l’aiuto della musica, studiando bene come inserire rime o parole in sintonia con il ritmo richiesto.

Hai già scritto numerose poesie, racconti e romanzi e mi sembri una scrittrice instancabile e molto prolifica. Hai intenzione di continuare il tuo percorso nel mondo della letteratura? Quali progetti hai in serbo per il futuro?
Certamente, voglio continuare a scrivere, perché è la mia grande passione. La lettura aiuta molto a rende l’autore sempre più ricco e capace nel suo intento, quindi nel mio futuro non mancheranno i libri. Sicuramente cercherò di terminare il mio sesto romanzo e continuerò a scrivere poesie abbracciando nuovi stili. Una cosa è certa, continuerò ancora ad essere lieta ospite di Tony Esposito nel programma radiofonico ‘Musica e parole’ con Radio Napoli Emme live. Per me è stato davvero un onore conoscere ed incontrare nel mio percorso una persona così disponibile e squisita. Intanto, incrocio le dita sperando che qualche casa editrice più famosa si accorga di me, pubblicando un mio scritto.

Cara Francesca, io ti ringrazio immensamente per aver risposto alle mie curiosità e per aver aperto il cuore a chi sta leggendo. Ti auguro di realizzare tutti i tuoi sogni e di continuare a percorrere la strada della scrittura con successo! Vuoi salutare i lettori e le lettrici regalando una tua poesia e permettendo di assaporare le emozioni che trasmettono i tuoi versi? 
Per me è stato un piacere rispondere alle tue domande. Hai saputo creare una dolce accoglienza sul tuo fantastico blog, e mi sono sentita subito a mio agio nel dare risposta alle tue curiosità. Grazie per la meravigliosa occasione che mi hai dato, ti ringrazio per gli auguri, sperando che possa continuare a espandere il mio cammino realizzando i miei sogni, anche se sono già felice dei risultati raggiunti. Con piacere saluto te e i lettori con questa mia poesia scritta recentemente. Spero vi piaccia. Buona Lettura! Anzi, vi auguro una eterna ‘altalena di emozioni’!

Sulla riva dei sogni 


Lasciando che il tempo passasse 
Ho contato le onde 
Fra gli occhi dei nostri giorni di sole: 
dove l’alba ancora sa d’aurora, 
e il bacio è un altrove 
tra i sensi eterni di un miraggio. 

Colorando del grigio degli anni 
Le ciglia della luna, 
ho aspettato di rapire il tuo respiro 
per conservarlo in eterno 
nel ritorno della primavera. 

Volteggiando tra i fiocchi 
di una neve mai scesa, 
ho inventato le carezze 
per colorare di vita le tue guance. 

Non posso far altro che pregare 
Per dire al cielo 
Quanta nebbia ancora esiste 
Fra la realtà e la fantasia. 

Ecco, è proprio lì 
Che una farfalla bianca 
Spesso viene a trovarmi… 
…..Per posarsi 
Sulla riva dei sogni. 

È lì che ti ho conosciuto, 
e nessuno potrà rubare 
le conchiglie che vi ho lasciato. 

Lo potrà fare solo il mare, 
quando saprà 
che le avrai raccolte una ad una: 
in quel momento allora 
potrò finalmente smettere di sognare. 

Tu, sarai la mia riva 
Ed io il tuo mare.

~*~

Spero che questa intervista vi sia piaciuta e ringrazio tutti coloro che si sono soffermati qui anche solo per un attimo! Un immenso grazie a Francesca Ghiribelli per averci tenuto compagnia e per averci dato la possibilità di dare il giusto spazio alla splendida parte della letteratura rappresentata dalla poesia! C'è sempre bisogno di versi in questo mondo ^-^ La poesia che ha deciso di condividere con noi è meravigliosa, sognante e romantica e io le auguro di scriverne ancora miliardi che abbiano la stessa bellezza e intensità.
Vi mando un saluto affettuoso :-)

                                                                                                                                              Monia Iori

~*~