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My Romantic Hero #13

Ok, gente...la vecchiaia sta dilagando e in questi giorni non so la mia memoria che fine abbia fatto. Una cosa è certa: mi ero completamente dimenticata di questa rubrica e del mio povero eroe romantico :-(. Me ne sono ricordata ieri e sono rimasta un attimo immobile, poi ho pensato "nooooooooooooo". Non che bisogna farla così tragica, ma questa è l'unica rubrica che ha una cadenza fissa in questo blog e mi dispiace mandarla a monte. Il mese una volta passato è passato, e poi basta..niente eroe romantico O_O. Va beh...sto frignando :D
Visto che la memoria mi è ritornata in tempo, dieci minuti per questa rubrica li ho trovati! Quindi, vi presento il tredicesimo -nonché primo del 2014- romantic hero!

Se c'è una cosa che mi capita sempre quando leggo un libro, o guardo un film o una serie tv o qualsiasi altra cosa, è di prendermi delle cotte pazzesche per i maschi presenti nella storia!!! Può essere il protagonista o semplicemente un personaggio secondario, non importa...c'è sempre qualcuno che mi fa perdere la testa!!! In questa rubrica ideata da me, che ho chiamato "My Romantic Hero" e che pubblicherò mensilmente, voglio parlare proprio di questi uomini fittizi che mi fanno innamorare perdutamente e che mi hanno fatta sognare, mi fanno sognare e continueranno a farmi sognare anche in futuro!!! Quanti eroi romantici hanno fatto breccia nel nostro cuore, togliendoci il sonno e spodestando mariti e fidanzati??? Tanti!!! E non importa se sono personaggi di pura fantasia: loro avranno sempre il nostro amore incondizionato ♥

Questo mese l'Eroe Romantico che ha rubato il mio cuore è...

Erik/Il Fantasma dell'Opera
- Il Fantasma dell'Opera -


Devo confessarvi che non ho mai letto "Il Fantasma dell'Opera" di Gaston Leroux (rimedierò presto, non temete!), ma ho visto l'adattamento cinematografico del musical di Andrew Lloyd Webber e questo è bastato a rinnovare l'amore che nutrivo per il protagonista da quando avevo visto da bambina un balletto ispirato a quest'opera. È da tempo che voglio presentarvi questo personaggio ambiguo e doveva essere lui, inizialmente, sia l'eroe romantico di Novembre che di Dicembre, ma alla fine Erik, meglio conosciuto come il Fantasma dell'Opera, è arrivato a impersonare il Romantic Hero di Gennaio, un perfetto eroe invernale.
Erik è una delle figure più belle e complesse che si possano trovare. È un uomo infinitamente solo, scansato dalla società per il suo volto sfigurato, costretto a rifugiarsi in sé stesso e vivere nell'ombra, eppure paradossalmente è un personaggio luminoso perché ispirato dai suoi due grandi amori: la musica e la sua musa Christine. I suoi sentimenti sono talmente intensi e profondi da far scuotere anche l'animo più arido e, nonostante tutto, dimostrano che anche nel buio si può trovare un barlume di luce in grado di guidare anche il più solo tra gli uomini.
Perché mi piace tanto il Fantasma? Beh...è tormentato, è un uomo da salvare dalla gabbia che sia il mondo che le sue stesse mani hanno costruito attorno a lui, è incapace di perdonare il male subito, è a volte molto pericoloso e anche crudele, ma solo perché ha vissuto per tutta la vita rintanato nei sotterranei del Teatro dell'Opera respinto da tutte le persone che hanno incrociato il suo cammino e classificato come un mostro solo per il suo aspetto. È una figura tragica che ammalia e ipnotizza, che ha conosciuto solo il male e per questo non sa fare altro che farne a sua volta. Ma l'amore è in grado di far emergere il suo lato più umano e di mostrare la sua fragilità a cui è impossibile voltare il capo, anche se non è comunque in grado di curare le sue ferite, troppo profonde, troppo antiche, per un amore che non trova corrispondenza e che gli procura solamente altro dolore.
Nel film di Joel Schumacher, è interpretato da un bravissimo Gerard Butler che gli dona le sue fattezze affascinanti e la sua voce bassa e calda, e per me è perfetto. È l'ideale incarnazione di questa leggenda del teatro, un mito attorno a cui ruotano strane voci e che fa vibrare l'anima con l'intensità del suo canto e del suo amore. Se c'è un personaggio che amo con tutto il cuore è proprio Erik e, se fossi stata al posto di Christine, non avrei esitato un secondo a scegliere lui. Insomma...avete mai ascoltato le canzoni del musical? Sono meravigliose e i brani del Fantasma sono pieni di pathos romantico. Come si fa a respingere tanto ardore! Non si può! Andate a sentirvi "The Music of the Night" (nella versione italiana "Musica per noi") oppure "The Point of No Return" (qui "Il Ponte tra di noi") e poi ditemi se si può non restare completamente incantate dalla potenza del sentimento di quest'uomo straziato dal destino. È un eroe romantico oscuro e drammatico!

~♥~


La Biblioteca di Belle - Consigli di Lettura #7 (Christmas Express #18)

Buon pomeriggio a tutti ^-^ mi sta tornando la voglia di fare, quindi oggi ne approfitto per consigliarvi una bella lettura natalizia!
Buon diciottesimo appuntamento con il Christmas Express!

Belle, protagonista del capolavoro Disney "La Bella e la Bestia", possiede qualcosa che le ho sempre invidiato con tutta me stessa: una biblioteca immensa traboccante di milioni, anzi miliardi, di libri. La Bestia avrebbe dovuto regalarne una anche a me!!! All'interno di questa fantastica ed enorme stanza -dove trascorrerei giornate intere leggendo e cercando le storie più belle- si possono trovare dei veri e propri tesori letterari. Ho deciso, quindi, di creare questa rubrica, intitolata "La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura", dove parlerò -insieme a Belle, ovviamente!- dei miei libri preferiti, cioè di tutti quei romanzi che ho letto e che desidero consigliare con tutto il cuore a voi lettori!!!

Vediamo cosa ho trovato oggi sugli scaffali stracolmi di Belle...



Cristallo di Rocca
Adalbert Stifter

Cari lettori, oggi voglio consigliarvi un piccolo libro scritto nel 1845 al cui interno si cela una preziosa favola di Natale. Cristallo di Rocca dell'autore austriaco Adalbert Stifter è la classica perla letteraria dai toni delicati che in pochi conoscono e che, invece, tutti dovrebbero leggere. Io amo moltissimo questa breve storia, adatta sia a lettori giovani che adulti, e la ricordo con tanto amore e dolcezza. Perfetta per questo periodo, in quanto ambientata durante la notte della Vigilia di Natale, racconta l'avventura/disavventura di Konrad e Sanna, due bambini che si dimostreranno molto coraggiosi. I due fratelli, infatti, vivono nel villaggio di Gschaid insieme ai loro genitori, ma vanno spesso a trovare l'anziana nonna a Millsdorf, il villaggio vicino, e il giorno della Vigilia decidono proprio di farle visita. Il tempo è bello, l'aria del Natale è presente in ogni cosa e non c'è niente di meglio di una passeggiata fino a casa della nonna, dove trascorrono un sereno pomeriggio. Tuttavia, quando decidono di tornare a casa, qualcosa va storto: percorrendo il sentiero tra i boschi, si accorgono che il palo rosso solitamente fissato lì per aiutare l'orientamento dei passanti è caduto e devono cavarsela da soli. Konrad, che è più grande, cerca di salvare la situazione e di non far spaventare troppo la sorellina, ma i suoi sforzi sono vani perché nel frattempo li colpisce una violenta bufera di neve e la visibilità diventa inesistente. Così, si dirigono invece che al loro villaggio verso il monte Gars, addentrandosi nei suoi ghiacciai. Trovano rifugio in una grotta e trascorrono la notte lì, riscaldandosi a vicenda per non addormentarsi e morire di freddo. Ma la notte è lunga e il gelo non si fa impietosire, però in fondo è la Vigilia di Natale e i miracoli possono accadere.
Raccontata così la storia sembrerà sicuramente una sciocchezza, ma in realtà è molto bella. Semplice, delicata, piena di buoni sentimenti e magica, ma non nel senso abituale del termine...qui c'è una magia silenziosa e quasi sacra che avvolge ogni frase del racconto, come il suo titolo. Molte sono le metafore presenti nella novella e Stifter ha disseminato qui e lì spunti di riflessione, dando la possibilità al lettore di trovare svariate chiavi di lettura. Il suo stile è evocativo e poetico, spesso lirico, e si adatta perfettamente allo sfondo di questo gioiellino. A me piace tantissimo l'ambientazione: descritta egregiamente con pennellate suggestive e limpide, conferisce al testo quell'atmosfera glaciale e al tempo stesso calda tipica del Natale. La neve e il ghiaccio sono protagonisti assoluti della narrazione, ma non oscurano il resto e i pensieri dei bambini e le loro sensazioni sono vivide come non mai.
Vi consiglio la lettura di questo libro perché nasconde al suo interno la sacralità del Natale e la sua magia naturale e antica, e vi saprà avvolgere e allietare perché è il racconto di come dal dolore possa nascere la gioia e di come la speranza e la fede non devono mai morire in nessuna circostanza.

Che state aspettando??? Leggetelo al più presto e non ve ne pentirete assolutamente!!! 
♥ Parola di Belle ♥

Trama
Due bambini, dopo aver fatto visita alla nonna, imboccano la strada di casa. È la vigilia di Natale, e loro si smarriscono tra i ghiacci delle montagne, mentre scende il buio. Trovano rifugio in una grotta e lì attendono l'arrivo dell'alba, che porterà con sé la salvezza... Un classico dell'Ottocento, una storia perfetta per la notte di Natale.

***

My Romantic Hero #12 (Christmas Express #9)

Rieccomi qui. Adesso voglio mostrarvi su chi è ricaduta la scelta dell'ultimo Romantic Hero del 2013. Sì, è già trascorso un anno da quando ho inaugurato questa rubrica e vi ho presentato undici personaggi maschili che mi hanno rubato il cuore...tra poco potrete scoprire chi è il dodicesimo che chiude il cerchio (questa frase mi è uscita come se l'avessi pescata dalla Trilogia delle Gemme della Gier, ma non c'entra nulla, anche se da come ho scritto potrebbe sembrare :D!!!). Diciamo che all'inizio ne avevo scelto un altro perché non avevo pensato al fattore natalizio, poi qualche giorno fa, visto che è in corso il Christmas Express, ho pensato fosse opportuno scegliere un eroe romantico che si adattasse bene al periodo e subito mi è venuto in mente lui :D. Ora vi lascio in pace, ci rileggiamo stasera con la canzone di Natale!
Buon nono appuntamento con il Christmas Express

Se c'è una cosa che mi capita sempre quando leggo un libro, o guardo un film o una serie tv o qualsiasi altra cosa, è di prendermi delle cotte pazzesche per i maschi presenti nella storia!!! Può essere il protagonista o semplicemente un personaggio secondario, non importa...c'è sempre qualcuno che mi fa perdere la testa!!! In questa rubrica ideata da me, che ho chiamato "My Romantic Hero" e che pubblicherò mensilmente, voglio parlare proprio di questi uomini fittizi che mi fanno innamorare perdutamente e che mi hanno fatta sognare, mi fanno sognare e continueranno a farmi sognare anche in futuro!!! Quanti eroi romantici hanno fatto breccia nel nostro cuore, togliendoci il sonno e spodestando mariti e fidanzati??? Tanti!!! E non importa se sono personaggi di pura fantasia: loro avranno sempre il nostro amore incondizionato ♥

Questo mese l'Eroe Romantico che ha rubato il mio cuore è...

Theodore (Laurie) Lawrence
- Piccole Donne -


Laurie è un ragazzo semplicemente adorabile e io me ne sono innamorata subito, dalla prima volta che lessi Piccole Donne, il capolavoro di Louisa May Alcott. E visto che questo romanzo e tutte le trasposizioni cinematografiche e televisive mi ricordano tanto il Natale, anche perché buona parte della storia è ambientata durante l'inverno e proprio durante le festività natalizie (chi non vorrebbe passare il Natale in casa March?), ho pensato fosse giusto eleggere eroe romantico di Dicembre proprio Theodore Lawrence, chiamato affettuosamente Laurie. Insomma, è un perfetto Romantic Hero natalizio!
Non so se tutti voi conoscete questo splendido personaggio, ma per chi non lo sapesse Laurie è il vicino di casa della famiglia March ed è grande amico delle quattro sorelle, in particolare di Jo. Laurie non è un ragazzo come tanti se ne vedono in giro. No, lui è molto particolare, originale, un misto di sole e luna. Infatti, ha un carattere abbastanza singolare: all'inizio è timido, introverso, riflessivo, tranquillo, poi grazie all'amicizia con le quattro sorelle, sentendosi a proprio agio e in grado di poter essere veramente sé stesso con loro, si trasforma in un divertente, solare, spigliato, giocherellone, spensierato e sorridente giovane uomo. Io lo adoro, veramente! Mi mette un'allegria unica e il suo modo di fare mi diverte moltissimo. Secondo me, è uno dei personaggi maschili più originali che abbia mai incontrato perché pur essendo semplice e spontaneo, ha un carattere bizzarro e dolce e un cuore puro e generoso. Ne ha di difetti, questo è certo: curioso, un po' dispettoso, gli piace fare scherzi nei momenti meno opportuni, geloso e un tantino permaloso. Tuttavia, queste caratteristiche leggermente negative non oscurano la bellezza della sua personalità gentile e tenera e se mi mettessi a elencare tutte le cose che trovo adorabili di questo personaggio non finirei più!
Passando al lato più frivolo della descrizione, c'è anche da dire che Laurie è un ragazzo molto carino. Ora, dovete perdonarmi ma non ricordo precisamente come lo descrive Louisa May Alcott nel romanzo, ma mi sembra di rammentare che più o meno è molto simile al giovane Christian Bale dell'adattamento cinematografico del 1994. Ecco, amo follemente questo attore, quindi per me non poteva esserci scelta migliore perché è riuscito a inserire nella sua interpretazione quella dualità caratteriale che definisce perfettamente il personaggio di Laurie. Un vero gentiluomo giovane e inesperto, posato e stravagante, allegro ma anche un po' malinconico.
Laurie è un personaggio maschile che adoro, che mi fa ridere e che colpisce in pieno il mio cuore con la sua dolcezza e sensibilità. Piccole Donne non sarebbe stata la stessa cosa senza di lui e sono felicissima che Louisa May Alcott abbia creato un ragazzo così normale e allo stesso tempo originale (come tutti i suoi personaggi, d'altronde), e per me è la scelta perfetta per questo Dicembre. Un eroe romantico giocherellone!

~♥~

La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #6 (Christmas Express #4)

Salve gente! Come è tardi...anzi tardissimo! Lo sapevo io che senza organizzazione avrei finito per fare tutto all'ultimo minuto e di corsa, ma va beh...il Natale mi piace troppo e anche se posterò poco rispetto a quanto vorrei, andrà bene ^-^
Questo non è il post che avevo intenzione di pubblicare oggi (ovviamente), però prima o poi avrei comunque dovuto postarlo, quindi eccolo qui. Più tardi, invece, vi lascerò una canzoncina di Natale ;-)
Se vi siete persi le precedenti puntate dell'iniziativa, potete trovare i post qui -> Christmas Express #1,Christmas Express #2, Christmas Express #3.
Buona serata a tutti! Vi lascio al quarto appuntamento con il Christmas Express!

Belle, protagonista del capolavoro Disney "La Bella e la Bestia", possiede qualcosa che le ho sempre invidiato con tutta me stessa: una biblioteca immensa traboccante di milioni, anzi miliardi, di libri. La Bestia avrebbe dovuto regalarne una anche a me!!! All'interno di questa fantastica ed enorme stanza -dove trascorrerei giornate intere leggendo e cercando le storie più belle- si possono trovare dei veri e propri tesori letterari. Ho deciso, quindi, di creare questa rubrica, intitolata "La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura", dove parlerò -insieme a Belle, ovviamente!- dei miei libri preferiti, cioè di tutti quei romanzi che ho letto e che desidero consigliare con tutto il cuore a voi lettori!!!

Vediamo cosa ho trovato oggi sugli scaffali stracolmi di Belle...



Canto di Natale
Charles Dickens

La lettura che vi consiglio oggi penso sia conosciutissima da tutti voi. Canto di Natale di Charles Dickens è il racconto natalizio per eccellenza e credo che la storia a grandi linee la sappiano anche i muri. È una fredda notte di Natale ottocentesca ed Ebenezer Scrooge, un anziano signore, antipatico ed egoista, torna a casa da solo pronto a trascorrere la Vigilia senza ombra di festeggiamento. Il vecchio, infatti, è conosciuto in tutta Londra per essere avaro e spilorcio, un uomo che pensa solo al denaro e al guadagno, senza quasi una coscienza che lo faccia impietosire di fronte alle persone meno fortunate di lui che avrebbe la facoltà di aiutare, e la solitudine è la sua unica compagnia. Tuttavia, il destino vuole che alla mezzanotte si presenti a Scrooge una strana apparizione: è il fantasma di Jacob Marley, suo socio in affari morto da qualche tempo. Lo spettro, vittima del suo egoismo e condannato in eterno a scontarne la pena, ammonisce l'amico riguardo alla sua condotta e lo avvisa che stanno arrivando da lui tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente, e quello del Natale futuro. Scrooge, convinto che ciò che ha visto sia solo una visione dovuta a una cattiva digestione, non dà peso alle parole del socio e va a dormire. Ma Marley era reale e presto Ebenezer si troverà davanti il primo fantasma e partirà con lui verso il suo passato, per poi dare uno sguardo al presente con il secondo fantasma, e sbirciare il tragico futuro con il terzo. Ma l'avvenire può essere cambiato e dopo questa strana notte, Scrooge dovrà scegliere se continuare ad essere egoista o aprire il suo cuore alle persone che lo circondano.
Perché consiglio questo racconto lungo? Beh...prima di tutto perché è un classico imperdibile e leggerlo è un vero piacere. Secondo, perché è una delle storie di Natale più belle che esistono, una metafora travestita da favola, interessante e appassionante, ricca di fascino magico e con una morale di fondo assolutamente vera. Terzo, ma non meno importante, perché io lo amo alla follia; è una delle mie storie preferite e non posso fare a meno di urlarlo ai quattro venti. Questo racconto è intriso di una magia unica e irripetibile, è una di quelle grandi storie che rimangono impresse a vita nella memoria, e tutto è praticamente perfetto. L'idea di fondo è geniale, il protagonista è adorabilmente insopportabile, i personaggi sono autentici, i fantasmi del passato, del presente e del futuro sono figure originali e fantasiose, l'ambientazione è molto suggestiva...si tratta di un'Inghilterra ottocentesca nel periodo natalizio e ha sempre il suo fascino, almeno per me. Charles Dickens era un grande narratore, forse all'inizio potreste trovare la sua prosa leggermente prolissa e pesante, ma state certi che superato questo primo scoglio vi conquisterà per sempre perché il suo modo di scrivere è coinvolgente, le metafore che inserisce sono meravigliose e ogni sua parola nasconde un significato più profondo perché alla base di tutti i suoi scritti c'è sempre una morale altruistica. Leggete, quindi, questo racconto durante le feste natalizie e troverete tutto ciò che la magia del Natale può donare.

Che state aspettando??? Leggetelo al più presto e non ve ne pentirete assolutamente!!! 
♥ Parola di Belle ♥

Trama
Nella gelida notte della vigilia di Natale il vecchio Scrooge, che ha passato tutta la sua vita ad accumulare denaro, riceve la visita terrificante del fantasma del suo socio. Ma è solo l'inizio: ben presto appariranno altri tre spiriti, per trasportarlo in un vorticoso viaggio attraverso il Natale passato, presente e futuro. Un viaggio che metterà Scrooge di fronte a quello che è realmente diventato: un vecchio tirchio, insensibile e odiato da tutti, che ama solo la compagnia della sua cassaforte. Riuscirà la magia del Natale a operare un miracolo sul suo cuore inaridito?

***

La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #5

Buon lunedì e buon inizio di settimana amici del blog!!! Eccomi qui, sono tornata!!! Pensavate di esservi liberati di me, eh??? Invece, eccomi nuovamente su blogger a parlarvi di ciò che mi piace. Negli ultimi giorni sono stata assente perché purtroppo è arrivata la stagione che più mi mette al tappeto. L'estate, per quanto bellissima e colorata, non fa proprio per me a causa del sole insopportabile che mi crea molti problemi. Io ho la pelle bianchissima, sono fotosensibile, e stare sotto al sole estivo per me è assolutamente inconcepibile. Durante l'estate posso girare solamente con la protezione solare totale che mi ricopre dalla testa ai piedi, altrimenti starei sempre con febbre, bollicine, mal di testa, brividi di freddo, nausea...insomma, un vero straccio. Alle soglie della bella stagione, quindi, da una parte mi prende davvero un colpo perché so quanti disagi mi procura. Tuttavia, sono ormai preparata a combattere il sole, il mio più acerrimo nemico, con creme solari ad altissima protezione, cappelli a tesa larga, ecc. il tutto con l'aiuto dell'ombra. Qualche giorno fa, però, nonostante tutte le accortezze, durante un viaggetto in auto ho preso un colpo di sole che mi ha davvero tolto la volontà di fare ogni cosa e sono riemersa dal letargo solamente oggi perché c'è un po' di fresco e il sole se ne sta quasi sempre nascosto. Neanche a dirvi quanto sono indietro con segnalazioni, recensioni e quant'altro! ;-) Scusatemi, inoltre, se non ho ancora risposto ai vostri commenti, rimedierò al più presto! ^-^
Beeeeeeeeene, dopo avervi messo al corrente dell'antipatia tra il sole e me, adesso passo a consigliarvi un romanzo che io adoro e che racconta una di quelle storie che non tramontano mai. 

Belle, protagonista del capolavoro Disney "La Bella e la Bestia", possiede qualcosa che le ho sempre invidiato con tutta me stessa: una biblioteca immensa traboccante di milioni, anzi miliardi, di libri. La Bestia avrebbe dovuto regalarne una anche a me!!! All'interno di questa fantastica ed enorme stanza -dove trascorrerei giornate intere leggendo e cercando le storie più belle- si possono trovare dei veri e propri tesori letterari. Ho deciso, quindi, di creare questa rubrica, intitolata "La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura", dove parlerò -insieme a Belle, ovviamente!- dei miei libri preferiti, cioè di tutti quei romanzi che ho letto e che desidero consigliare con tutto il cuore a voi lettori!!!

Vediamo cosa ho trovato oggi sugli scaffali stracolmi di Belle...



Via col vento
Margaret Mitchell

"Via col vento", romanzone del 1936 scritto da Margaret Mitchell, è stato per me una di quelle letture che hanno lasciato un segno indelebile nei miei ricordi. Il libro, che conta tantissime pagine, è una vera e propria epopea ottocentesca che gira attorno alla figura di Rossella O'Hara, giovane fanciulla della Georgia della seconda metà dell'Ottocento, della sua famiglia e di coloro che gravitano attorno al suo mondo. Curato in ogni minimo dettaglio, ricco di descrizioni minuziose ed evocative, coinvolgente e trascinante grazie allo stile impeccabile dell'autrice e alla trama variopinta e molto movimentata, ma soprattutto grazie alla forza dei personaggi che popolano la storia, questo romanzo storico si staglia nel panorama letterario come capolavoro indiscusso e opera di immenso valore, sia dal punto di vista prettamente letterario e melodrammatico sia da quello storico.                                                                                           Non so quanti di voi abbiano letto "Via col vento", forse non molti perché la mole sostanziosa e la credenza che sia una sorta di romance pesantissimo di mille pagine (cosa assolutamente non vera) spesso allontanano coloro che si avvicinano al romanzo per curiosità o popolarità, ma comunque credo che la maggior parte conosca a grandi linee l'intreccio. Come ho già detto, la narrazione illustra le vicende di Rossella e delle persone che le stanno accanto da prima dell'inizio della Guerra di Secessione Americana fino agli anni che seguono la disfatta del Sud e la ripresa lenta di un popolo piegato in due dagli stenti del duro colpo militare. Tantissimi i personaggi inseriti dalla Mitchell, a cominciare da Rhett Butler, affascinante uomo dalla dubbia moralità e unico che riesce a tenere testa alla protagonista viziata e smorfiosa, prepotente e capricciosa come un'eterna bambina. Troviamo poi Ashley Wilkes, il gentiluomo per eccellenza, dallo spirito puro e sorretto dall'onore che però viene messo a dura prova dal fascino di Rossella più di una volta; già, proprio così, perché Ashley è l'oggetto del desiderio amoroso della vivace ragazza, che gli darà spesso del filo da torcere. Melania Hamilton, cugina e moglie devota di Ashley, nonché cognata di Rossella, con cui dividerà tante sventure e momenti piacevoli; pur non essendo briosa e gaia come l'eroina principale, Melania è un personaggio bellissimo, costruito egregiamente, è una donna forte e coraggiosa, presenta una forza interiore, spirituale e profonda, che la sorregge in ogni situazione (un tipo di forza diverso da quello di Rossella), è un buon esempio per tutti, ed è talmente buona che molte volte la protagonista si approfitta della sua gentilezza e generosità.
Amo l'ambientazione di "Via col vento", la trovo estremamente suggestiva ed elegante. Gli Stati Uniti del Sud hanno il loro fascino indiscusso, diciamolo, e io sono sempre rimasta ammaliata dall'architettura di quei luoghi, dai vasti campi, dalla vegetazione tipica del posto e da un tempo raffinato che, per quanto sbagliato e condannabile sotto molti punti di vista (primo tra tutti la schiavitù dei neri nelle piantagioni di cotone delle proprietà signorili), possiede un'aura mitica e inimitabile di valori ormai perduti e dimenticati. Per un'appassionata di storia come me e, in particolare, di tutto ciò che riguarda quei modi signorili e pacati di un tempo, una storia come questa è un vero parco giochi colorato. La descrizione della vita dell'alta società sudista è una vera delizia per i miei occhi e sono rimasta felicemente impigliata nella rete scintillante formata da balli, merende sul prato, abiti sontuosi e cavallereschi gentiluomini. Come dimenticarsi della bellezza di Tara, la proprietà della famiglia O'Hara??? Non pensate, però, che questa sia l'anima di "Via col vento"! Assolutamente no! Questo è il ricordo tangibile di un'epoca passata e che si trova solamente nei primi capitoli, un tempo che i protagonisti ricorderanno sempre con affetto e nostalgia perché rappresenta l'oro dei loro anni. Ciò che sta al centro della storia e che fa anche da sfondo a tutti gli altri eventi è la guerra e le conseguenze che essa ha portato con sé, trasformando un popolo gioioso e festoso in un altro senza sorriso e che faticherà immensamente per riprendersi dalla sconfitta subita e dalle perdite numerose e importanti che hanno minato il mondo che credeva intoccabile ed eterno.
E il romanticismo? C'è, ovviamente, ma non nel modo che ci si aspetta. Per tutto il tempo seguiamo Rossella alle prese con il suo amore segreto e idealizzato per Ashley, che a sua volta è innamorato di Melania ma che non resta nemmeno del tutto indifferente al fascino della sua indomita spasimante. E c'è la dolce e ingenua Melania che è perdutamente innamorata di suo marito e che gli resta accanto in ogni circostanza. E, infine, c'è Rhett, che vuole Rossella a tutti i costi e desidera ardentemente di farla innamorare di lui, ma la caparbietà della donna e il suo cieco amore mitizzato per l'uomo sbagliato renderanno infelici tutti quanti e soprattutto lei stessa.
Due parole, infine, per l'anima del libro: Rossella. È un personaggio complesso, sfaccettato e imprevedibile. Rossella è una donna affascinante e bella, arrivista e calcolatrice. I suoi difetti sono innumerevoli e importanti, però non si può non simpatizzare per questa eroina atipica e presuntuosa, anzi i suoi passi nella dura realtà si seguono con estremo piacere. Non si può dire che Rossella diventi mai un esempio di bontà, no...cattivella è all'inizio e così rimane sempre, ma tuttavia anche per lei c'è un percorso di crescita e maturazione che la travolge durante gli anni della guerra e che la cambia, anche se è un cambiamento molto nascosto, un barlume di luce che lei tenta ostinatamente di celare agli occhi di tutti. Il denaro è il suo pensiero principale e le sue azioni sono guidate dal desiderio di riscatto e agiatezza. È una donna forte e anche ammirevole, che salva la sua famiglia dalla miseria attraverso il duro lavoro e che non si dà mai per vinta; ciononostante, Rossella ha una fragilità che la rende debole: l'incapacità di donare sé stessa agli altri. Questo è il suo massimo limite e questo la rende vulnerabile e sola.  
Amore e passione, incomprensioni e rancori, tragedie e avversità in questo romanzo storico che sovverte gli schemi abituali dei romance e li intensifica e complica dando vita a una storia drammatica  e immortale.

Che state aspettando??? Leggetelo al più presto e non ve ne pentirete assolutamente!!! 
♥ Parola di Belle ♥

Trama
Rossella O'Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l'illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell'amore e la storia impossibile con l'affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi...

***

La freccia nera

RECENSIONE "LA FRECCIA NERA" DI ROBERT LOUIS STEVENSON


Buon sabato amici!!! Come vi avevo accennato, sto cercando di recuperare il lavoro libresco in arretrato e, quindi, eccomi oggi con la recensione di questo splendido classico storico d'avventura che ho semplicemente amato!!! 

Titolo: La freccia nera
Titolo originale: The black arrow
Autore: Robert Louis Stevenson
Editore: DeAgostini
Collana: Classici
ISBN: 9788841517433
Pagine: 174 p.
Prezzo: € 6.00
Genere: Romanzo
Sottogenere: Classico, Storico, Avventura
Anno di pubblicazione: 2006

Trama
L'Inghilterra della seconda metà del Quattrocento, insanguinata dalla lunga Guerra delle due Rose tra la casa di Lancaster e quella di York, è il drammatico sfondo alla vicenda del giovane Dick Shelton. Orfano di entrambi i genitori, il ragazzo viene cresciuto da sir Daniel Brackley, un rude soldato di ventura, avido e opportunista, che lo avvia alla carriera militare. Sarà l'incontro con un coetaneo a rivelare a Dick la verità sul suo tutore e sull'assassino dei suoi genitori.

Il mio voto

La mia recensione

Sono anni che ho questo libro sulla mensola della libreria e tante volte l’ho preso in mano, sfogliato e rimesso giù. Volevo leggerlo, ma non mi sembrava mai il momento opportuno. Finalmente, quest’anno ho deciso di iniziare questa avventura scritta dalla penna brillante di Robert Louis Stevenson e non me ne sono pentita, anzi, ne sono entusiasta! Se c’era un classico che non dovevo farmi sfuggire, era proprio “La freccia nera”.
È la storia di Dick Shelton, un giovane scudiero che, in seguito alla morte del padre in circostanze sospette, è stato cresciuto da Sir Daniel, un cavaliere malvagio e avido di potere che cambia continuamente partito a seconda di come tira il vento. Per l’Inghilterra è un momento cruciale: il paese si trova nel bel mezzo della Guerra delle Due Rose e della corsa al trono e il popolo è spaccato a metà, una parte è a favore degli York e l’altra a favore dei Lancaster. Sir Daniel, ovviamente, non ha preferenze e si limita a inclinare il suo favore verso l’una o l’altra fazione in base ai risvolti positivi o negativi delle battaglie. Dick ha sempre seguito fedelmente il suo tutore, ma, quando comincia a farsi strada nella sua mente il dubbio che il suo povero padre è stato assassinato proprio da colui che l’ha preso sotto la sua ala, la sua condizione cambia drasticamente e volge in peggio. Il cavaliere tenta di farlo uccidere e il ragazzo è costretto alla fuga. Fortunatamente troverà rifugio nella combriccola di uomini guidati da Ellis Duckworth, la cosiddetta “Freccia Nera”, che vuole vendetta per i torti subiti e desidera ardentemente far pagare a Sir Daniel le sue colpe. Ma la vendetta non è l’unica cosa che guida Dick in questa avventura. Il ragazzo, infatti, si è innamorato di Joanna, una giovane fanciulla di buona famiglia che è stata rapita proprio da Sir Daniel, che la tiene prigioniera nel suo palazzo. Tra duelli e inseguimenti, fughe rocambolesche e sotterfugi, Dick tenterà in tutti i modi di riprendersi Joanna e di onorare la memoria di suo padre … 
Avventura, storia, amore, cappa e spada si intrecciano in questo romanzo che mi ha conquistata e che mi ha tenuta con il fiato in sospeso fino all’ultima pagina. Qui siamo proprio in quel genere di narrazione che piace a me, è un romanzo di pura avventura a sfondo storico e ne sono rimasta veramente deliziata. Stevenson riesce a raccontare una storia ricca di avvenimenti, personaggi e colpi di scena, dove i dialoghi sono sempre efficienti e funzionali e non mancano i momenti di tensione emotiva. 
Lo stile di questo celebre scrittore è semplice, davvero, le frasi scorrono velocemente e non sono appesantite da metafore incomprensibili o termini difficili, e il suo approccio alla storia è decisamente moderno e pieno di spirito. È una prosa grintosa e dinamica che coinvolge e tiene alta l’attenzione. La lettura di questo libro è un vero piacere, un capitolo tira l’altro, e quasi non ci si accorge di essere arrivati alla fine dell’avventura. 
Amo il personaggio di Dick perché è un semplice ragazzo dal cuore d’oro e dalla testa calda, coraggioso ma impulsivo, il che il più delle volte lo mette in guai seri, ma grazie alla sua intelligenza e al suo animo puro riesce sempre a tirarsi fuori anche dalle situazioni peggiori. Mi piace il suo senso dell’onore e mi piacciono la fedeltà e la devozione che dimostra nei confronti della sua amata. Insomma, è sicuramente uno dei miei eroi cavallereschi preferiti
Ma nel mondo creato da Stevenson c’è spazio per tutte le tipologie di uomini: ecco, così, che abbiamo il malvagio e calcolatore Sir Daniel, l’ambizioso e valoroso Richard di Gloucester, il gentile Bennet, il comprensivo lord Foxham, il giusto e generoso Sir Risingham, il codardo e timoroso Sir Oliver, e gli scaltri e coraggiosi componenti della Freccia Nera. Pur essendo un romanzo dove le spade dominano la scena, possiamo trovare anche dei bei ruoli femminili: Joanna, la fanciulla di cui Dick è innamorato, è indomita, fiera, impavida, ribelle, tenta molte volte di riappropriarsi della libertà nonostante i rischi, e il suo amore è forte e duraturo, il suo animo è fervido, mai volubile; Alicia, la dama di compagnia di Joanna, è una ragazza vivace e curiosa, che rischia di compromettere la sua persona pur di aiutare i due innamorati. Insomma, il romanzo di Stevenson è pieno zeppo di caratteri energici e che richiedono a gran voce il loro spazio e la cosa che più mi sorprende è il fatto che questo scrittore è riuscito a dare vita a queste personalità ben caratterizzate e indipendenti in così pochi passi. Con semplici ed efficaci tratti ogni personaggio, dal più umile al più altolocato, diventa reale e acquista un ruolo importante, si guadagna tutta la luce. Questo è sicuramente uno degli elementi che ho apprezzato maggiormente del modus narrandi di Stevenson. 
Sono felice di aver letto “La freccia nera” perché è stata una lettura che mi ha fatto trascorrere ore piacevoli in compagnia di cavalieri e dame, trascinandomi in un’avventura appassionante e coinvolgente e trasportandomi in un’epoca storica ricca di intrighi politici e cospirazioni, il tutto raccontato con ironia e leggerezza, una scrittura (i cui tratti distintivi sono la semplicità, la genuinità e la naturalezza della prosa) che rende il romanzo adatto a tutte le età e lo annovera in quella categoria di classici senza tempo

                                                                                                                                                 Monia Iori



Questa recensione partecipa alla challenge "Un classico al mese"


Questa recensione partecipa alla TRIBUTES READING CHALLENGE
Distretto 7, Classici

La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #4

Belle, protagonista del capolavoro Disney "La Bella e la Bestia", possiede qualcosa che le ho sempre invidiato con tutta me stessa: una biblioteca immensa traboccante di milioni, anzi miliardi, di libri. La Bestia avrebbe dovuto regalarne una anche a me!!! All'interno di questa fantastica ed enorme stanza -dove trascorrerei giornate intere leggendo e cercando le storie più belle- si possono trovare dei veri e propri tesori letterari. Ho deciso, quindi, di creare questa rubrica, intitolata "La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura", dove parlerò -insieme a Belle, ovviamente!- dei miei libri preferiti, cioè di tutti quei romanzi che ho letto e che desidero consigliare con tutto il cuore a voi lettori!!!

Vediamo cosa ho trovato oggi sugli scaffali stracolmi di Belle...




L'età dell'innocenza
Edith Wharton

Cari lettori, finalmente qui da me è tornato il sole e in una giornata come questa ho deciso di parlarvi di uno dei più bei romanzi che abbia mai letto. Si tratta de "L'età dell'innocenza" di Edith Wharton e vi assicuro che è un libro che merita tantissimo e dovete dargli assolutamente un'opportunità.
Ho letto questo romanzo all'incirca due anni fa ed ero praticamente inconsapevole che mi avrebbe segnato così profondamente e sarebbe diventato uno dei miei libri preferiti, uno di quei romanzi che non si dimenticano più, per tutto il resto della vita. Da allora, non ho fatto altro che osannare questa scrittrice formidabile e dotata di immenso talento letterario e, soprattutto, di un occhio di falco. Ho consigliato questo libro a chiunque e dovunque, quindi eccomi qui oggi a proporlo a voi che mi tenete compagnia con le vostre opinioni e la vostra silenziosa attenzione.
Parto con il raccontarvi qualche frammento della trama. Ci troviamo in una New York di fine '800 e l'avvocato Newland Archer sta per fidanzarsi con la dolce e soave May Welland. L'annuncio sta per essere divulgato e tutto procede secondo le precise regole dell'alta società, ma all'improvviso arriva in città la contessa Ellen Olenska, cugina di May e donna dal passato (molto recente, in realtà) burrascoso e quasi scandaloso per le famiglie newyorchesi dell'epoca. Il ritorno di Ellen, infatti, non ha niente a che vedere con una visita di piacere ai suoi parenti. La sua è una fuga: scappa da un matrimonio infelice con un ricco conte e non ha altro posto dove rifugiarsi se non New York. La sua condotta fa scalpore nei salotti ed è ritenuta da tutti scandalosa, soprattutto quando decide di voler ricorrere al divorzio e infangare in questo modo il buon nome della famiglia, che affogherebbe sotto il peso di una vergogna irrimediabile e oltraggiosa. Newland è indifferente nei confronti di questa nuova arrivata che sta stravolgendo la tranquillità di amici e parenti, ma come futuro marito di May si sente in dovere di offrire la sua protezione e il suo sostegno alla contessa. Ed è così che scopre nella donna una forza e un coraggio ammirevoli, addolciti da una fragilità dolorosa che lo farà capitolare e innamorare follemente. Il loro amore, però, non può trovare felicità in una società gretta ed ermetica come quella in cui vivono e questo sentimento non farà altro che rendere per sempre incompleti e infelici i due protagonisti.
Al di là della storia straziante e tormentata, ambientata in un'epoca storica che ha un fascino intramontabile, i punti di forza del romanzo che hanno contribuito a farmi innamorare di esso sono tanti e tutti importanti e non sarei in grado (neanche impegnandomi) di redigere una scaletta di gradimento, quindi ve li elencherò a mano mano che mi vengono in mente. Lo stile della Wharton: elegante, raffinato, prezioso ma concreto, questo libro è scritto divinamente e lucidamente; la sua penna sembra uno stiletto che colpisce senza pietà. La sua prosa incisiva e corposa: il suo modo di raccontare avvolge come una coperta e penetra nella testa e nel cuore, lentamente e in modo duraturo. L'intreccio: solido, compatto, premeditato, dettagliato e curato in ogni particolare; ogni tassello va al suo posto senza forzature. Le descrizioni: vivide, realistiche, particolareggiate; durante la lettura non c'è niente che ci impedisca di credere di essere realmente lì, in quella intransigente New York di fine '800. I personaggi: forti, tridimensionali, attuali, caratterizzati con maestria e autenticità, sono davvero immortali; è passato un bel pò di tempo da quando l'ho letto, eppure mi ricordo ogni figura presente all'interno della trama. La storia: semplice, lineare, essenziale, eppure non ho mai trovato niente di più complesso e articolato, niente di più difficile da raccontare e sviluppare; c'è talmente tanta tensione emotiva in queste pagine che si rischia di uscirne spezzati e stravolti.
Nonostante la bellezza indiscussa di quest'opera sotto tutti i punti di vista, sono due gli elementi che in particolare mi hanno affascinata, incantata e incatenata al romanzo: i protagonisti Newland ed Ellen e la costante e persistente analisi psicoemotiva che Edith Wharton ha svolto all'interno di questo spaccato dell'alta società newyorchese di quei tempi. Ho amato e amo Newland, che si accorge di vivere in una prigione di pizzi, merletti, sigari, balli e buone maniere e tenta invano di disfarsene e diventare libero e vivere la vita che desidera sopra ogni cosa. E adoro la contessa Ellen Olenska, una delle migliori eroine che abbia mai trovato in un libro: indipendente, coraggiosa, vulnerabile, una donna che non ha paura dei giudizi degli altri e si rifiuta di cedere a compromessi che vanno contro le sue convinzioni. In questo clima di costante pathos non si può fare a meno di sentire la pressione della penna vigile della Wharton, che analizza sfacciatamente ogni aspetto della società in cui vive e ci lascia un quadro pulsante e autentico di un mondo ormai lontano. Nessuno può avere scampo o può essere risparmiato dalle sue osservazioni argute e spietate (anche se velate). Le emozioni e i sentimenti, i pensieri e i dubbi, vengono analizzati minuziosamente attraverso ogni singola sfumatura e appaiono più veri della realtà.
Insomma, "L'età dell'innocenza" è un romanzo che deve essere letto almeno una volta nella vita e che narra, celandosi dietro l'eleganza di un tempo sofisticato, la sottile cattiveria di una società in grado di negare ogni forma di libertà e di distruggere qualsiasi tipo di felicità.
     
Che state aspettando??? Leggetelo al più presto e non ve ne pentirete assolutamente!!! 
♥ Parola di Belle ♥

Trama
Nel ricco mondo dell'alta società newyorkese di fine Ottocento un uomo e una donna si incontrano, si amano, si consumano di passione, si lasciano. E' la storia di un amore distrutto dalle regole di una società ipocrita, dalle sue rigide convenzioni e dai pettegolezzi spietati. E' la storia di una donna che per amore sarebbe andata contro tutto e tutti, e di un uomo che a quel mondo falso e pettegolo non ha saputo sottrarsi.

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La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura #1



Belle, protagonista del capolavoro Disney "La Bella e la Bestia", possiede qualcosa che le ho sempre invidiato con tutta me stessa: una biblioteca immensa traboccante di milioni, anzi miliardi, di libri. La Bestia avrebbe dovuto regalarne una anche a me!!! All'interno di questa fantastica ed enorme stanza -dove trascorrerei giornate intere leggendo e cercando le storie più belle- si possono trovare dei veri e propri tesori letterari. Ho deciso, quindi, di creare questa rubrica, intitolata "La Biblioteca di Belle - Consigli di lettura", dove parlerò -insieme a Belle, ovviamente!- dei miei libri preferiti, cioè di tutti quei romanzi che ho letto e che desidero consigliare con tutto il cuore a voi lettori!!! 

Vediamo cosa ho trovato oggi sugli scaffali stracolmi di Belle...


Piccole Donne
Louisa May Alcott

Miei cari lettori, Natale è ormai arrivato e questo mi rende felicissima: adoro questo periodo dell'anno e adoro ciò che si può fare nell'arco di queste festività. Dolciumi, regali, decorazioni fanno parte di un'antica tradizione che osservo con molto piacere, ma ciò che amo fare di più durante queste magiche giornate di riposo è dedicarmi alle mie passioni! Leggere, scrivere, guardare film... è una vera pacchia!!!
Parlando di letture, uno dei libri più indicati per il periodo natalizio e che mi sento di consigliare appassionatamente è sicuramente "Piccole Donne" di Louisa May Alcott. Natale è tradizione, quindi cosa c'è di meglio di un classico della letteratura da leggere accanto al caminetto e all'albero di Natale addobbato a festa?
"Piccole Donne", ambientato in America nella seconda metà dell'Ottocento, racconta la storia di quattro sorelle -Meg, Jo, Beth e Amy- che, in seguito alla caduta economica della loro famiglia e alla partenza del padre, il Signor March, per la Guerra Civile, devono affrontare, insieme all'adorata madre e all'aiuto dell'amico della porta accanto Laurie, grandi e piccoli problemi quotidiani che le faranno crescere e maturare, riuscendo nell'impresa facendosi forza a vicenda e senza mai perdere la genuina capacità di amare. Un romanzo che parla di sacrificio, amicizia, amore e che arriva dritto al cuore e lo riscalda con la vivacità di queste quattro dolcissime sorelle!!! In questo libro ci sono alcune parti dedicate al Natale delle sorelle March che reputo a dir poco deliziose e che riescono a ricreare con semplicità la magia dell'autentico spirito natalizio, forgiato da calore, buone azioni, sentimenti puri, solidarietà e tanto tanto amore! 

Che state aspettando??? Leggetelo al più presto e non ve ne pentirete assolutamente!!! 
♥ Parola di Belle ♥

Trama
Crescere non è facile per le sorelle March. La povertà minaccia la loro casa e l'adorato padre è stato chiamato a combattere nella guerra di Secessione. Su di loro, però, veglia l'amorevole mamma, preoccupata per il loro avvenire e, al contempo, fiera delle loro scelte. Anche i sogni non mancano: costruire una nuova famiglia per la pacata Meg; diventare scrittrice per quel maschiaccio di Jo; vivere serenamente nella casa paterna per la dolce Beth; intraprendere la carriera d'artista per la vanitosa Amy. Realizzarli non sarà facile, ma nulla sembra impossibile per chi conosce il segreto dell'affetto, dell'ottimismo e della solidarietà.

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On The Night Table n°5


" On The Night Table" è una rubrica ideata da me in cui parlerò dei libri che sono al momento sul mio comodino e accompagnano le mie serate di lettura. Viene inserita nel blog ogni venerdì.

" Guerra e pace " di Lev Tolstoj

"Guerra e pace" è uno di quei libri che non possono non essere letti almeno una volta nella vita. All'interno di questo romanzo si può trovare tutto ciò che si desidera ed è come leggere tante storie in una. Ho comprato questo libro circa tre anni fa e sinceramente l'ho iniziato già da un bel pò (anche se ogni tanto la lettura viene momentaneamente sospesa per cause di forza maggiore), ma non ho alcuna intenzione di leggerlo di corsa. Con Tolstoj si deve andare con calma, altrimenti si finisce per non assaporare in pieno l'opera. E' anche vero che "Guerra e pace" contiene numerosi dialoghi in francese e, essendo l'edizione in mio possesso priva di traduzione di tali discorsi e il mio francese abbastanza arrugginito, procedere con lentezza è quasi d'obbligo! Comunque, spero di finirlo il prima possibile perché non vedo l'ora di sapere come si evolveranno le situazioni iniziali e come si intrecceranno le vite dei protagonisti!

Trama                                                                                                      Guerra e pace, certamente il capolavoro di Tolstoj, è, come ha scritto Ettore Lo Gatto, «la più grande opera della letteratura narrativa russa e una delle più grandi della letteratura europea del secolo XIX». Il romanzo racconta la storia di due famiglie aristocratiche, i Bolkonski e i Rostòv, in una Russia sconvolta dalla guerra e dall’invasione napoleonica. Raramente è dato di leggere un’opera in cui i destini individuali dei personaggi principali – fra cui spiccano Nataša Rostòva, il principe Andréi Bolkonski e il conte Pierre Bezuchov – si intrecciano in modo così perfetto con gli avvenimenti storici e militari: una dimensione che il cinema non ha mancato di sottolineare in tanti film di successo. L’epopea del popolo russo, il rapporto fra personalità individuale e collettività, i grandi temi filosofici dell’Ottocento e l’interrogazione sul senso della Storia si fondono in questa grandiosa narrazione tolstojana.

On The Night Table n°3


"On The Night Table " è una rubrica ideata da me in cui parlerò dei libri che sono al momento sul mio comodino e accompagnano le mie serate di lettura. Viene inserita nel blog ogni venerdì.

"Emma" di Jane Austen

Eh, ci voleva proprio un bel classico della mia Jane! Confesso di essere arrivata fino a questo punto della mia vita e di non aver ancora letto "Emma" e, ovviamente, me ne rammarico, ma sto rimediando. Jane Austen è una pietra miliare nell'ambito delle mie letture e ho letto tutti i suoi romanzi, tranne appunto "Emma" e "Mansfield Park", che sarà divorato quanto prima. Sono una vera patita dei romanzi d'amore caratterizzati da pizzi, merletti e crinoline. Questo è vero; non posso nasconderlo. Tuttavia, non è solamente questo ad attrarmi verso le storie della Austen; c'è qualcosa di più. Le sue realtà hanno un fascino senza tempo che rendono i suoi libri dei veri e propri evergreen e le sue protagoniste hanno problemi e grattacapi così moderni ed attuali che non possono lasciare indifferenti le donne di oggi. A volte penso che Jane Austen sia stata una sorta di veggente e che sia riuscita a scoprire in anticipo cosa avrebbe afflitto il genere femminile del mondo odierno. Poi, però, mi rendo conto che, in realtà, la cara Jane non ha mai avuto poteri magici, bensì una sottile acutezza e un tenace spirito di osservazione che le hanno permesso di scendere così profondamente nell'analisi ironica dei comportamenti umani e relazionali, che rimangono sempre uguali, non mutano nel tempo, e ciò che vediamo oggi è ciò che Jane vedeva a suo tempo.
"Emma" dovrebbe essere un'eroina un pò viziata e antipatica a detta della stessa Austen, ma io fino adesso non ho trovato motivi per detestarla. E' solo deliziosamente ingenua. Vedremo quando l'avrò finito se la mia opinione sarà cambiata o se sarà ancora la stessa!

Trama
Ereditiera giovane, bella e un po' viziata, sola e intelligente, Emma Woodhouse si impegna combinando matrimoni di amici e parenti senza pensare affatto al proprio. Ma la realtà e l'immaginazione si fondono nella sua mente e la comunicazione con il prossimo diventa difficile: tra la protagonista e gli altri personaggi nascono così una serie di fraintendimenti, quasi una "commedia degli equivoci". In fondo "Emma" si rivela una divertente e implacabile satira di ogni pretesa di affidarsi ciecamente al raziocinio.