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Visualizzazione post con etichetta romanzi d'esordio. Mostra tutti i post
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Recensione "L'anello dei Faitoren" di Emily Croy Barker

Cari lettori, oggi vi parlo di un romanzo che ho avuto il piacere di leggere ultimamente e che si è rivelato interessante e piacevole. Si tratta del fantasy L'anello dei Faitoren dell'autrice esordiente Emily Croy Braker, un libro che mescola avventura, magia e intrighi di corte!

Titolo: L'anello dei Faitoren
Autore: Emily Croy Barker
Editore: Giunti
Collana: Fantasy
ISBN: 9788809771147
Prezzo: € 16.00 (cartaceo) - € 9.99 (ebook)
Pagine: 624 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2015

Trama
A Nora le cose stanno andando decisamente per il verso storto: la sua tesi di laurea è nelle sabbie mobili e il suo fidanzato ha appena preso un aereo per comunicarle che la loro storia è finita. Dopo averlo rivisto a un matrimonio in compagnia della sua nuova fiamma, sconsolata Nora si allontana vagando per i boschi quando improvvisamente si imbatte in una lapide con un'iscrizione misteriosa. Poche frasi e Nora si ritrova a sua insaputa nel regno di Faitoren, dove tutto è bellissimo, più brillante, più colorato, più caldo... ma Illissa, la mondana regina che ha preso la ragazza sotto la sua ala, nasconde ben altre intenzioni. E quando Nora se ne accorge, non può far altro che rivolgersi al mago Aruendiel, il saggio detentore delle arti magiche e acerrimo nemico di Illissa... Riuscirà Nora a sciogliere l'incantesimo più potente, quello dell'anello che il figlio di Illissa le ha messo al dito? E a tornare nel mondo reale?

Albion

RECENSIONE "ALBION" DI BIANCA MARCONERO

Rieccomi qui, come promesso! Erano giorni che dovevo pubblicare questa recensione, finalmente, dopo essere stata metà pomeriggio a cercare le immagini giuste, ce l'ho fatta :D! Ho apprezzato tantissimo il libro della simpaticissima Bianca Marconero, una delle mie migliori letture di questo 2014 ancora appena nato, e non vedo l'ora di farvi scoprire il perché del mio entusiasmo. Che poi ho appena scoperto che esiste davvero un Albion College *-* non ne sapevo nulla, ma adesso so che si trova in Michigan...chissà se nasconde gli stessi segreti e se ci posso trovare un Lancaster Chevalier Du Lac ;-)

Titolo: Albion
Autore: Bianca Marconero
Editore: Limited Edition Book
ISBN: 9788890841309
Prezzo: € 14.90 (cartaceo) - € 2.99 (ebook)
Pagine: 400 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2013

Trama
Cresciuto senza madre, e dopo aver perduto il fratello maggiore – morto in circostanze misteriose –, nel giorno del funerale dell’amatissimo nonno, Marco Cinquedraghi riceve la notizia che gli cambierà la vita: deve lasciare Roma e partire per la Svizzera. È infatti giunto il momento di iscriversi all’Albion College, la scuola in cui, da sempre, si diplomano i membri della sua famiglia.
Ma il blasonato collegio riserva molte sorprese. Tra duelli di spade e lezioni di filologia romanza, mistici poteri che riaffiorano e verità sepolte dal tempo che riemergono, Marco scoprirà il valore dell’amicizia e capirà che l’amore, quello vero, non si ottiene senza sacrificio.
Nelle trame ordite dal più grande dei maghi e nell’eco di un amore indimenticabile si ridestano legami immortali, scritti nel sangue. Fino all’epilogo, tra le mura di un’antica abbazia, dove Marco conoscerà la strada che le stelle hanno in serbo per lui.
Il destino di un re il cui nome è leggenda.

"La mia amica ebrea" e "Quando dal cielo cadevano le stelle", due romanzi per non dimenticare

SEGNALAZIONE "LA MIA AMICA EBREA" DI REBECCA DOMINO E "QUANDO DAL CIELO CADEVANO LE STELLE" DI SOFIA DOMINO

Buongiorno lettori, oggi è una giornata diversa dalle altre, una giornata in cui ognuno di noi ricorda e onora a modo suo le vittime di un orribile passato che purtroppo l'umanità si porta dietro e che niente potrà mai cancellare. Il 27 Gennaio di 69 anni fa venivano finalmente aperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e la libertà e la speranza facevano il loro ingresso in quell'incubo di morte e disperazione. Non ci sono parole per descrivere la brutalità umana e la violenza usata su bambini, donne e uomini negli anni bui del nazismo, eppure è impossibile non parlarne. Si deve parlare di questo, è l'unico modo per non dimenticare ed evitare che brutalità del genere vengano ripetute. Io ho letto parecchi libri su questo tema e ho visto tanti film, ma non basta mai. Per questo motivo, oggi ho deciso di presentarvi due libri sul tema dell'Olocausto scritti da due sorelle autrici, due storie che spalancano gli occhi su una realtà passata che tuttavia è sempre presente.

La mia amica ebrea & Quando dal cielo cadevano le stelle

Sappiamo tutti cosa accadde tanti anni fa, ma neanche troppi, in Europa. L'avvento del nazismo portò all'espulsione delle persone di origine ebraica dalla società. Una società che non li voleva, che addirittura li schifava e li considerava il nulla. Sono stati compiuti atti orribili in nome di uomini altrettanto orribili, è sempre stato così, la storia ce lo insegna. Ma i campi di concentramento sono di sicuro tra le cose più ignobili che l'uomo abbia mai fatto. Non solo ha derubato tutte quelle persone innocenti di un'identità e della libertà, ma le ha torturate con modi indicibili e trattate come abomini della natura. Cosa che, invece, era quell'uomo, quel carnefice che ha offeso e maltrattato i suoi simili in tutti i modi possibili. 
Rebecca Domino e Sofia Domino con i loro romanzi, in uscita proprio oggi per la Giornata della Memoria e che rappresentano per entrambe l'esordio letterario, ci riconducono in quel pezzo di storia che si vorrebbe solo cancellare ma che invece deve essere ricordato sempre, in ogni momento, in ogni occasione, in ogni tempo e luogo. La mia amica ebrea e Quando dal cielo cadevano le stelle sono libri che devono assolutamente essere letti, che devono essere vissuti, che sicuramente faranno versare lacrime e contorcere lo stomaco per la rabbia e l'impotenza, ma che non devono passare inosservati. Se volete fare un regalo a voi stessi e onorare le vittime di una tragedia terribile, allora leggete queste storie e permettete alle loro protagoniste di mostrarvi il buio delle loro esistenze, un'oscurità in cui, nonostante tutto, brilla ancora la luce della speranza. Per non dimenticare coloro che sono morti, che hanno sofferto, che hanno perso i loro cari, e anche coloro che in silenzio hanno rischiato la loro vita per salvarli.

Contest: Vinci una copia cartacea di R.I.P. Requiescat In Pace + Recensione

CONTEST + RECENSIONE "R.I.P. REQUIESCAT IN PACE" DI EILAN MOON

Buondì lettori del blog! Stamattina faccio un piccolo strappo al programma natalizio e fermo un attimo il Christmas Express perché oggi qui c'è un appuntamento speciale, anzi specialissimo. Mentre avevo la febbre ed ero costretta a starmene buona buona in pigiama, infatti, ho letto (...letto? Ma che dico?)...ho divorato in un solo pomeriggio R.I.P. Requiescat In Pace di Eilan Moon e ora sono qui a commentarlo per voi. Vi ricordate? Ve ne avevo parlato qualche tempo fa in vista della pubblicazione, ma se avete la memoria corta qui trovate la mia segnalazione.
Ma non è finita qui. No, miei cari. Perché Eilan ha deciso di fare un meraviglioso regalo a tutti voi e ha indetto un contest in cui potrete vincere una copia cartacea del suo romanzo, che, lasciatemelo dire, sta riscuotendo consensi ovunque. Per partecipare al contest non dovete far altro che seguire le tappe e compilare il form che trovate sotto la mia recensione. Inizierà oggi 18 Dicembre 2013 e terminerà il 15 Gennaio 2014. In questa prima settimana i blog coinvolti (The Secret Door, Stelle nell'Iperuranio, Libri per passione) vi forniranno un contributo riguardante il romanzo. Io, ad esempio, vi lascio la mia opinione ^-^
Comunque, per tutte le indicazioni specifiche vi rimando al blog di Eilan Storie di notti senza Luna.
Questo è il bannerino...fatelo girare, mi raccomando!


*

E adesso non mi resta che mettermi comoda e iniziare a sproloquiare su questo romanzo che mi ha conquistata dalla prima all'ultima riga con la sua intensità e la suspense che permea ogni capitolo.

Titolo: R.I.P. Requiescat In Pace
Autore: Eilan Moon
Editore: Autopubblicazione
Prezzo: € 2.68 (ebook) - € --- (cartaceo disponibile a Gennaio 2014 in formato economico)
Pagine: 200 circa (Edizione digitale)
Genere: Romanzo
Sottogenere: Gotico, Horror
Anno di pubblicazione: 1 Dicembre 2013

Trama
Dopo più di duecentocinquant’anni dall’Inquisizione e dalla segreta fondazione dell’Avatara, la terra maledetta che trasforma i morti in Succubi e Incubi non si placa più nemmeno con il Potere del Sangue dei Custodi. Forse l'Apocalisse è ai cancelli e i membri dell'Avatara hanno un piano per impedire al mondo intero il momento della Rivelazione, ma quel progetto prevede qualcosa di terribile. Kaspar Nowak e sua figlia Joanna, da tutti chiamata Asia, dovranno affrontare il ritorno del Male nel cimitero di Cracovia. Per Asia essere una Custode e possedere il Potere del Sangue è una battaglia continua contro una parvenza di vita normale, da mantenere a tutti i costi. Qualcosa non funziona più come dovrebbe e la vita dei Custodi, ma soprattutto quella di Asia, è in serio pericolo. Un modo per porre fine alla maledizione esiste, ma chi dovrebbe metterla in atto brucia dal desiderio di non farlo. Borislav Todorov, affascinante quanto pericoloso Venator dell’Avatara, correrà in soccorso della giovane Joanna, ma i suoi ordini celano segreti inconfessabili, e orrori che il cacciatore non vuole rivelare. L’odio e l’amore che provano l’uno per l’altra divamperà in fuoco e ghiaccio, perché tra loro non esistono mezze misure. Bor tenterà di combattere da solo contro il Male, in qualunque forma decida di svelarsi, purtroppo per lui, però, il Potere del Sangue non può essere ignorato. Per secoli i Custodi hanno protetto la razza umana dalle porte dell'Inferno ma forse, ora, è giunto il momento di spalancarle.


Il mio voto

La mia recensione

Quando ho saputo della pubblicazione di questo romanzo ero molto ansiosa di leggerlo: conoscendo l’autrice, sapevo che mi sarei trovata davanti una bella storia ricca di carattere e scritta bene, ma devo ammettere che “R.I.P. Requiescat In Pace”, primo volume di una trilogia gotica della blogger Eilan Moon, ha superato ogni mia previsione. Letto in un pomeriggio, questo libro mi ha trascinata in un vortice intenso di avventura, pericolo, mistero e amore che mi ha lasciata con il fiato sospeso dalla prima all’ultima riga
Asia (diminutivo di Joanna) Nowak è una giovane donna alle prese con un’esistenza alquanto fuori dal comune: come suo padre Kaspar, possiede il Potere del Sangue ed è quindi una Custode che ha il compito di vegliare sul vecchio cimitero di Cracovia e donare la pace eterna alle persone che vengono seppellite in quel luogo maledetto. Il cimitero del Wawel, infatti, è stato eretto su un suolo dannato e purtroppo i defunti che vengono deposti lì, sentendo il richiamo dell’Inferno, ritornano dall’oltretomba per saziarsi del sangue e della carne dei vivi. Il dovere dei Custodi è proprio quello di evitare che questo accada grazie all’offerta del loro sangue, ma una notte Asia e suo padre si trovano a dover affrontare qualcosa più grande di loro e per cui sono impreparati. Durante il rito volto a donare il sonno eterno a una ragazza appena morta, qualcosa va storto e la giovane si risveglia ferendo Kaspar e aggredendo la spaventata e inorridita Asia. Per fortuna arriva in loro soccorso il guerriero dell’Avatara Borislav Todorov, Venator addestrato per combattere il Male, una vecchia conoscenza della famiglia Nowak e amore mai dimenticato di Asia. Bor porterà nella sua vita confusione, protezione e tormento perché il sentimento che li univa in passato è ancora vivido per entrambi e presto dovranno affrontare insieme un infausto e crudele destino…
Ciò che ho detto della trama è solo un piccolo assaggio, non voglio svelare altro per non togliere a nessuno il gusto di scoprire gli eventi da sé. Il romanzo mi è piaciuto immensamente e i miei occhi sono rimasti avvinghiati alle pagine come se non riuscissero più a fare altro che leggere. È una storia che ha tutto, è completa e curata in ogni dettaglio: amore, passione, mistero, magia, combattimenti, oscurità e fantasy si mescolano egregiamente nell’elaborata trama di questa storia gotica regalando al lettore un avvincente e appassionante racconto. Voglio sottolineare che questo è un romanzo d’esordio, quindi l’autrice è alla sua prima prova letteraria (escludendo i racconti brevi) e questo è un motivo di lode perché Eilan ha dimostrato di avere innate capacità narrative e una spiccata propensione per il dramma e la suspense, caratteristiche che guarniscono incessantemente la sua opera.
Che cosa mi ha totalmente conquistata? I personaggi. Forti, coraggiosi, reali, sfaccettati e soprattutto umani. Sì, i protagonisti di questa storia presentano gli stessi timori, dubbi ed emozioni di qualsiasi persona vera e questo è un aspetto che apprezzo sempre tantissimo perché mi permette di entrare totalmente nella loro testa e di immedesimarmi in loro, riuscendo a comprendere meglio le scelte che fanno e le decisioni che prendono nel corso della narrazione. Sono veramente dei gran bei personaggi. Asia è una ragazza in cui ci si può rispecchiare benissimo e che risulta immediatamente simpatica: amante della tranquillità e dei libri, un po’ insicura ma comunque con un bel caratterino che sfodera al momento del bisogno, è molto affezionata alla sua famiglia ed è perdutamente innamorata di Bor, ma mette sempre il suo dovere nei confronti dell’umanità al primo posto, il che la rende davvero coraggiosa. Bor è un vero guerriero che sprizza luce da tutti i pori: intrepido, letale, intelligente e avvenente, ogni sua mossa è calcolata con la massima precisione, veramente una bella figura maschile, soprattutto perché è dotato di uno spiccato e divertente senso dell’umorismo e non perde mai occasione per lanciare una battutina sarcastica; in più, mi è piaciuto tanto il fatto che, nonostante la sua personalità da duro e il suo rigido addestramento fisico e psicologico, sia in grado di amare profondamente, ma non in modo smielato, bensì sempre rimanendo fedele al suo carattere. Devo confessare, inoltre, di avere una predilezione per Nowak, il padre di Asia. Che splendido personaggio!!! Credo proprio che sia il mio preferito. Il perché è difficile da spiegare, non riesco a trovare parole razionali per esprimermi al meglio, ma la sua figura paterna e protettiva ma anche intelligente e carismatica mi ha colpito nel profondo e mi sono affezionata a lui come se fosse reale.
La storia d’amore tra Asia e Bor è molto bella. Non nasce in questo libro perché il legame che li unisce si è creato precedentemente, quando erano più giovani, e qui i due si incontrano nuovamente dopo qualche anno dalla separazione, ma mi ha coinvolto in egual misura. All’inizio confesso di esserci rimasta male per questa scelta perché mi piace veder nascere il sentimento che unisce due personaggi, dopo poco però mi sono resa conto che questo dettaglio narrativo ha reso l’intreccio molto più interessante. Bor e Asia hanno già un trascorso, si sono già amati in passato ma poi per qualche motivo si sono allontanati l’uno dall’altro, e ciò ha donato al romanzo un sapore autentico. Anche in questo caso non riesco a trovare bene le parole per spiegare la mia sensazione, ma posso dire che tutti i silenzi densi di significato, tutte le questioni irrisolte che i due si portano dietro, tutta la tensione emotiva e sessuale che gravita costantemente attorno a loro, tutte le lacrime, i dubbi e le paure non hanno fatto altro che creare una rete psico-emotiva attorno alla mia mente che mi ha intrappolato fino alla fine del romanzo. Ho adorato il rapporto tra Asia e Bor: dolce, passionale, intenso, profondo…una gran bella storia d’amore adulta e priva di cliché. Inoltre, come non amare i battibecchi di cui sono frequentemente protagonisti? Le battute che si scambiano mi hanno strappato molti sorrisi.
E questo mi porta a evidenziare un altro fattore positivo del romanzo: i dialoghi. Taglienti, seri, convincenti, realistici, interessanti. Ho seguito ogni scambio di opinione con estrema curiosità e ho potuto notare come Eilan Moon sia riuscita a far trapelare con scioltezza le personalità dei suoi figli di carta anche grazie alle parole che escono dalle loro bocche, oltre che dai pensieri. Un bel lavoro di approfondimento caratteriale che conferisce credibilità alla sua storia.
Il romanzo è scritto benissimo, lo stile di Eilan è fluido e moderno, lo definirei leggiadro perché, nonostante sia ricco ed elegante, mantiene una leggerezza unica come quella di una piuma che mi ha permesso di mangiare il libro in poche ore. Le pagine scivolano via una dietro l’altra e in men che non si dica ci si ritrova già all’ultima parola con il fiato sospeso e il cuore in gola e, diciamolo, qualche lacrimuccia. La sua prosa è coinvolgente e appassionante, piena di sfumature emozionanti, e mi è piaciuto particolarmente il suo modo di descrivere i sentimenti dei personaggi e le loro sensazioni; il libro è scritto in terza persona e segue per lo più il punto di vista di Asia, ma anche quello di Bor (e non solo), e questa è una tecnica narrativa che spesso mi impedisce di entrare completamente nella storia, e la mia più grande sorpresa sta nel fatto che in questo caso non è capitato, anzi mi sono ritrovata a percorrere le vie del cimitero di Cracovia istantaneamente. Le descrizioni presenti all’interno del romanzo sono curate e belle da leggere, pennellate definite e panoramiche che mi hanno trasportata in luoghi intrisi di fascino. Amo le ambientazioni di questo tipo e l’autrice è riuscita a ricreare perfettamente l’atmosfera oscura, fredda e pericolosa delle notti di una Cracovia infestata da esseri infernali.
La trama di base è estremamente interessante e mescola storia e fantasia impeccabilmente. All’interno del libro sono presenti, infatti, capitoli ambientati in un altro secolo e anche testi esistenti, riportati fedelmente e funzionali all’intreccio. Si vede che è stato fatto un ottimo lavoro di ricerche e di rielaborazione storica e che gli elementi del passato sono stati intrecciati con logica alle vicende fittizie del romanzo
R.I.P. Requiescat In Pace” è un eccellente romanzo d’esordio dove l’amore si mescola al sangue e all’oscurità, un’avventura gotica che cattura il lettore e lo scaraventa in un viaggio mozzafiato tra cimiteri, non morti, antichi rituali, combattimenti pericolosi e passioni trascendentali, con un finale inaspettato che lascia a bocca aperta e con l’immane curiosità di scoprire come proseguono le vicende di Asia e Bor. Una storia imperdibile che consiglio a tutti, in particolare a chi desidera una lettura che sia oscura e ammaliante, pericolosa e dinamica, sexy e romantica…pronti a varcare le soglie dell’Inferno?

                                                                                                                                                  Monia Iori

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CONTEST: VINCI UNA COPIA CARTACEA DI R.I.P. REQUIESCAT IN PACE

E adesso la parte del post che sicuramente vi interessa di più. Ecco qui le regole per partecipare al contest!


Troverete qui sotto un modulo molto intuitivo che vi permetterà di accumulare punti. Infatti il vincitore sarà la persona che, al termine del contest, avrà ottenuto più punti. Insomma vince il migliore!

L'unico campo obbligatorio è quello per lasciare un breve commento su ogni post che riguarda questa gara nei blog partecipanti! Tutto il resto è facoltativo, ma è ovvio che, se deve vincere chi totalizza più punti, maggiore è la vostra partecipazione e più probabilità avrete per portarvi a casa il romanzo.

  • Se fornite il vostro LIKE alle pagine facebook dei quattro blog otterrete 3 punti a pagina
  • Seguire come lettore fisso i lit-blog vi farà accumulare altri 5 punti per blog
  • Per chi ha già letto il digitale del romanzo e ha postato l'opinione in merito sulla piattaforma GOODREADS avrà in più ben 10 punti, e altri 10 se diventate fan dell'autrice sempre su Goodreads qui: PROFILO AUTORE
  • Per ogni condivisione del contest avrete 5 punti in più, questo campo può essere aggiornato tutti i giorni e se avete più link di condivisione separateli da una virgola. 

Non fate i furbetti perché Eilan controllerà tutti i vostri campi personalmente e vi rammento che se avete necessità di chiarimenti potete contattarla nel modulo qui: CONTATTAMI oppure sul suo profilo facebook o twitter. Oppure, se non riuscite a mettervi in contatto con lei, potete chiedere a me tramite mail (thesecretdoor.89@gmail.com) o facebook.

Spero sia tutto abbastanza chiaro e vi auguro buona partecipazione! Che vinca il migliore ^-^

Sull'Orlo del Vespro

RECENSIONE "SULL'ORLO DEL VESPRO" DI AMINA HAVET

Buonasera lettori! Visto che in questi giorni non riesco a stare su blogger per la mancanza di tempo, ho programmato questa recensione che avevo pronta sul pc e che sta aspettando da un bel po'. L'opera di cui vi parlo è Sull'Orlo del Vespro di Amina Havet, un romanzo che ho finito di leggere questa estate e di cui adoro la cover. Ringrazio l'autrice che mi ha gentilmente inviato il romanzo.

Titolo: Sull'Orlo del Vespro
Autore: Amina Havet
Editore: Amazon Kindle Edition + Lulu.com
ISBN13 (Asin) kindle: B00AN5VJTS
Prezzo: $13.36 (cartaceo); $3.44 (ebook)
Pagine: 319 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Urban Fantasy
Anno di pubblicazione: 2012

Trama
La noiosa vita di Cristopher Lancaster e del suo amico Edward Post viene messa a soqquadro quando il passato del ragazzo si fonde con il suo presente. Colpito da una pesante maledizione che lo costringe a vivere di notte e nascondersi di giorno, Cris ha trascorso la sua esistenza occultando la sua identità e cacciando creature soprannaturali. Tra colpi di scena e situazioni al limite del verosimile, il nostro protagonista dovrà affrontare la sua più grande paura per liberarsi dalla maledizione e proteggere le persone a lui più care.


Il mio voto

La mia recensione

È passato un po’ di tempo da quando ho terminato la lettura di “Sull’Orlo del Vespro” di Amina Havet, ma questa storia urban fantasy è ancora abbastanza vivida nella mia memoria. Questo libro ha una trama dal sapore magico e ironico, presenta personaggi parecchio vivi che mi hanno divertita, insomma…un piacevole intrattenimento che, però, presenta numerose e non tralasciabili pecche a livello di editing che purtroppo ne appesantiscono la lettura. 
Christopher è un ragazzo speciale: al’apparenza potrebbe sembrare normale e ordinario, ma in realtà nasconde un enorme segreto. Vittima di una secolare maledizione, di giorno è costretto a mutare sembianze in quelle di un gatto nero e questo gli crea non pochi problemi. Per fortuna il suo coinquilino nonché grande amico Edward è altrettanto strambo: lui è immortale e nonostante il suo narcisismo estremo, non può vedere la sua immagine riflessa, il che è una vera disgrazia per il suo ego. Le vite dei due giovani trascorrono tranquille ormai da un bel po’ di anni, ma improvvisamente qualcosa muta il corso delle loro esistenze. L’incontro di Cristopher con la dolce Sophie porta scompiglio nel loro appartamento e sconvolge irrimediabilmente le loro vite. I due amici, infatti, non sono solamente strani, ma anche dei cacciatori di creature paranormali, e quando scoprono che Sophie è coinvolta nella magia tutto cambia perché si insinua nelle loro menti il sospetto che lei sia in combutta con Calliope, la strega che secoli prima aveva condannato Cristopher a un’esistenza non del tutto umana. Così le cose si complicano e nuovi nemici spuntano all’orizzonte… 
Quando ho iniziato a leggere questo libro ho capito subito una cosa: la storia era molto carina e simpatica e le situazioni raccontate veramente piacevoli. L’intreccio di questo libro è vivace e ci sono molte parti che si leggono con il sorriso sulle labbra. Le vicende si seguono con facilità e grazie all’ironia che permea ogni frase e dialogo non si fatica a portare a termine la lettura. Ho apprezzato particolarmente l’idea di base dell’opera e la magia protagonista della storia, anche l’inserimento della parte sugli Elementali mi è sembrata decisamente interessante e mi ha incuriosito. Il mondo magico creato dall’autrice è fantasioso e variegato e sicuramente affascinerà coloro che come me sono inclini ad amare le storie di magia. Alcune cose, però, devo ammettere di non averle comprese del tutto, ma spero vengano spiegate in un seguito perché il finale è aperto e fa pensare a un continuo delle vicende. 
Il punto forte del romanzo sono, a mio parere, i personaggi sia primari che secondari. Tutti, sono definiti benissimo e caratterialmente interessanti, ognuno ha un proprio modo di vedere le cose, una personalità spiccata, e fa fronte agli avvenimenti seguendo l’indole che lo caratterizza. Mi sono piaciuti moltissimo. Forse, però, in qualche occasione i loro pensieri e i dialoghi risultano troppo adolescenziali rispetto all’età che hanno e questo fa perdere un pizzico di autenticità agli avvenimenti. Cristopher è un ragazzo serio e guardingo, non si fida molto degli altri a causa delle sue passate esperienze con la magia nera, è timido e altruista, sente molto il peso della sua maledizione perché l’ha costretto a vivere in solitudine fino all’incontro con Edward e, quindi, nel suo carattere c’è anche molta tristezza. D’altro canto, Edward è spigliato, fanatico, egocentrico e un po’ infantile, gli piace essere un dongiovanni e spendere il suo patrimonio in cose lussuose, è divertente e ironico…è il mio preferito! L’ho adorato! Ma mi è piaciuta tantissimo anche Claretta, amica e coinquilina di Sophie, bravissima in cucina e sempre pronta a tirare fuori le unghie in presenza di Edward. Sì, proprio così. I battibecchi tra questi due personaggi sono tra le cose più deliziose del romanzo e mi hanno divertita un sacco! Ho sperato di veder succedere qualcosa tra loro perché sotto le scaramucce e i dispetti che si fanno continuamente l’attrazione è palese, ma credo che dovrò aspettare di leggere il seguito della storia per sapere se l’amore sboccerà. Io spero di sì! Sophie, invece, mi è rimasta sempre un po’ antipatica, non so spiegare il motivo, forse solo perché è una ragazza che cede troppo facilmente alle lacrime, ma devo ammettere che negli ultimi capitoli acquista più sicurezza e maggiore caparbietà, quindi sono fiduciosa verso di lei. E poi va menzionata assolutamente Amalia che con la sua parlata romana e il suo modo di fare non può non conquistare i lettori! 
La storia d’amore tra Cristopher e Sophie è molto dolce e ingenua, giovanile, sicuramente pura, però io ho preferito il continuo azzuffamento di Edward e Claretta perché ha reso la narrazione molto più interessante e vivace, mentre il sentimento tra i protagonisti per quanto tenero e delicato non mi ha coinvolta totalmente. Il costante pepe innocuo tra gli altri due, invece, dà quel tocco spumeggiante e frizzante che contribuisce a ravvivare la narrazione e che fa sperare sospirando in una dichiarazione romantica o almeno in un futuro avvicinamento. 
Il punto debole del romanzo è da riscontrarsi nel testo perché avrebbe bisogno di un editing più accurato. Ci tengo a precisare che si tratta di un’opera autopubblicata, quindi refusi e imprecisioni si possono trovare ovviamente, però in questo caso non ci si può non far attenzione. Durante la lettura, spesso mi sono fermata senza riuscire a riprendere immediatamente in mano il libro perché la scarsa correzione appesantiva il romanzo, ed è un vero peccato perché l’opera è decisamente gradevole e con un lavoro di revisione più approfondito sarebbe migliore. Ciò non è da confondere con lo stile dell’autrice che ho trovato semplice e scorrevole, però i troppi errori hanno inciso sulla fluidità del testo e spesso portato a una perdita di attenzione da parte mia. La narrazione è sviluppata in modo abbastanza buono, anche se forse alcune parti avrebbero richiesto un maggiore approfondimento e magari qualche spiegazione in più; a volte ci si ritrova davanti a veri e propri stacchi narrativi e questo mi ha un po’ spaesato, ma in definitiva il modo di raccontare di Amina Havet mi è piaciuto e confido che possa migliorare tanto con l'esperienza e dare ancor di più libero sfogo alla sua notevole immaginazione. 
Sull’Orlo del Vespro” è un romanzo d’esordio semplice ma con molti spunti singolari e, senza tener conto delle imprecisioni che possono essere trovate nel testo e che sicuramente verranno corrette, mi sento di consigliarlo a lettori giovani che vogliono una storia magica e ricca di avventura e ironia

  Monia Iori

"R.I.P. Requiescat In Pace" di Eilan Moon

SEGNALAZIONE IN ANTEPRIMA "R.I.P. REQUIESCAT IN PACE" DI EILAN MOON

Buon giovedì, cari amici del blog! E oggi è proprio un bellissimo giorno!!! Infatti, mi appresto a parlarvi -non senza un bel po' di emozione- di un romanzo di prossima uscita che aspetto con trepidazione e che vi trasporterà in una realtà gotica affascinante e ricca di mistero. Pronti a scoprire di cosa si tratta???

R.I.P. Requiescat In Pace

Carissimi, questa è un'anteprima che scrivo con immensa gioia. Prima di tutto, perché si tratta di un romanzo che ha tutte le carte in regola per diventare un vero cult del genere gotico e farci stare con lo stomaco contratto e il battito a mille durante la lettura. Secondo, ma non meno importante, perché l'autrice è la lunare e talentuosa Eilan Moon del meraviglioso blog Storie di Notti senza Luna e parlare di un'opera di una blogger che si segue con affetto e interesse è sempre emozionante. Come potete vedere, quindi, ci sono molti motivi per aspettare con ansia questa nuova uscita. Chi segue Eilan sul suo blog, sa quanto sia brava e dotata di una fantasia oscura e magica e come me non potrà fare a meno di scalpitare in attesa di leggere il suo libro.
"R.I.P. Requiescat In Pace", primo volume di un'avvincente trilogia, è un romanzo gotico della migliore fattura, dove cimiteri, misteri pericolosi, amori oscuri ed elementi horror sono il fulcro della narrazione. Aspettatevi, quindi, un'ambientazione suggestiva ma terrificante, piena di luoghi tetri dove l'ombra e la luce lottano perennemente e il confine tra bene e male è molto sottile. Soprattutto, aspettatevi una storia intrisa di romanticismo e terrore, dove il soprannaturale si scontra con la realtà e ogni dettaglio della narrazione è caratterizzato da una marcata impronta di sublime tenebra. Un affresco affascinante ed evocativo che -statene certi- sarà capace di ammaliarvi e tenervi con il fiato sospeso fino all'ultima parola. Insomma, date uno sguardo alla stupenda cover e capirete che "R.I.P." vi trascinerà in un mondo a metà tra il sogno e l'incubo da cui sarà difficile riemergere.
Joanna Nowak, da tutti chiamata Asia, è una ragazza che tenta di vivere una vita normale in tutti i modi possibili, ma i segreti che nasconde non glielo permettono facilmente. Asia, infatti, è una Custode e possiede il Potere del Sangue, un dono e una maledizione che le permettono di tenere a bada la terra dove i morti vengono trasformati in Incubi e Succubi, divenendo un pericolo per l'umanità. La giovane, insieme al padre Kaspar, è abituata a camminare nei viali oscuri del cimitero di Cracovia e a rinunciare all'esistenza spensierata che tutte le sue coetanee possono vivere, ma ora il Male è tornato tra quelle tombe e neanche il Potere del Sangue basta più a diradare le tenebre che avvolgono quel luogo. La vita dei Custodi è in serio pericolo, e la sua più di tutte. Così, arriva in suo soccorso Borislav Todorov, Venator dell'Avatara, che farà di tutto per combattere il Male che si è impossessato di quei luoghi e per proteggere la giovane Custode. Un sentimento di ghiaccio e fuoco nascerà tra i due e Bor combatterà ogni pericolo con immenso coraggio, ma ciò non basterà a sconfiggere i nemici, perché l'Inferno non può più aspettare di riversarsi sulla Terra e le porte che i Custodi hanno protetto per secoli forse dovranno essere spalancate... 
Due protagonisti sfaccettati e interessanti, un'ambientazione oscura e pericolosa, una trama elaborata e originale, ricca di elementi puramente gotici, e una storia d'amore intensa ed estrema rendono questo romanzo un vero e proprio gioiellino tutto da scoprire e gustare. Esordio in grande stile per Eilan, che si cimenta in un genere a lei consono e sempre intrigante, capace di far vivere sentimenti contrastanti e, allo stesso tempo, imperdibili perché il connubio tra luce e oscurità è assolutamente unico e magnetico e continua a mietere vittime lungo la strada e a far innamorare milioni di lettori. Il romanzo esce il 1 Dicembre 2013 (segnatevi questa data, mi raccomando) in versione digitale e a Gennaio 2014 nel formato cartaceo economico, e sarà disponibile su tutti gli store online.
Oscuri segreti, enigmi pericolosi, verità celate, amori indimenticabili, creature inquietanti e una buona dose di azione, mistero e romanticismo gotico per un romanzo che vi toglierà il sonno, vi conquisterà e vi entrerà nel cuore!

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Titolo: R.I.P. Requiescat In Pace
Autore: Eilan Moon
Editore: Autopubblicazione
Prezzo: € 2.99 (ebook) - € --- (cartaceo disponibile a Gennaio 2014 in formato economico)
Pagine: 200 circa (Edizione digitale)
Genere: Romanzo
Sottogenere: Gotico, Horror
Anno di pubblicazione: 1 Dicembre 2013

Trama
Dopo più di duecentocinquant’anni dall’Inquisizione e dalla segreta fondazione dell’Avatara, la terra maledetta che trasforma i morti in Succubi e Incubi non si placa più nemmeno con il Potere del Sangue dei Custodi. Forse l'Apocalisse è ai cancelli e i membri dell'Avatara hanno un piano per impedire al mondo intero il momento della Rivelazione, ma quel progetto prevede qualcosa di terribile. Kaspar Nowak e sua figlia Joanna, da tutti chiamata Asia, dovranno affrontare il ritorno del Male nel cimitero di Cracovia. Per Asia essere una Custode e possedere il Potere del Sangue è una battaglia continua contro una parvenza di vita normale, da mantenere a tutti i costi. Qualcosa non funziona più come dovrebbe e la vita dei Custodi, ma soprattutto quella di Asia, è in serio pericolo. Un modo per porre fine alla maledizione esiste, ma chi dovrebbe metterla in atto brucia dal desiderio di non farlo. Borislav Todorov, affascinante quanto pericoloso Venator dell’Avatara, correrà in soccorso della giovane Joanna, ma i suoi ordini celano segreti inconfessabili, e orrori che il cacciatore non vuole rivelare. L’odio e l’amore che provano l’uno per l’altra divamperà in fuoco e ghiaccio, perché tra loro non esistono mezze misure. Bor tenterà di combattere da solo contro il Male, in qualunque forma decida di svelarsi, purtroppo per lui, però, il Potere del Sangue non può essere ignorato. Per secoli i Custodi hanno protetto la razza umana dalle porte dell'Inferno ma forse, ora, è giunto il momento di spalancarle.

L'autrice
Eilan Moon nasce a Milano il 25 giugno 1980, dopo il liceo classico si getta subito nel mondo del lavoro. Scrive e legge da sempre. È la creatrice del blog letterario STORIE DI NOTTI SENZA LUNA (dove potrete assaggiare gratuitamente alcune sue brevi storie horror e paranormalfantasy). 
Il suo vero e unico sogno è poter permettere ad altri, attraverso i suoi racconti, di poter viaggiare con la fantasia e, almeno per un breve periodo, staccarsi dai problemi giornalieri e fare sognare. Non si definisce una scrittrice bensì di sé dice di essere una cantastorie. 
R.I.P. Requiescat In Pace è il suo romanzo d’esordio. Dopo diverse proposte editoriali che ha però scartato, decide di autopubblicare questa sua prima favola gotica.



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E visto che voglio sollecitare ancor di più la vostra curiosità, vi lascio anche un breve estratto che Eilan ci ha gentilmente messo a disposizione. Da leggere tutto d'un fiato...

«Zitta» le intimò.
Asia rimase con la bocca semiaperta per lo stupore. Un fruscio strano di foglie secche mosse dal vento arrivò alle sue orecchie, ma c’era altro. Un sibilo che non poteva riconoscere. Ebbe timore. Posò la testa sulla schiena del Venator e si sporse in avanti quel tanto per poter guardare oltre lui.
La tenebra li circondava. Conosceva bene il cimitero, meglio di casa propria. Ma il nero davanti agli occhi era così indecifrabile da non essere del tutto naturale.
«Stai dietro di me. Tira fuori la pistola che ti ho dato.»
Fece un cenno con la testa che il cacciatore non poteva vedere, ma non se ne curò.
Afferrò l’arma e la strinse con entrambe le mani tremanti. Aveva paura. Tantissima paura.
Il cuore pulsava a mille e riusciva a sentirne i battiti nella testa rimbombare con immensa forza.
Accadde tutto in un istante. Qualcuno fu loro addosso. Asia si ritrovò in terra con il viso schiacciato tra l’erba umida. Un grido inumano le pressò i timpani in modo doloroso e si sforzò di cercare con lo sguardo l’unica speranza di salvezza che aveva: Borislav Todorov.
Non era molto distante da lei, la sua fedele chien fendeva il nero petrolio che ricolmava l’aria. Un essere si muoveva veloce e schivava gli affondi del Venator. La Custode strizzò gli occhi cercando di mettere meglio a fuoco l’immagine della creatura. La riconobbe, era proprio la signora Mazur. Aveva gli stessi abiti eleganti che indossava la notte del rituale, nella sua bara di legno. La pelle era grigia e quasi trasparente, attraverso di essa erano visibili le vene nere e stracci di muscoli color porpora. Unghie lunghe oltre la misura normale arpionavano la giacca di Bor cercando di penetrare il tessuto. Lui era veloce e agile. Schivava e subito dopo affondava l’arma in avanti. Una danza continua, senza sosta.
Asia si sollevò a sedere e solo in quel momento ricordò la pistola che stringeva con la mano destra. Si fece coraggio e la impugnò puntandola verso la Succube. Non poteva sparare, non aveva una buona mira e avrebbe potuto colpire Bor. Ma tenere l’arma in pugno e seguirne la lotta con quello strumento di morte in mano, la faceva sentire più sicura. Come se potesse in qualche modo difendersi da sola.
Il Venator insinuò la gamba sotto l’inguine del demone e si portò basso all’altezza degli arti inferiori. L’essere perse l’equilibrio e precipitò a terra. Bor gli fu subito sopra, ma il mostro aveva grande forza nelle braccia e parò il colpo che il cacciatore aveva inferto.
Asia tremava. Guardava la scena con ansia e tensione. Non si accorse dell’altra creatura, vomitata dalla terra maledetta, che l’aveva raggiunta alle spalle. In un istante la sollevò per il collo stringendo la mano con forza e impedendole di respirare. La bocca spalancata del demone le alitò addosso, il fetore di morte le inondò l’anima. La paura la paralizzò e l’ossigeno defluì con velocità dal suo cervello annebbiandole i pensieri.
Come se un sussurro le raggiungesse la mente, credette di sentire una voce lontana chiamarla. Dirle di avere coraggio, di combattere, di non morire.
Come se a guidare la sua mano fosse qualcun altro, la pistola sparò. L’essere fu colpito in pieno viso e abbandonò la stretta sul collo della ragazza che riprese fiato e riacquistò la vista.
Ma il mostro non aveva finito con lei. 
La pallottola aveva creato una voragine all’altezza del naso da cui parti di cervello gelatinoso sgorgarono all’esterno. Asia urlò. Gridò l’unica parola che in quel momento poteva darle conforto e farle coraggio: «Bor!»
Il Venator aveva afferrato la Succube con il braccio sinistro e aveva condotto quel corpo posseduto a incontrare la chien. Ma nonostante l’avesse trapassata da parte a parte, la creatura demoniaca spinse con energia e si liberò dalla presa d’acciaio del Venator. L’urlo di Asia arrivò a lui e lo colpì con forza. Sapeva che se si fosse voltato a cercarla avrebbe perso l’incontro, ma aver udito la ragazza in pericolo aumentò la sua smania di liberarsi del mostro che aveva davanti a sé. Non poteva perdere tempo a giocare, pensò mentre estraeva il pugnale dallo stivale, e con un solo balzo saltò in altezza la Succube e si ritrovò alle sue spalle. Con una velocità non umana tagliò l’aria davanti a lui e con essa la testa del demone si staccò di netto, rotolando sul terreno per una decina di metri.
Il corpo, ormai privo del capo, si mosse ancora per qualche attimo per poi cadere in preda a spasmi violenti. Per definitivamente togliere di mezzo la creatura doveva strappargli anche il cuore, ma non aveva tempo. Joanna era in pericolo. La sua Asia lo aveva chiamato.
La Custode aveva fame d’aria. Inspirava rumorosamente stringendo ancora l’arma tra le mani. L’Incubo si avvicinava mentre sangue nero fuoriusciva dalla ferita che lei gli aveva causato. L’odore di marciume era intenso e le causò un conato di vomito. Sparò ancora senza prendere la mira, con gli occhi sbarrati e che gridavano aiuto. La pallottola colpì la gamba sinistra del demone, all’altezza del ginocchio, ma quello parve non curarsene e continuò a procedere verso l’invitante odore del sangue dell’umana.
Fu pochi istanti prima che fosse abbastanza vicino a lei da afferrarla di nuovo, che il Venator si intromise tra Asia e l’Incubo. Non appena lei vide le sue spalle larghe e la nuca si lasciò andare a terra esausta.
Il pugnale penetrò con rapidità la cavità toracica e trapassò il cuore immobile del mostro. Bor gettò in terra l'arma e dall'interno del cappotto levò la spada con la quale tagliò da parte a parte la testa dell’Incubo, incidendola con movimento contrario rispetto al braccio con cui la brandiva. Un taglio chirurgico veloce e perfetto. Subito dopo, grazie a un potente fendente, squarciò il petto della creatura e con forza ritirò a sé l’arma che condusse fuori dal petto anche il muscolo privo di vita del demone.
«Asia?»
Si chinò sul corpo della ragazza e le prese la testa fra le mani. Lei era cosciente ma spaventata, il corpo aveva spasmi incontrollati e batteva i denti.
«Asia? Riesci a capirmi?»
Rispose con un cenno della testa.
Tutto attorno a lei girava vorticosamente e la voce di Bor le arrivava lontana ma chiara.
«Aspetta qui, un solo secondo, devo finire il lavoro con quella Succube. Vengo subito a prenderti.»
«Prometti?» sussurrò con fatica.
«Lo giuro sulla mia vita.»
Corse verso il demone che aveva abbandonato poco prima. La testa era ancora distante, ma il corpo iniziava a recuperare il movimento. Con uno dei pugnali tridenti penetrò il petto e scavò all'interno per estrarne il cuore color porpora. «Ancora in buono stato. Male, dovrò bruciarlo», commentò tra sé.
Afferrò l’accendino e diede fuoco al muscolo che divampò come se fosse stato ricoperto di benzina. Bor lo lasciò bruciare.

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"Emmanuel" di Francesco D. Bianco

SEGNALAZIONE "EMMANUEL" DI FRANCESCO D. BIANCO

Eccomi di nuovo qui. Stasera voglio porre l'attenzione su un libro che presenta una trama veramente interessante e che mi incuriosisce parecchio. Volete sapere di cosa si tratta? ;-)

Emmanuel

In un mercato editoriale strapieno di titoli fantasy, distopici, e paranormal, uno dei generi più belli e interessanti di sempre è andato via via oscurandosi ed è rimasto appartato in un angolino. Sto parlando della fantascienza, culla di idee meravigliose, innovative e geniali che al momento è stata un po' dimenticata. Sono rimasta piacevolmente colpita, quindi, quando Francesco D. Bianco mi ha sottoposto la sua opera, guarnita da una trama ricca di elementi interessanti e originali e resa ancora più affascinante da un alone di mistero che avvolge ogni dettaglio.
"Emmauel", romanzo d'esordio del giovane autore pubblicato recentemente tramite ilmiolibro.it e acquistabile in formato cartaceo e digitale in tutte le librerie online (e anche ordinabile nelle librerie fisiche, in particolare La Feltrinelli), è un libro che colpisce a prima vista. Un po' per via del titolo, un po' per la cover enigmatica e ammaliante, molto semplice e allo stesso tempo particolare, e soprattutto per la quarta di copertina che, insomma, lascia davvero spiazzati.
Non dico nulla in merito alla storia perché onestamente, leggendo solo la breve sinossi, non sarei in grado di spiegarla. È così enigmatica e dice talmente poco che sarebbe impossibile non risultare confusionari cercando di raccontarla in poche parole. La fantascienza la fa sicuramente da padrone e il fulcro della storia ruota attorno a delle sfere di luce sbucate dal nulla (quelle che vedete nell'immagine di copertina) che nessuno è in grado di spiegare. Un fenomeno che incuriosisce Jeffrey White, un ex scienziato, e che condurrà i fili dell'intreccio. 
Mistero, avventura, sorprendenti scoperte, e un pizzico di romanticismo per un romanzo avvincente e -penso- anche sconvolgente! 

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Titolo: Emmanuel
Autore: Francesco D. Bianco
Editore: ilmiolibro.it
ISBN: 9788891051929
Prezzo: € 11.00 (cartaceo) - € 4.99 (ebook)
Pagine: 148 p.
Genere: Romanzo
Sottogenere: Fantascienza
Anno di pubblicazione: 2013

Trama
E se la realtà della vita, crollasse improvvisamente davanti ai nostri occhi? Pensi di essere al sicuro?Pensi di sopravvivere? Nulla è ormai certo... Una ragazza albina, un Dio capace di distruggere un pianeta con i suoi abitanti, un vagabondo che insegue un simbolo misterioso. Questi sono alcuni degli elementi, che rendono Emmanuel un romanzo avvincente e pieno di sorprese. 
E'una calda e afosa mattina di agosto, e un evento straordinario sconvolge la cittadina di Salisbury. "Flottillas," è così che vengono chiamate le strane sfere di luce che, apparse improvvisamente nel cielo, formano un singolare emblema. Il sorprendente fenomeno cattura l'attenzione di Jeffrey White,quarantenne senzatetto con un passato da scienziato. In lui, scatta un'irrefrenabile voglia di sapere e di scoprire la verità su quel misterioso simbolo. Un amore, un'amicizia, un'avvincente storia che si snoda fra le città che compongono il triangolo della magia e le maestose metropoli di un mondo a noi sconosciuto, al limite della fantasia. Tutto è scritto, tutto è pronto: il viaggio è appena iniziato...

L'autore
Bianco Francesco nasce a Ivrea il 09 ottobre 1985. Già da piccolo dimostra una notevole passione per le attività artistiche, infatti, all'età di 5 anni inizia il suo lungo percorso nel mondo della musica imparando a suonare la tromba. Contemporaneamente all'attività lavorativa come idraulico intrapresa all'età di 14 anni, continua a coltivare la passione per la musica suonando in svariati gruppi della zona canavesana. 
All'età di 27 anni decide di intraprendere il cammino da scrittore. Inizia così la stesura del suo primo romanzo "Emmanuel".

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Rossa come la passione

RECENSIONE "ROSSA COME LA PASSIONE" DI ELLA GAI

Buon pomeriggio, amici! Oggi vi lascio i miei pensieri su un racconto che ho letto questa estate e che ho trovato molto carino. Si tratta di "Rossa come la passione" di Ella Gai, il primo episodio della serie romance-erotica I colori dell'anima, di cui vi avevo già parlato prima della pausa estiva (qui la mia segnalazione).
Ringrazio l'autrice per avermi gentilmente inviato il racconto e avermi dato la possibilità di leggerlo.

Titolo: Rossa come la passione (I colori dell'anima #2)
Autore: Ella Gai
Editore: Amazon
Prezzo: € 1.99 (ebook)
Pagine: 34 p.
Genere: Racconto
Sottogenere: Romance, Erotico
Anno di pubblicazione: 2013

Trama
Gaia Hearts è una bella ragazza di venticinque anni, dal carattere solare e allegro. Si è appena laureata in marketing e progettazione e non avrebbe mai immaginato, che il primo giorno di lavoro, in una delle aziende cosmetiche più importanti d'Europa avrebbe ricevuto una "proposta particolare" dal suo capo, Stephan Barney, l'uomo che può tutto, l' uomo dai mille misteri. Riuscirà Gaia, a rinunciare a tanti anni di studi e alla sua integrità morale per accettare la proposta? Oppure, gli risponderà con un due di picche? Sarà davvero, una proposta casta quella di Stephan? Oppure, brama qualcosa di molto più forte? Perché lei, dopotutto è il colore dei suoi desideri.


Il mio voto

La mia recensione

Ci sono alcuni momenti in cui si ha voglia di leggere una storia leggera e che ci intrattenga piacevolmente senza appesantire una giornata già difficoltosa. Ecco, il racconto di Ella Gai, pseudonimo sotto cui si cela un’esordiente autrice italiana, rientra proprio in questa categoria di letture. Letto in una mezzoretta prima di andare a dormire durante un'afosa serata estiva, “Rossa come la passione”, capitolo introduttivo de “I colori dell’anima”, una serie romance-erotica incentrata sulle sfumature del sentimento, non ha disatteso le mie aspettative. Pensavo sarebbe stata una lettura gradevole e semplice, con una lieve spruzzata di romanticismo e sensualità e attraversata da toni leggeri e sfumati di rosa, e così è stato.

Gaia Hearts, la protagonista, è una venticinquenne che finalmente è riuscita a coronare uno dei suoi più grandi sogni, cioè lavorare per un’importante azienda di cosmetici conosciuta in tutta Europa. Euforica per la novità, si accinge ad affrontare nel modo più serio e professionale il suo primo giorno di lavoro. A parte qualche intoppo, tutto procede nel migliore dei modi: l’incarico che le hanno assegnato le piace, gli uffici sono comodi e lussuosi, e i colleghi di lavoro sono abbastanza simpatici e gentili. Quando, però, ad una riunione a cui partecipa insieme al suo capo, i suoi occhi incrociano quelli di Stephan Barney, tutto si complica. L’uomo, infatti, è il direttore della società cosmetica e sembra nutrire un ostentato interesse nei suoi confronti. Da parte sua, Gaia non può certo dire che il giovane non sia affascinante e non apprezzarne la bella presenza, ma si limita ad osservarlo di sfuggita, niente di più. Tuttavia, la ragazza ha colpito Stephan più di quanto possa immaginare e l’uomo, trovandosi casualmente da solo con lei, afferra l’occasione al volo per fare una proposta a Gaia, che indignata rifiuta immediatamente le sue attenzioni…
Questo racconto mi ha fatto passare una mezzoretta in allegria. Questo è il primo pregio di quest’opera. Ironico, rilassante e fresco. Questi sono i primi aggettivi che mi vengono in mente per descriverlo. L’ho letto tutto con il sorriso sulle labbra e al termine non vedevo l’ora di sapere come sarebbe proseguita la storia.
La trama è molto semplice, è vero, però ha quella effervescenza, tipica delle commedie, che ti spinge a volerne sapere di più e a voler scoprire come si evolveranno le cose per la povera protagonista. La narrazione segue la giornata di Gaia e, quindi, il lettore si ambienta insieme a lei alla nuova situazione lavorativa, alle nuove conoscenze e all’incontro con Stephan. Il racconto è breve e queste pagine fungono solo da introduzione per questa serie romance-erotica, perciò è impossibile avere davanti il quadro totale dell’opera, ma, nonostante ciò, mi sono fatta un’idea ed è positiva. 
I personaggi sono pochi, ma tutti delineati con caratteristiche precise, quindi non si fa confusione e si inquadrano subito. Gaia, ovviamente, è il carattere che viene analizzato maggiormente ed è una figura che ho apprezzato molto. È una ragazza giovane intelligente e schietta, timida ma determinata, ambiziosa ma non per questo sfrontata, anzi è riservata e tranquilla. Mi è piaciuta davvero tanto e rappresenta sicuramente un punto di forza del racconto; avere una protagonista che risulti simpatica al lettore è un fattore enormemente positivo. Stephan, invece, non sono ancora riuscita bene ad inquadrarlo perché compare solo nelle ultime pagine e c’è poco materiale su cui basare un’opinione; è sicuramente un bell’uomo elegante e intraprendente, a cui piace prendere quello che vuole senza problemi, ma durante la lettura ho avuto l’impressione che non fosse solo questo e che il suo carattere fosse ancora tutto da svelare. Di certo, però, non è timido!
La parte romantica e sensuale qui è appena accennata, ma comunque ogni riferimento è trattato in modo molto elegante e spontaneo, mai volgarmente. Al centro dell’intreccio c’è il rosso, metafora della passione che Gaia scatena nell’animo di Stephan, una particolarità che ho trovato interessante e che dona quel tocco di profondità in più al racconto. Il sentimento e la sensualità in questo primo capitolo sono solo un’allusione, si concentra tutto nella fatidica proposta, ed è un fattore che ho apprezzato. Ci sarà tempo nei capitoli seguenti per approfondire l’aspetto romance-erotico dell’intreccio, mentre in questa parte viene descritta soprattutto la protagonista e la sua visione del nuovo lavoro, di ciò che la circonda e delle esperienze che si trova a vivere. 
L’unica nota dolente del racconto, a mio parere, è da riscontrarsi nella forma. Preciso che lo stile dell’autrice è molto piacevole e coinvolgente, non mi sono mai annoiata durante la lettura, e il suo modo diretto di presentare le situazioni ha reso la narrazione sempre vivace e informale, molto vicina alla realtà e alla quotidianità, tanto che per tutto il tempo mi è sembrato di ascoltare il resoconto della giornata di un’amica. La pecca sta nella mancanza di un editing migliore e più accurato. Il racconto è autopubblicato e sono consapevole che refusi e sbavature sono più che comprensibili, soprattutto trattandosi di un'opera d’esordio, e infatti non mi soffermo mai troppo su questo aspetto perché capisco benissimo la difficoltà di editare un lavoro autonomamente e sono la prima a dare più importanza ai contenuti che alla confezione quando si tratta di autopubblicazioni, ma una lettura e una revisione più approfondite e attente avrebbero giovato moltissimo a questa storia che, con alcune correzioni, avrebbe acquisito una gradevolezza maggiore e si sarebbe reso appetibile anche verso quei lettori più esigenti.
Rossa come la passione” è un piacevole racconto rosa che a me è piaciuto e che ho veramente gustato mentre passavo qualche momento di relax, una storia romantica condita da un pizzico di pepe che consiglio a chi vuole una lettura stuzzicante, garbata e graziosa.

                                                                                                                                                  Monia Iori


Un libro due pareri (o tre ^^) #2

RECENSIONE "GLI INGANNI DI LOCKE LAMORA" DI SCOTT LYNCH

Salve a tutti, cari lettori del blog! Oggi torna, dopo qualche tempo, questo carinissimo appuntamento dove Vale, Serena ed io recensiamo a sei mani un libro che abbiamo letto in concomitanza. 

Un libro due pareri (o tre ^^) è una rubrica ideata da Serena e Vale, a cui mi sono unita anche io, e prevede la lettura di un libro in concomitanza e la relativa recensione a sei mani.

La scelta stavolta è ricaduta su un fantasy particolarissimo, "Gli inganni di Locke Lamora" di Scott Lynch, e tutte e tre siamo soddisfatte della lettura, anzi ci siamo veramente innamorate di questa saga, quindi è ovvio che vi consigliamo caldamente di leggere questo primo volume. Comunque, se volete saperne di più, date un'occhiata alla nostra recensione...sono certa che riusciremo a convincervi!

Titolo: Gli inganni di Locke Lamora
Titolo originale: The Lies of Locke Lamora
Autore: Scott Linch
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
ISBN: 9788842914822
Pagine: 605 p.
Prezzo: € 19.60
Genere: Romanzo
Sottogenere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2007

Trama
Piccolo di statura, deboluccio e un po' imbranato con la spada, Locke Lamora ha però un grande punto di forza: nessuno lo può battere quanto ad astuzia e abilità truffaldina. E benché sia vero che ruba ai ricchi nessun povero ha mai visto un soldo bucato dei suoi furti. Tutto ciò su cui mette le mani lo tiene per sé e per i Bastardi Galantuomini, la sua banda. A suo modo, Locke è il re di Camorr, una città che sembra nata dall'acqua, ornata di migliaia di ponti e di sontuosi palazzi barocchi e popolata da mercanti, soldati, accattoni e, ovviamente, ladri. In realtà, Camorr è il dominio di Capa Barsavi, perversa mente criminale, che da qualche tempo è impegnato in una lotta senza quartiere con il Re Grigio, altro personaggio decisamente poco raccomandabile. Impiccione per natura, Locke si ritrova suo malgrado in mezzo a questo scontro di titani e rischia di lasciarci le penne. Anche perché il suo misterioso passato nasconde un segreto che può mettere in pericolo l'intera nazione camorrana...

Il nostro voto

La nostra recensione

Leggenda: dal momento che siamo in tre e la recensione è il frutto dell'accorpamento dei nostri singoli pareri, Serena ha avuto la brillante idea di evidenziare le parti di ognuna con un colore diverso per evitare confusione e permettere di capire meglio i nostri punti di vista a chi legge.
Rosa=Monia - Blu=Vale - Nero=Serena

~*~

Geniale! È in questo modo che voglio esordire parlando de “Gli inganni di Locke Lamora”, primo libro di una serie fantasy originale e coinvolgente di cui non vedo l’ora di leggere i seguiti. Non ci sono altri termini che, a mio parere, descrivano altrettanto perfettamente la storia architettata dalla mente fantasiosa e sottile di Scott Lynch. Trama, ambientazione, intreccio, personaggi e dialoghi, tutti questi elementi sono assolutamente e ugualmente punti di forza di un romanzo che mi ha conquistata e affascinata in tantissimi modi. In verità, quando ho iniziato a leggerlo, non mi sono lasciata trasportare subito all’interno delle vicende narrate e, per quanto lo ritenessi veramente molto bello, non avrei mai immaginato che sarebbe diventato uno di quei libri che assumono il ruolo di amico e compagnia insostituibile, una di quelle storie che non avrebbe più abbandonato il mio cuore. E, invece, contrariamente alle mie ipotesi, è andata esattamente così e adesso mi sento un po’ sola senza i Bastardi Galantuomini.
Gli inganni di Locke Lamora è, pare, il primo di sette libri. Fortunatamente (almeno per il primo è così) l’avventura ha inizio e una conclusione. Quindi niente attacchi di panico da sequel introvabile.
Ho davvero adorato questo libro e io, che di fantasy ne leggo a bizzeffe,trovo sempre più arduo avere a che fare con storie davvero originali. Questa lo è. La lettura mi ha fatto provare una girandola di sentimenti tutti diversi,sono letteralmente passata dal sorriso alle lacrime..ho tifato per loro, ho sofferto per loro e con loro, ho temuto per loro..li ho amati.
[In cui blatero della mia vita e di come sia difficile resistere alla cioccolata. La “vera” recensione inizia un po’ più giù :D]
Ho scoperto il libro secoli fa grazie a recensioni che ogni tanto comparivano su aNobii.. Non credo di averne letta una negativa, il rating partiva da quattro stelle e l’opera e relativo autore erano tacciati di genialità, humour e ulteriore genialità. 
Ma poi mi si è presentato il dilemma: come ottenerlo, visto che era fuori catalogo?! 
**Momento lamentoso mode: ON. È mai possibile che i BEI libri finiscano inesorabilmente fuori catalogo? Ma perchééééééé!!**
Niente, la cosa è un po’ morta così, fino a che un giorno passeggiando l’ho trovato nuovo, immacolato e stupendamente perfetto a tre euro su una bancarella
La gioia pura!!!!
Tutti felici e contenti, viva l’Happily ever after, auguri ai figli maschi e via discorrendo.. non avevo fatto i conti con il nemico più temibile e insidioso.. La mia pigrizia e l’ansia dei libri che superino un numero ridicolo di pagine (la supererò mai?! C’è una cura?! Si salvi chi può).
Sono dovuti intervenire il fato e la divina provvidenza e Scott Lynch in persona: a ottobre uscirà il sospirato, attesissimo, lungamente ricercato III volume della saga. Che tralaltro già possiedo (grazie Netgalley :3 I owe you one!)
Posso solo dire.. Non lasciate che motivi futili come lo sono stati i miei vi tengano lontani da questo gioiellino trascurato e sottovalutato.. Io amo amo amo amo amo amo amo amo amo amo amo amo amo amo amo (ripetere X volte) Locke Lamora, i Bastardi Gentiluomini e soprattutto Scott Lynch (gli ho anche scritto su Twitter il mio amore :DD);
Scott Lynch had me at hello <3
È un’opera prima.. E so che TANTISSIMi autori hanno dato prova di saper scrivere un libro meraviglioso al loro esordio (Serve a qualcosa citare la Rowling?!), ma è una cosa che a me sorprende molto e che fa salire i punti stima oltre le stelle!

La trama di questo libro è molto complessa e decisamente sorprendente. La narrazione comprende vicende del presente e del passato, alternando parti in cui si segue la crescita del protagonista e della sua banda e parti in cui si viene coinvolti nelle imprese divertenti e geniali di questo gruppo di uomini dotati di iniziativa e intelligenza unici. Un espediente perfetto per far emergere al meglio le personalità che si incontrano a mano a mano che si procede con la lettura e per mostrare, invece di spiegare (modalità che avrebbe annoiato), alcune situazioni e alcuni fatti importanti per lo sviluppo della traccia di base. Tanti gli intrecci e gli intrighi che l’autore ha inserito nel suo schema narrativo e ancora di più i personaggi che popolano questa storia, unica nel suo genere.
Locke Lamora è un uomo molto intelligente che fa parte di una banda di ladri veramente particolare: i cosiddetti Bastardi Galantuomini. Orfano dei genitori e dotato di uno spiccato talento per i furti e le messinscene, ancora bambino e dopo alcune peripezie, approda nella Casa di Perelandro, dove il finto sacerdote Catena lo prende sotto la sua ala protettiva e lo istruisce ed educa insieme ad altri tre ragazzi che diverranno suoi amici per la pelle: il forte e posato Jean Tannen, e Calo e Galdo, gli irriverenti e vivaci gemelli Sanza. Qui, tutti insieme, imparano numerose arti e lingue, studiano la storia e arricchiscono la loro cultura, ma in particolare eseguono il loro apprendistato per diventare dei ladri provetti. Non semplici ladruncoli di strada violenti e impulsivi, ma dei veri e propri attori in grado di mettere a segno dei colpi da maestro grazie a travestimenti perfetti capaci di far cadere nella loro rete i più ricchi abitanti di Camorr, la città in cui vivono. Sono colti, sono furbi, sono intelligenti e la loro bravura produce una breccia nella Pace di Camorr tenuta a bada da Capa Barsavi, il re della malavita. Tutti sussurrano voci sulla Spina di Camorr, l’uomo in grado di rubare fortune incommensurabili senza esporsi mai, ma nessuno sa chi è, e il gioco portato avanti dai Bastardi Galantuomini non potrebbe rivelarsi migliore. Ma, ad un certo punto, entra in scena il Re Grigio che vuole impadronirsi del potere di Capa Barsavi e il quadro si complica, sfaldandosi sotto gli occhi impotenti di Locke, che per tirarsene fuori dovrà architettare il suo piano migliore…
Locke all’apparenza è piuttosto insignificante, è bruttino e, per di più, piuttosto gracilino, forse per compensare la mancanza di un fisico adeguato, la natura l’ha dotato di un ingegno senza pari, che le permette, già da bambino, d’intrufolarsi in mezzo agli orfani che il Forgialadri recluta per addestrarli e usarli come ladri di strada, i cosiddetti: “accarezza tasche”..ed è così che Locke inizierà quella che sarà la sua carriera per tutta la vita. 
Come ho già detto,dotato di una intelligenza e un acume fuori dal comune, finisce sempre, però, per esagerare, tanto che il Forgialadri decide di disfarsene e lo vende a Padre Catena, sacerdote dell’ordine di Perelandro il misericordioso, per farne suo iniziato. In realtà Padre Catena serve tutt’altro dio: il Tredicesimo senza nome, il Disonesto Tutore, il benefattore. Ovvero il dio dei ladri. 
Insieme a lui saranno istruiti anche i due Gemelli Calo e Galdo Sanza e infine Jean Tannen. La storia si snoda tra presente: i nostri ladri sono cresciuti e si apprestano a preparare un colpo, e passato dove si narra della loro formazione presso Padre Catena che li porterà a diventare i più grandi ladri della città, i Bastardi Galantuomini ovvero i più grandi truffatori di tutta Camorr..e Locke sarà meglio conosciuto come “la spina di Camorr”. 
So che il furto, il raggiro e la truffa sono azioni degne di biasimo e non di lode, ma la filosofia dei Bastardi Galantuomini e quella di alleggerire le tasche dei ricchi, in barba alla pace segreta stipulata tra il duca di Camorr e il capo della criminalità Il Capa Barsavi, che prevedeva una sorta di “vivi e lascia vivere” a patto che i ladri non toccassero la nobiltà. 
Locke e i suoi compiono invece imprese di un altro genere, non furti con scasso o da topi d’appartamento, ma raggiri in grande stile, vere e proprie messe in scena, degne di un regista, tutte organizzate magistralmente dalla mente di Locke e realizzate grazie alla loro preparazione. E pur fingendo di sottostare al capa e alla pace segreta, mantenendo sempre il profilo basso, sono riusciti ad accumulare tanta di quelle ricchezza da non sapere neanche cosa farne
Ma non immaginiamo Locke come un Robin Hood…Locke non ruba per dare ai poveri, o per aiutare qualcuno, men che mai ruba per se stesso, per sfoggiare la ricchezza o vivere nell’agio..no lui ruba perché si diverte!!
Ma le menzogne si sa hanno le gambe corte e spesso più la storia diventa complessa , più ci si arrotola nelle bugie, fino a che queste ci stringono un cappio intorno al collo.. specie quando il re grigio si mette sui loro passi.
La trama è di quelle che io amo: ladri, astuzie, inganni, situazioni limite e modi geniali per uscirne. Avventura a ritmo serrato, la possibilità di annoiarsi è praticamente inesistente!
La storia si sviluppa su due piani: l’adesso e il “prima”, ovvero quando Locke (e compari) sono adulti e Bastardi Gentiluomini perfettamente formati e quando invece sono bambini/ragazzi all’inizio del loro percorso “formativo”, se si può chiamarlo così. Si passa dall’una all’altra senza confusione (tranne forse nelle prime venti pagine :D) e sono decisamente complementari.. sebbene seguire un Locke adulto abbia la sua dose di fascino (e che fascino!), ho adorato anche la parte dell’antefatto, anche perché Padre Catena è un mito, c’è poco da discutere!
Scott come molti altri autori è piuttosto sadico in certi momenti nei confronti dei suoi lettori affezionati, ma l’aver letto la trama del secondo libro (e se è per questo, anche del terzo XD) mi ha levato l’effetto sorpresa su alcuni avvenimenti.. Quindi se in alcuni punti volete rimanerci male al 100%, NON leggete la trama del secondo libro!! (ok, mi rendo conto che sia un avvertimento privo di senso.. quale persona sana di mente leggerebbe la trama di un libro senza aver prima finito il precedente?! ECCOMI XD)
Ci sono a dir la verità alcune domande che non hanno trovato risposta nelle 605 pagine del romanzo.. Ma mi sono detta che –diamine!- la serie è pensata come formata da ben sette volumi.. Ho tempo per le risposte! (Un po’ come mio fratello che dopo aver visto il primo film di HP <spoiler>Sì, solo il film. I libri per lui sono tabù, ma almeno ha riconosciuto la genialità della Rowling.. I geni della lettura fortunatamente sono passati tutti a me!</spoiler> mi ha chiesto perché Voldemort volesse uccidere Harry.. :D)
Sono super fiduciosa che queste questioni saranno risolte al più presto.. Ed ecco perché inizierò il secondo volume il prima possibile! :3 Locke, wait for me!!

Cos'è che sopra ogni cosa rende questo libro meraviglioso? I personaggi imperfetti e umani che Scott Lynch è riuscito a creare con la sua mano da maestro. Caratterizzati in maniera eccelsa e resi profondi da mille sfaccettature che li rendono reali, i protagonisti di questa storia sono tra i migliori che io abbia mai incontrato nella mia vita di lettrice. Locke è il genio fatto persona, ha una mente brillante e la furbizia come arma fedele, ma è anche leale verso i suoi compagni, attento e gentile, mai disonesto con la sua famiglia acquisita; non è un super uomo, anzi fisicamente è normalissimo e innocuo, passa decisamente inosservato, ma possiede un’intelligenza rara che gli permette di spiccare su tutti e di affermarsi come miglior ladro di Camorr. Adoro Jean e Catena, due personaggi veramente splendidi, ricchi sorprese, e come rimanere indifferenti a Cimice, che fa di tutto per essere all’altezza dei suoi amici? Ogni personaggio di questa storia è curato meravigliosamente e anche i secondari risultano essere figure solide e di carattere che non rimangono macchie sullo sfondo, ma prendono vita naturalmente sotto gli occhi del lettore.
I personaggi sono magnifici, come ho già detto all’apparenza Locke non è nulla di particolare,non fosse per il suo “talento” alla menzogna e alla teatralità. Pur essendo un ladro, ha una sua onestà,ama come fratelli i suoi compagni ed è questo l’aspetto che più mi ha toccato nel libro, la loro unione il loro essere una famiglia. Calo e Galdo i due gemelli, con la loro sagacia e ironia, sono abili nel barare e nel raggiro, Jean con il suo particolare carattere non si separa mai dalle sue asce, le sorelle malefiche, ed abile negli scontri. E poi c’è Cimice..la nuova recluta..
I personaggi sono indubbiamente uno dei punti di forza del romanzo: vorrei essere nata a Camorr e che la poligamia femminile esistesse :( 
Primo fra tutti Locke Lamora. Esile e gracilino, sicuramente non spicca e non si fa amare per il suo lato fisico.. Basta con questi personaggi solo muscoli! Io darei mille –umm, diciamo Brad Pitt- per un Locke u.u
È astuto, è in gamba, è disonesto e non ruba ai ricchi per dare ai poveri. Ruba per il puro piacere di rubare, eh eh eh! :D
Ma soprattutto è una delle persone più leali che io abbia mai avuto il piacere di incontrare come personaggio fittizio. Per lealtà intendo il suo spirito di squadra, il suo essere pronto a sacrificarsi per i compagni, la sete di vendetta che lo assale quando uno dei Bastardi Gentiluomini ha subito un torto. 
Ecco la cosa che più mi ha colpito nel libro e che mi ha sorpreso oltre ogni previsione: non so perché, ma tutto mi sarei aspettata da questo libro tranne che un senso di amicizia e di fratellanza così profondo. In certe pagine mi ha quasi commosso, giuro! Sospetto sia per il fatto che ho fatto l’associazione ladro = uomo privo di scrupoli.. aaaah, quanto mi sbagliavo! Non avrei potuto allontanarmi di più dalla realtà, davvero.
Questa caratteristica accomuna anche gli altri Bastardi Gentiluomini: Calo, Galdo, Cimice e Jean. Un gruppo di amici stretti tale da essere quasi fratelli :’)
Mi sono commossa quando Locke e Jean piangono, davvero :’)
Jean è un grande amico e complementare a Locke: li dove Locke è piccolo e mingherlino, lui è grande e grosso; dove Locke è debole nella difesa, lui è un’arma per uccidere, ferire, combattere; lì dove Locke è la mente, Jean è senza ombra di dubbio il braccio. E insieme fanno scintille, davvero! Una coppia così ben assortita che.. WOW!!
Calo e Galdo, i gemelli, mi hanno fatto schiattare dalle risate.. Meravigliosi, come solo due gemelli combina-guai sanno essere! Carinissimo poi il modo in cui accolgono Locke bambino.. 
Cimice.. Coccolo lui!! <spoiler>Ammetto di essermi aspettata un suo tradimento in corso d’opera.. Il mio sesto senso sta decisamente perdendo colpi!</spoiler> Mi è super piaciuto! 
Padre Catena.. IO HO AMATO PADRE CATENA!!! È colui che –sotto le spoglie di un prete cieco di Perelandro, il Disonesto Tutore (UN NOME, UN PROGRAMMA!!) - trova, plasma e segue i Bastardi Gentiluomini. Mi ha fatto morire dal ridere ma mi ha anche fatto super tenerezza, non so bene perché.. Non è proprio quello che si può definire un’affettuosa figura paterna per i Bastardi Gentiluomini.. Ma li cresce e gli insegna tutto ciò che può essergli utile in futuro: come comportarsi nelle più sfaccettate situazioni, come fregare il prossimo, come diventare esseri camaleontici e come fingere di essere semplici ladruncoli di ultima categoria. 
Spero vivamente che sia presente anche nel secondo volume, mi mancherebbe ç_ç
C’è Sabetha, che formalmente fa parte della lega dei Bastardi Galantuomini.. Appare poco e viene solo nominata e temo/spero che abbia un ruolo centrale nei prossimi volumi.. Io la odio, perché Locke la ama e secondo me le ha spezzato il cuore.. :DD
Menzione particolare al Ragno di Camorr. Non posso dire nulla per non fare spoiler clamorosi ma.. IO TI STIMO! AHAHAHAHAHAHAH! Mi ha fatto un sacco ridere, davvero!
Una cosa che mi è davvero piaciuta di tutti i personaggi, i buoni, i cattivi, i protagonisti o quelli di contorno è il loro essere umani. Non umani come contrapposto a elfi, animali e via discorrendo.. Intendo dire che non sono macchinette perfette senza difetti, anzi, ne hanno a tonnellate! Li amo tutti, davvero!

Il romanzo è corposo, ma non fatevi spaventare dalla lunghezza del testo perché una volta entrati nel mondo dei Bastardi Galantuomini niente riuscirà a distrarvi dalle loro rocambolesche avventure e disavventure. Ammetto che inizialmente non mi sono abituata subito alla storia perché l’ambientazione nuova e particolare, originalissima, affascinante e strana, mi deconcentrava e mi faceva perdere il filo del discorso; bisogna stare molto attenti, infatti, nelle parti descrittive perché il libro è pieno zeppo di nomi di città, zone e cose sconosciute che, se non si assimilano bene, possono causare un calo di attenzione e la nascita di una confusione riguardo ai luoghi che ci vengono presentati sin nel minimo dettaglio e con un’immaginazione lodevole e senza freni. 
Lo stile di Lynch è dettagliato ma non tedia, anzi scorre via velocemente e riesce a dare un quadro totale delle varie situazioni in cui si trovano coinvolti i protagonisti. La narrazione è in terza persona e non sempre segue il punto di vista di Locke, ma anche quello di altri personaggi principali o secondari, così spesso il lettore si trova a sapere cose che i Bastardi Galantuomini ancora non sanno e a trovarsi con il battito a mille in attesa di vedere come se la caveranno stavolta e quali piani dovranno progettare per scampare alla sorte peggiore. Non nego di essere stata deliziata dagli intrighi e dalle bugie pensate da Locke e dal suo modo elegante di gestire i furti a discapito delle famiglie signorili. Sì, è vero, i protagonisti di questa storia sono ladri ed è scorretto simpatizzare con persone che rubano agli altri e non svolgono un mestiere onesto, ma quando si tratta dei Bastardi Galantuomini si può fare un’eccezione perché fanno passare le loro gesta quasi come semplici passatempi e non come enormi truffe. Insomma, vederli all’opera è come guardare una recita spassosa e divertente e non si può non tifare per loro, per quanto sbagliato sia il comportamento che adottano. 
Elemento imbattibile del romanzo sono i dialoghi. Brillanti, sagaci, irriverenti, divertenti, intelligenti…è stato un vero e proprio piacere leggere le battute che uscivano dalle bocche dei personaggi. Spesso aspettavo di sapere che cosa avrebbero detto Locke o Jean o Catena di una determinata situazione e mai sono rimasta delusa dalle loro chiacchiere, sempre utili e funzionali alla trama ma anche ricche di quotidianità e leggerezza.
L’originalità e il valore di questo libro sono indiscutibili e posso affermare con certezza di reputarlo uno dei migliori nel panorama fantasy. La lettura è stata piacevole e appassionante e ho amato questa storia dall’inizio alla fine, nonostante alcuni colpi di scena duri da digerire e alcune situazioni che non si sono risolte come avevo sperato, ma si sa…gli scrittori bravi come Lynch si divertono ad essere cattivelli! Consiglio “Gli inganni di Locke Lamora”??? Assolutamente sì. A tutti. Ai lettori che amano il fantasy, a coloro che adorano le storie inconsuete e ironiche ma anche ricche di azione e pathos adrenalinico, e soprattutto a tutti coloro che vorranno entrare in un mondo pericoloso e affascinante e festeggiare la vita brindando con un gruppo di amici indimenticabili, i Bastardi Galantuomini.
Vorrei spendere due parole sull’ambientazione. Che in parte è responsabile dello smarrimento che mi ha accompagnato all’inizio del racconto. L’ambientazione creta da lynch è qualcosa di completamente nuovo. Se per altri fantasy passiamo aggrapparci al mondo medievale o al mondo del passato e partire da lì, con questo libro non possiamo. Dobbiamo fare tutto noi..e spesso mi capitava di non riuscire a stare al passo con i nomi e le descrizioni che l’autore propone. Ha dato un nome a ogni dettaglio, dai mesi dell’anno alle varie parti della giornata, ai venti, alle malattie imperanti ai diversi dei etc..un mondo complesso, i cui ingranaggi si muovono alla perfezione senza incepparsi.
Lo stile è limpido e lineare, il ritmo sostenuto ma non precipitoso, si legge velocemente e nonostante il mio iniziale smarrimento, una volta che l’immaginazione riesce a prendere il passo con gli occhi che scorrono le parole, il mondo che si dispiega davanti è incredibile.Uno stile a tratti rude schietto, così come dev’essere la vita di coloro che scelgono la strada come maestra. 
Ho decisamente preferito le parti in cui si narrava dell’infanzia di locke e del suo addestramento con Padre Catena. Un altro dei personaggi che ho amato di più. E che incarna questa schiettezza.
Grande storia, ottimi personaggi.. Ma non sarebbe lo stesso libro meraviglioso se fosse stato scritto da un altro autore, ne sono sicura. Lo stile di Scott Lynch è qualcosa di memorabile, davvero!
Non è un libro per chi si scandalizza per un po’ (ehm, un bel po’! :D) di parolacce.. ma davvero, non l’ho sentito un libro volgare o con parolacce ‘gratuite’. In qualche modo, queste fanno parte della storia in maniera incredibile.. Le sento giustificate, insomma! Mi è capitato di storcere il naso in qualche libro per un uso gratuito e sconsiderato di volgarità.. Però davvero, ci stanno troppo bene! La realtà di Camorr in questo modo è esaltata in tutto il suo splendore. 
**Parentesi sull’ambientazione: M-E-RA-V-I-G-L-I-O-S-A. Scott Lynch descrive la città così bene che mi sembrava di essere lì, di sentirne gli odori, i rumori e vedere con i miei occhi tutte le numerosissime imperfezioni.
E poi il modo in cui descrive ogni dettaglio, facendo delle piccole introduzioni quando necessario.. E’ amore, davvero! Scott Lynch è doppiamente benedetto: ha fantasia e sa scrivere. GO for it, Scott!! 
(Si è capito che ho adorato il libro?!)

*citazioni*

“Rubo soltanto perché la mia povera cara famiglia ha bisogno di soldi per vivere!”
“Bugiardo!”
“Rubo soltanto perché questo mondo malvagio non mi permette di trovare un lavoro onesto!”
“Bugiardo!”
“Rubo soltanto perché devo mantenere quel povero pigrone del mio fratello gemello, la cui indolenza ha spezzato il cuore di nostra madre!”
“Bugiardo!”
“Rubo soltanto perché sono rimasto temporaneamente vittima di cattive compagnie”
“Bugiardo!”
“Rubo soltanto perché mi ci diverto un casino!”
“Bastardo!”

“A Camorr si dice che la differenza tra commenrcio onesto e disonesto è che, quando un affarista rovina qualcuno, non ha la cortesia di tagliarli la gola per concludere l’affare”

“«È lui il doktore. Io, la gente, son bravo solo a romperla; mica la rimetto insieme» si scusò Jean.

«No, mi sono ammalato dopo una battaglia.Qualcosa di più della solita cacarella e dei piedi indolenziti.Una febbre logorante. Non riuscivo a marciare e sembrava che stesi morendo, così mi hanno lasciato indietro…Me e molti altri.Affidati alle cure di certi sacerdoti itineranti di Perelandro»«ma non sei morto».«Sei in gamba, a dedurlo da prove tanto esili, dopo aver vissuto con me solo per gli ultimi tre anni»

«Quando non sai tutto quello che potresti sapere, è il momento buono per chiudere quella fottuta grancassa ed essere educato.»
«Perché, Locke Lamora, un giorno pranzerai con i baroni, conti e duchi. Pranzerai con mercanti, ammiragli, generali e signore d’ogni sorta! E quando avverrà…»Catena mise due dita sotto al mento di Locke sollevandogli il capo, per guardarlo negli occhi. «Quando avverrà, quei poveri idioti non avranno la più vaga idea di pranzare, in realtà, con un ladro.»

“Capisci come i nostri atti, che dall’esterno potrebbero sembrare puramente crudeli e ladreschi, sono in realtà in un certo senso opportuni, se li guardi nel modo giusto?”
Come ti chiami, ragazzo?» «Lamora.» «I tuoi genitori devono esser stati ben tirchi, a non darti altro che un cognome. Come altro ti hanno chiamato?» Il piccolo parve meditarci su molto intensamente. «Mi chiamo Locke, come mio padre.»

Se avesse uno squarcio sanguinante in gola e un doktore stesse cercando di ricucirlo, Lamora ruberebbe ago e filo e morirebbe ridendo. Ruba… troppo.» «Ruba troppo», ripeté il sacerdote Senzocchi. «Ruba troppo. Fra tutte le lagnanze, non avrei mai pensato di sentir questa da uno che 

«È una pena, a volte, questo fingere d'esser poveri.» Locke si guardava intorno sognante,

«Hai ragione come sempre, Jean. La cupidigia prima dell'immaginazione.

«A volte penso che tutta quanta la città è stata messa qui soltanto perché gli dei devono adorare il crimine. I borsaioli rapinano la gente comune, i mercanti rapinano chiunque riescano a infinocchiare, Capa Barsavi rapina i rapinatori e la gente comune, la piccola nobiltà rapina quasi tutti e il Duca Nicovante ogni tanto se ne scappa col suo esercito e rapina Tal Verrar o Jerem fino alle mutande, per non parlare di quello che fa ai suoi nobili e alla sua gente comune.» «Perciò noi saremmo i rapinatori dei rapinatori, che fingono di essere rapinatori che lavorano per un rapinatore di altri rapinatori», commentò Cimice.

«Pensate a quello che facciamo come, ah, una sorta di tassa segreta sui nobili con più denaro che prudenza.

«Guardie ubriache e barcollanti in pieno giorno, e guarda che cosa succede nel dannato distretto dei Templi mentre loro stanno a cazzeggiare…»

Don Lorenzo e «Mastro Eccari» si scambiarono ancora un po' di convenevoli; infine Galdo si lasciò infilzare dalla versione più educata possibile di un «Grazie, ma togliti dai coglioni».

«Dieci per il barile. E un altro per dimenticare tutta questa storia, eh?» «Santo demonio, la mia memoria dev'essere defunta, non mi ricordo per cosa mi state pagando.» «Brav'uomo.»

Be', diciamo che mi sono invitato a entrare, son saltato dentro uno e gli ho detto che se mi lasciava star lì e mi consegnava dopo Falsaluce ci sarebbero stati otto soloni per lui.» «Otto?» Calo si grattò il mento. «Quel bastardo sfacciato me ne ha appena chiesti dieci e ne ha avuti undici.» «Ah, be', non importa.» Cimice tossì. «Mi annoiavo a star seduto nel barile, così gli ho sfilato il borsellino. C'era dentro l'equivalente di due soloni in monetine di rame. Una parte l'abbiamo recuperata.» «Stavo per compatirti per aver passato mezza giornata in un barile, ma questa è stata una bella stupidaggine», disse Galdo. «Oh, avanti!» Cimice sembrava sinceramente ferito. «Lui crede che io sia stato nel barile per tutto il tempo, perché dovrebbe sospettare di me? E tu gli hai appena dato un mucchio di soldi, quindi perché dovrebbe sospettare di te? È perfetto! Locke lo apprezzerebbe.» «Cimice, Locke è nostro fratello e il nostro amore per lui non ha confini», replicò Calo. «Ma le tre parole più letali nella lingua Therin sono 'Locke lo apprezzerebbe'». «Uguagliate soltanto da 'Locke mi ha insegnato un nuovo trucco'», aggiunse Galdo. «L'unica persona che la passa liscia coi giochi di Locke Lamora…» «… è Locke…» «… poiché noi pensiamo che gli dei lo stiano conservando per una morte davvero grande. Una roba con coltelli e ferri roventi…» «… e cinquantamila spettatori acclamanti.» I fratelli si schiarirono la gola all'unisono.

«È stato un incidente», disse Locke infine. «Sono stati entrambi incidenti.» «Scusa? Devo averti sentito male.» Gli occhi di padre Catena si strinsero nel debole bagliore rosso della minuscola lampada di ceramica di Locke. «Giurerei che hai appena detto: 'Buttami dal parapetto, sono un piccolo casinista inutile e sono pronto a morire in questo stesso istante'.»

Locke tornò a osservare i ballerini con le funi, sentendo con loro una strana affinità. Non erano i soli ad avere un'ampia occasione di incasinare una delicata pubblica messa in scena, quella mattina.

Se il Don ne fosse stato al corrente, di lì a un paio di secondi Conté avrebbe tentato di inchiodarlo al tavolo con i suoi stiletti. E Jean avrebbe tirato fuori le asce che aveva nascosto sotto la parte posteriore della casacca, e sotto il tendone di seta tutto il gruppetto si sarebbe trovato molto, molto a disagio: un piano saltato non era mai una cosa simpatica.

«Che c'è? Arrabbiato? Diamine, sì, è logico… Arrabbiato di aver incasinato tutto. Di non essere in gamba quanto pensi. Arrabbiato che gli dei abbiano dato a tanta altra gente lo stesso tipo di cervello che hanno dato a Locke Lamora. Che porcata, eh?»

«Che tipo di coltello è questo?» Locke sollevò un utensile arrotondato per imburrare, mostrandolo a Catena. «È tutto sbagliato. Non si può uccidere nessuno, con questo.» «Be', non molto facilmente, te lo garantisco, ragazzo mio.» Catena guidò Locke nella collocazione del coltello da burro e di piattini e scodelle assortiti. «Ma, quando l'alta società si riunisce a cena, è scortese far fuori la gente con qualcosa che non sia veleno. Quell'affare serve a raccogliere il burro, non ad affettare trachee.»

«Uno degli affaroni speciali del tuo vecchio padrone. Dotata, ragazzo mio, dotata, come siete voi, di un talento preternaturale per irritare gli altri.» «È di noi che sta parlando», affermò Calo. «Ben presto sarai compreso anche tu», sorrise Galdo. «Silenzio, imbecilli.» Catena versò uno schizzo di vinomercurio nel bicchiere di Locke, e glielo restituì.

Che cosa dannatamente stupida, sconsiderata, idiota e ridicola! Non ho parole per esprimere la mia ammirazione.»

«Se metti il cervello di Durant in un ditale pieno d'acqua, sembrerà una nave sperduta in mezzo al mare», commentò Jean.
In una battaglia leale, quasi certamente l'uomo del Don avrebbe dipinto i muri col sangue di Calo e Locke, dunque era ragionevole che quella battaglia fosse la più sleale possibile.

«Per il bene della mia educazione morale, immagino.» «No, stavolta sto davvero facendo solo il bastardo scansafatiche», rispose Locke.

«Per amor mio… Be', assecondalo e basta. Fallo contento, hai capito?» «Nessun garrista che ami la vita ha mai provato a fare altrimenti. Credi che io sia il tipo da arrivare, in un giorno come questo, e strattonargli i calzoni di proposito? Se tuo padre dice 'Abbaia come un cane', io chiedo: 'Di che razza, Vostro Onore?'»

Cominciamo a traballare, d'accordo? dissero le ginocchia di Locke, ma a quella offerta seguì una controproposta da parte del suo buonsenso: restare semplicemente immobili e non fare nulla, come uno che cammina nell'acqua e vede un'alta pinna nera venirgli dritto incontro.

Ed ecco perché, quando ti trovi faccia a faccia con uno di loro, ti inchini fino a grattar la terra e badi bene a dire 'Signore' e 'Signora'.» …
 «Bell'uccello, stronzo», disse Locke. Il Mago dell'Alleanza lo fissò con freddezza, perplesso.

«Scusami», disse Jean. «Spero di non averti fatto troppo male.» «Non occorre che ti scusi», borbottò Locke. «Me lo meritavo davvero, credo.» «La minaccia di uno stomaco vuoto fa presto a riaccendere la saggezza.» Catena sogghignò. «Le avversità sono capricciose, Locke. Non si sa mai quale particolare qualità in te o in un altro ti permetterà di superarle. Per esempio, alzate la mano se per caso il vostro cognome è Sanza.» Calo e Galdo obbedirono, un po' esitanti. «Tutti quelli che si chiamano Sanza possono unirsi al nostro nuovo fratello a cena, stasera», dichiarò Catena. «Mi piace un sacco essere usato come esempio!» disse Galdo.

Sparale bene, le tue stronzate, pensò, sparale molto bene.

«Perché il Re Grigio avrebbe ucciso Nazca?» «Per ottenere l'attenzione del Capa.» Locke sospirò. «Per spaventarlo, cosa che di certo non gli è riuscita, o per farlo incazzare al di là di ogni umano limite, cosa che gli è riuscita.»


Potremmo comprare titoli a Lashain; facciamo conte Cimice e ci sistemiamo come suoi domestici.» «O facciamo conti noi stessi e sistemiamo Cimice come nostro domestico», lo corresse Calo. «Lo facciamo correre avanti e indietro. Sarebbe ottimo per la sua educazione morale.»

«Disonesto Tutore», disse Locke alla stanza vuota. «Se ti ho fatto incazzare per qualche ragione, non c'è bisogno di farla tanto complicata per castigarmi. E se non ti ho fatto incazzare, be', prego che tu continui a trovarmi divertente.»

«Ho bisogno di te», disse il Falconiere. «Ma ti voglio mansueto e grato della mia sopportazione. I tuoi amici sono un'altra faccenda. Vuoi che faccia questo a Cimice, mentre tu guardi? O che lo faccia ai Sanza?» «No… ti prego, no», gridò Locke, rattrappito dallo strazio, le mani premute sulla sinistra del petto. Si ritrovò a strapparsi la tunica, pazzo di dolore come un animale. «Loro no!»

«Pare che la pozioncina di Jessaline abbia riportato su tutti i miei pasti degli ultimi cinque anni», disse Locke. «Non mi resta altro da sputare se non l'anima nuda e cruda. Accertati che non stia navigando in uno di quelli, prima di buttarli via, eh?» Le mani gli tremavano mentre sbriciolava nella brocca la corteccia secca di pino di Somnay; non se la sentiva di perder tempo con un'infusione come si deve. «Mi pare di vederla», disse Jean. «Ed è un brutto affarino storto; stai meglio senza, lasciamo che si perda in mare.»

«Ma non sei morto.» «Sei in gamba, a dedurlo da prove tanto esili, dopo aver vissuto con me solo per gli ultimi tre anni.»

«Giustificato», gorgogliò Cimice. Il sangue gli scorreva dagli angoli della bocca. «Sono… non un secondo? Non… apprendista? Un vero Bastardo Galantuomo?» «Non sei mai stato un secondo, Cimice. Non sei mai stato un apprendista.» Locke singhiozzò.

«Vi prometto un'offerta di morte, fratelli», mormorò Locke dopo aver finito. «Vi prometto un'offerta che gli dei terranno in considerazione. Un'offerta che farà sembrare poveracci gli spettri di tutti i Duchi e i Capa di Camorr. Un'offerta in sangue, oro e fuoco. Lo giuro su Aza Guilla che ci unisce, e su Perelandro che ci ha dato rifugio, e sul Disonesto Tutore che posa il suo dito sulla bilancia quando le nostre anime sono pesate. Lo giuro a Catena, che ci ha tenuti al sicuro. Imploro il perdono per non essere riuscito a fare altrettanto.» Locke si costrinse ad alzarsi e rimettersi al lavoro.

«Vuoi vivere?» domandò Locke. L'assassino non disse nulla. «Era una domanda semplice, e non la ripeterò più. Vuoi vivere? «Io… sì», rispose l'uomo, a bassa voce. «Allora ho il piacere di negarti la tua preferenza.» Locke si inginocchiò accanto a lui, cercò sotto la propria camicia e tirò fuori un sacchetto di pelle che aveva appeso al collo con uno spago.

«Quando vedrai il Disonesto Tutore, digli che Locke Lamora è lento a imparare, ma impara bene. E, quando vedrai i miei amici, di' loro che ce ne sono altri come te, in arrivo.»

«Da' retta a Mastro Ibelius, Locke, e smettila di fare il muso.» Jean gli diede una pacca sulla spalla. «Prendila come un'occasione di esercitare la mente. Raccoglierò tutte le altre informazioni che posso, sarò il tuo braccio. Dammi un piano per fare lo sgambetto a quello stronzo, e io lo spedisco all'inferno. Per Calo, Galdo e Cimice.»

«Se ce la faccio a muovermi, credo che prenderò sette od otto corone e andrò giù in città domani, allora.» «Giù in città? Hai un piano?» «No, neanche l'ombra. Non ne ho la più stramaledetta idea. Ma non cominciano così tutti i miei progetti migliori? Troverò un'apertura, in qualche modo… E poi mi butterò a capofitto, immagino.»

A Camorr si dice che la differenza tra commercio onesto e disonesto è che, quando un affarista onesto rovina qualcuno, non ha la cortesia di tagliargli la gola per concludere l'affare.


Sette corone di ferro bianco, otto tirinni d'oro e qualche solone d'argento tintinnavano nel portamonete di Locke. Era completamente disarmato. Aveva soltanto una vaghissima idea di quello che avrebbe fatto o detto se il suo incertissimo piano fosse andato storto. «Disonesto Tutore, entrerò in questa casa di credito e ne uscirò con quanto mi occorre. Gradirei il tuo aiuto. E, se non me lo darai, va' pure al diavolo. Uscirò con quello che mi serve, comunque.»

«Ne hai di faccia tosta, a fare la parte di un sacerdote di Aza Guilla», osservò l'altra. «Chiedo scusa? Voi stavate per uccidere un sacerdote di Aza Guilla.» «Sì, be', pare che tu ci abbia salvato da quel particolare sacrilegio, no?» «Molto opportuno», disse l'altra sorella. «Non mi sarei mai sognata che fosse così facile.»

«Stai sanguinando parecchio, Tannen. Non sopravvivrai a questa notte, bastardo fottuto.» «Bastardo Galantuomo, vuoi dire. È possibile che sia vero. Ma sai una cosa? Calo e Galdo Sanza stanno ridendo di te, troia.»

«Sono la cautela fatta persona.» «Ohibò, se così stanno le cose, mi auguro di non incontrare mai l'avventatezza fatta persona.» «Ibelius, lascialo in pace», gemette Jean. «Lo stai assillando senza prima aver avuto la decenza di sposarlo.»

«Questi doktori sono una comodità, ma credo che la prossima volta dovremmo pagare un sovrappiù per la versione silenziosa, Jean».

«Disonesto Tutore», sussurrò Locke. «Lo farò, ma l'unica cosa che ti chiedo, l'unica fottuta cosa, è che quando sarà finito mi farai dimenticare. Mi ruberai questo ricordo dalla testa. E, finché avrò respiro, non salirò a più di un metro da terra. Sia lode a te.»

«I Bastardi Galantuomini non si abbandonano tra loro, e non fuggiamo quando abbiamo una vendetta da compiere.»

«Fine del discorso, Jean; sei ridotto troppo male per essere d'aiuto. Io sono sano, sono arrabbiato e sono ovviamente pazzo. Potrebbe succedere qualunque cosa. Ma devo andare, ora.» Locke strinse la mano a Jean, andò alla porta, si voltò. «Taglia la lingua a questo fottuto bastardo.» «Hai promesso», strillò il Falconiere. «Hai promesso!» «Non ti ho promesso un cazzo. Ai miei amici morti, invece… A loro ho fatto certe promesse.»

«Ma avreste potuto accontentarvi del semplice furto», disse Locke. «Avrei dato tutto per tenere in vita Calo, Galdo e Cimice. Avrei dato tutto, se voi me l'aveste presentata così.»

«Quale ladro non combatte per tenere quello che ha?» «Uno che ha qualcosa di meglio», rispose Locke. «A noi interessava di più rubare che tenere; se tenere fosse stato tanto bello, avremmo trovato qualche maniera di usarla, tutta quella fottuta

«Sicché questa è la vendetta», bisbigliò Locke. «Già», sussurrò Jean. Dopo qualche istante, nuove lacrime bagnarono gli occhi di Locke, che li chiuse e scosse la testa. «È una merda.»

«Un giorno, Locke Lamora, combinerai un casino così superbo, così ambizioso, così travolgente che il cielo si illuminerà, le lune gireranno e gli dei stessi cacheranno comete con gioia. E spero solo di essere ancora in circolazione per vederlo.» «Oh, per piacere. Non succederà mai», dichiarò Locke.

«Jean, tu sei un amico migliore di quanto avrei mai potuto immaginare prima di conoscerti; ti devo la vita tante di quelle volte che ho perso il conto. Preferirei morire io, piuttosto che perderti. E non soltanto perché sei tutto ciò che mi resta.»

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