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Il veleno sulle labbra

RECENSIONE "IL VELENO SULLE LABBRA" DI LAUREN OLIVER

Buon mercoledì sera amici ^-^ Oggi vi propongo la recensione del racconto "Il veleno sulle labbra" ambientato nel mondo di "Delirium" (-> qui la mia recensione se vi interessa) e scritto dalla talentuosa e terrificante Lauren Oliver. Per chi si stesse chiedendo perché mi permetto di presentare questa scrittrice con il termine "terrificante" ecco la mia spiegazione: i suoi finali sono tragici e dolorosi e quando si legge un libro della Oliver si è inevitabilmente assaliti dalla totale disperazione, quindi la paura è una cosa che non si può non avere leggendo i suoi romanzi. Io sono alquanto terrorizzata dalla sua vena drammatica e non trovo altro aggettivo per descrivere la sua mente se non terrificante (in senso buono, ovviamente) :D  
Chi di voi ha letto almeno uno dei suoi libri potrà capirmi alla perfezione (se vi è piaciuto), chi non l'ha fatto, invece, dovrà assolutamente rimediare! Insomma, che state aspettando??? Leggete la saga di "Delirium" ed entrate anche voi nel circolo della disperazione ;-)

Titolo: Il veleno sulle labbra
Titolo originale: Hana
Autore: Lauren Oliver
Editore: Piemme
Collana: Piemme Shots
ISBN: 9788858507117
Prezzo: € 0.99
Genere: Racconto
Sottogenere: Distopia, Young Adult 
Anno di pubblicazione: 2012

Trama
Per Hana è l'ultima estate prima di essere "curata" dalla sua capacità di amare, una procedura programmata per tutti i ragazzi della sua età. Un'estate fatale di tentazioni, dubbi e paure. Un'estate sospesa, trascorsa fra elettrizzanti feste clandestine e noiosissime cene di convenienza con la famiglia del suo prescelto, in attesa della procedura che la libererà per sempre dai disordini creati dal morbo dell'amore. Un'estate in cui anche la sua amicizia con Lena diventa un'incognita, come il suo futuro. Un sorprendente racconto digitale ambientato nel mondo di Delirium.

Il mio voto

La mia recensione

Ho letto “Delirium”, primo volume della saga omonima scritta da Lauren Oliver, qualche mese fa e la storia, l’intreccio, i personaggi e il mondo distopico creato dall’autrice – dove l’amore è una malattia che deve essere curata – mi hanno semplicemente ammaliato e mi sono innamorata di questa saga. 
Il veleno sulle labbra” è un racconto ambientato nel mondo di “Delirium” e narrato dal punto di vista di Hana, la migliore amica di Lena (protagonista della serie). È una chicca che gli amanti di questa saga non possono certo lasciarsi scappare, anche per capire meglio alcuni eventi che accadono nel primo libro. 
Hana è la ragazza bella e ricca, ribelle e vivace, coraggiosa e selvaggia, che vuole a tutti i costi scoprire la vita vera e libera dalle regole imposte dalla cura per il Delirium Amoris Nervosum. Ascolta musica illegale e partecipa a feste proibite, mette a rischio la sua amicizia con Lena pur di inseguire il suo sogno di libertà. Lei vuole sapere cos’è davvero l’amore, cosa si prova ad amare ed essere amati, e quando incontra Steve pensa di averlo capito, ma la realtà è diversa e quando l’illusione crollerà si porterà via tutte le sue speranze. Quello che credeva giusto è sbagliato, e quello che credeva sbagliato è giusto. Una volta compresa questa verità decide di tornare da Lena e raccontarle tutto: la sua infatuazione per quel ragazzo che, invece, voleva solamente divertirsi, la sensazione di ridicolo che l’attanaglia dopo aver capito di aver sbagliato, il pericolo scampato e la vergogna per aver pensato che la cura fosse un errore. Ma, quando finalmente decide di confidarsi, scopre che Lena ha trovato l’amore vero e che ora è troppo tardi per farle capire… Un groviglio di sentimenti ed emozioni si fa largo nel suo cuore: invidia, felicità, gelosia, incredulità, paura, stupore, amarezza. Come un veleno sulle sue labbra, queste emozioni la condurranno verso una scelta sbagliata e irrevocabile. 

La penna della Oliver è sempre la stessa lama affilata che avevo scoperto in “Delirium”, un compendio di emozione e oggettività che penetra nel cervello e lo riempie di parole che sono indelebili e vive. Le sue descrizioni sono talmente reali da sbalordire, ogni dettaglio è accuratamente tratteggiato e sembra proprio di essere lì, insieme ai drammatici personaggi di questa storia. La prosa è scorrevole e il racconto si legge in un soffio, forse avrei voluto qualche pagina in più, ma nonostante la brevità sono di nuovo riuscita ad immergermi completamente nella fredda realtà di un mondo privo di amore e ad entrare in sintonia con Hana. Mi è sempre piaciuto questo personaggio, spesso l’ho trovato anche più vivido di Lena, e credo sia una figura indispensabile in “Delirium” sia per creare una sorta di equilibrio emotivo che per far capire meglio Lena. Sì, Hana è un brillante espediente che la Oliver utilizza per approfondire il carattere schivo della protagonista; tramite la voglia di ribellione della sua migliore amica, infatti, è più facile vedere la personalità di Lena perché la differenza abissale tra le due permette di focalizzare meglio l’attenzione sulle loro mentalità opposte e, di conseguenza, sulla crescita della seconda. In queste pagine l’autrice continua a farci scoprire il divario tra le due ragazze, che nonostante tutto rimangono amiche, ma che alla fine saranno ugualmente divise dalla diversità di opinione e dalle scelte. È interessante vedere come la ribelle Hana, in seguito a una delusione, diventi docile e devota alle regole imposte dalla società, mentre Lena, insicura e timorosa, acquisti coraggio e determinazione e sia pronta a dire addio al suo passato per afferrare un futuro d’amore. 

Hana è una ragazza piena di timori e dubbi, insicura, che tenta di afferrare le occasioni che le vengono date e che, purtroppo, non ottiene ciò che desidera. Non si può fare a meno di affezionarsi a lei e di provare le stesse emozioni di fronte alla realtà che le viene offerta e da cui non ha scampo, di fronte alla sua solitudine incompresa. La gelosia nei confronti di Lena e della fortuna che le è capitata è forte e si sente benissimo, ma in fondo come darle torto? Lei ha cercato a lungo e senza risultati quello che l’amica ha trovato inaspettatamente e che non voleva, e risulta difficile e doloroso accettare l’impensabile. Questo personaggio è sicuramente sfaccettato, imprevedibile e triste e, mentre si legge, si avverte quasi il bisogno di andare lì e consolarla perché il suo sogno è andato in frantumi e si è rivelato un abbaglio. Lei ha avuto il coraggio di tentare di evadere dalla prigione del suo mondo, eppure i suoi sforzi sono stati vani e la ricompensa è andata a Lena. Insomma, io non ho potuto fare a meno di commuovermi di fronte alle debolezze e alle delusioni di Hana. 
Il veleno sulle labbra” è un racconto ben scritto, emozionante e doloroso, e che approfondisce alcuni particolari essenziali per comprendere fino in fondo gli eventi che accadono in “Delirium” e per osservare più da vicino la personalità fragile e vulnerabile che Hana cela sotto i capelli biondi e gli occhi azzurri. Se avete amato il primo volume della saga dovete assolutamente leggerlo! Non ve ne pentirete! 

                                                                                                                                              Monia Iori 


Questa recensione partecipa alla TRIBUTES READING CHALLENGE
Distretto 12, Romanzi Distopici

Annabel

ARRIVA "ANNABEL" DI LAUREN OLIVER, NOVELLA AMBIENTATA NEL MONDO DI "DELIRIUM", CHE RACCONTA LA STORIA DELLA MADRE DI LENA.
Quando girovagando su internet mi sono imbattuta in questa succulenta uscita, i miei occhi per poco non sono usciti fuori dalle orbite. Chi mi segue sa quanto amo "Delirium"(qui la mia recensione), romanzo distopico dove l'amore è considerato una malattia da curare, scritto dalla bravissima Lauren Oliver, quindi, potete immaginare quanto io aspetti di leggere "Pandemonium", l'attesissimo seguito che in Italia uscirà nel 2013. Uno dei misteri di Delirium riguarda proprio Annabel, la madre scomparsa di Lena, e durante la lettura del libro mi sono spesso chiesta qual era la vera storia di questa donna, che ci viene descritta come un'inarrestabile e orgogliosa combattente dell'amore. Ed ora??? Eccomi accontentata! 
Il 26 dicembre, infatti, uscirà in e-book per la HarperCollins "Annabel", novella ambientata sempre nel mondo di Delirium e che vede come protagonista la madre di Lena. Come è già avvenuto per "Hana", altra novella scritta dal punto di vista della migliore amica di Lena (devo leggerla al più presto!), questi spin-off colpiscono il segno. Sono delle vere e proprie chicche che non fanno altro che aumentare la voglia di leggere ancora e ancora e ancora storie di questo mondo distopico che mi ha sorpresa e agguantata, emozionata e terrorizzata, e che sono restia ad abbandonare così facilmente.
Amore, rinuncia, sacrificio, ribellione sono solo alcuni degli ingredienti che la Oliver ha inserito in questo prezioso racconto e che -sono certa- conquisterà tutti coloro che hanno amato "Delirium" e che vogliono sapere di più dei suoi indimenticabili protagonisti! Io non vedo l'ora di leggerlo e spero di vedere "Annabel" presto pubblicato anche qui in Italia!

Titolo: Annabel
Autore: Lauren Oliver
Editore: HarperCollins
ISBN: 9780062237385
Pagine: 50 p.
Prezzo: $ 2.99
 Genere: Novella
Sottogenere: Distopia, Romance
Anno di pubblicazione: 2012

Trama 
(tradotta da me)
La madre di Lena, Annabel, è sempre stata un mistero -un fantasma nel passato di Lena. Fino ad ora. Annabel si è presumibilmente suicidata quando Lena aveva solo sei anni. Questa è la bugia con la quale Lena è cresciuta, ma la verità è un'altra. Adolescente ribelle, Annabel fuggì da casa e si diresse dall'uomo che lei sapeva essere destinata a sposare. Il mondo era diverso allora -i regolamenti non erano così rigorosi, la cura era in vigore solo da un decennio. Andando avanti nel presente, Annabel è segregata in una sporca cella, dove nutre la speranza di fuggire e graffia una sola parola più e più volte nel muro: Amore. Ma Annabel, come Lena, è una combattente. Attraverso capitoli che si alternano tra passato e presente, Annabel rivela la storia che si nasconde dietro il fallimento della sua cura, il suo matrimonio, la nascita delle sue bambine, la sua prigionia, e, infine, la sua rocambolesca fuga. 

***

Never Sky. Sotto un cielo selvaggio - Le origini

Recensione "Never Sky" di Veronica Rossi

Buongiorno a tutti i miei lettori!!! Oggi vi posto la recensione di questo bellissimo libro che ho letto per "Una Challenge da fine del mondo" e che mi è piaciuto tantissimo! Per quanto riguarda la Challenge...che dire??? Ho perso pateticamente e clamorosamente...sono riuscita a leggere pochissimo in questo mese, quindi....Buuuuuuuuu per la sottoscritta!!! Mi rifarò con la prossima ^_^ Penelope e Debs sono autorizzate a prendermi a bastonate in testa :D

Titolo: Never Sky. Sotto un cielo selvaggio - Le origini
Titolo orginale: Under the Never Sky
Autore: Veronica Rossi
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
ISBN: 9788845425158
Pagine: 350 p.
Prezzo: € 17.00
Genere: Romanzo
Sottogenere: Distopia, Avventura, Young Adult
Anno di pubblicazione: 2012

Trama
Lo chiamano Never Sky, è un cielo violento, pervaso dall'Etere, sostanza che causa tempeste continue, morte, distruzione. La vita sicura è possibile solo dentro l'enclave Reverie, un mondo barricato, una biosfera ipertecnologica dove ogni pericolo, persino malattie e invecchiamento, sembra appartenere a un lontano passato. Fuori invece, nel dominio dell'Etere, non è dato avventurarsi, nessun abitante di Reverie oserebbe mai, perché la Fucina della Morte è una terra brutale e desolata, infestata da individui assetati di sangue. La bella e giovane Aria vive a Reverie: qui lei e i suoi amici possono scegliere di abitare infiniti mondi virtuali, come in un videogioco. Anche lei, al pari di tutti, teme l'ignoto oltre il confine del proprio Eden. E quando verrà ingiustamente cacciata dalla sua società di eletti, si ritroverà sola e disperata nella Fucina della Morte. È come essersi risvegliata all'improvviso in un corpo che non riconosce, in balìa di un mondo popolato dai discendenti reietti dell'umanità che, dopo la Grande Catastrofe, non hanno trovato rifugio a Reverie. Solo quando il suo sguardo incrocia quello selvaggio di Perry, un giovane Outsider ribelle, Aria comincia a intuire: quel luogo forse contiene la vita che non ha mai vissuto, le sensazioni che le erano negate nell'universo asettico in cui era cresciuta. Ma è anche la morte vera a minacciarla da ogni dove. Presto lei e Perry, opposti in ogni cosa, scopriranno di custodire l'uno la chiave per la redenzione dell'altro.

Il mio voto

La mia recensione

"Never Sky", primo volume della trilogia distopica "Under The Never Sky" ed esordio narrativo dell'autrice americana Veronica Rossi, è un romanzo intenso e primitivo, che mi ha trasportata in una realtà cruda e violenta, a metà tra un futuro disastrato e post-apocalittico e un medioevo moderno, dove la sopravvivenza è tutto ciò per cui si combatte.
I protagonisti della storia sono Aria e Perry, nemici per natura che il caso fa incontrare e diventare amici inaspettatamente. Aria è una ragazza che vive a Reverie, una delle Biosfere che gli uomini hanno creato per rifugiarsi dalla distruzione causata dalle tempeste di Etere e dalla devastazione del mondo. È una Stanziale e, come i suoi simili, indossa perennemente l'Iride, un dispositivo computerizzato che si attacca all'occhio e permette di avere accesso ai Reami, mondi immaginari minuziosamente ricostruiti dove gli Stanziali hanno la possibilità di vivere a loro piacimento, saltellando da un'epoca all'altra, con la capacità di assaporare le sensazioni senza mai provarle realmente.
Quando Bliss, una delle Biosfere dove la madre di Aria lavora come ricercatrice, viene danneggiata e in parte distrutta da una tempesta di Etere, Aria rimane improvvisamente senza sue notizie e, nel tentativo di sapere qual è stata la sorte della madre, ma soprattutto se è ancora viva, si fa coinvolgere in una pericolosa bravata che finirà con un tragico incidente. Aria, però, riesce a salvarsi grazie all'intervento di Perry, che si è infiltrato nella Biosfera in cerca di cibo per il nipote malato.
Perry vive al di fuori delle Biosfere, in quella che viene chiamata "Fucina della Morte", è un Selvaggio, fratello del Signore di Sangue del Popolo delle Maree, e il suo obiettivo principale è salvare suo nipote Talon dalla malattia e dalla morte. Perry è un Segnato, cioè una persona con uno dei sensi più sviluppato, ed è quindi molto importante per gli Outsider che, grazie all'utilizzo di queste stupefacenti capacità, possono sperare di vivere meglio e più a lungo; in particolare, Perry è ancora più prezioso in quanto possiede ben due sensi: l'olfatto e la vista. È un Sagace che riesce a sentire gli odori -persino quelli emanati dalle emozioni- e un Veggente che riesce a vedere ogni particolare (soprattutto di notte, qualità rarissima).
Dopo che Aria, a causa dell'incidente che ha provocato indirettamente, è cacciata da Reverie e abbandonata nella Fucina della Morte, incontra nuovamente Perry, che si è autoesiliato dalle Maree, e, nonostante la reciproca avversione, i due stringono un patto: Perry aiuterà Aria a ritornare a Reverie se lei lo aiuterà a ritrovare Talon che è stato rapito dagli Stanziali. Inizia così un viaggio rischioso e crudele attraverso un mondo distrutto dall'Etere e colmo di pericoli, dove l'unica certezza è la morte e dove Aria imparerà cosa significa provare delle vere emozioni.
"Never Sky" è un romanzo diverso dai soliti young adult, una storia viscerale dove non c'è spazio per banalità, distrazioni o superficiali giochi emotivi, perché ogni minuto di vita in quel mondo è più prezioso di qualsiasi altra cosa. Mentre leggevo, ho avuto l'impressione costante di avere tra le mani un libro che fosse solo in parte distopico, un libro che si divide a metà tra il futuro e la storia. Infatti, la scissione in Biosfere e Fucina della Morte sembra quasi un'alternanza tra futuro e passato; nelle Biosfere la realtà è governata pesantemente dalla scienza e dalla tecnologia, mentre nella Fucina della Morte la vita è arretrata, quasi ci trovassimo in una sorta di medioevo cruento con Signori e sudditi, duelli e giuramenti di fedeltà. È stata proprio questa dicotomia strutturale ad avermi affascinata maggiormente durante la lettura, l'esistenza di queste due realtà opposte che altro non sono che l'estensione delle personalità profondamente differenti di Aria e Perry.
L'ambientazione creata dall'autrice mi ha lasciata completamente senza parole per lo stupore. La complessità di questo mondo, architettato senza sbavature o incongruenze, mi ha permesso una totale immersione mentale nella storia, tanto che a volte ho creduto di indossare anch'io l'Iride e di vivere in due dimensioni contemporaneamente. La Rossi ha inventato dei dettagli che hanno reso questo mondo autentico e storico, come il ricordo di un tempo remoto (eppure recente) davvero esistito.
La narrazione è in terza persona con capitoli alternati che raccontano la storia dal punto di vista di Aria e Perry e devo dire che questa costruzione mi è piaciuta molto sin dall'inizio (non ho avuto difficoltà ad entrare nella storia, anzi, mi sono immediatamente ambientata), poiché mi ha permesso di conoscere approfonditamente i pensieri, i sentimenti, le emozioni e le reazioni di entrambi. Il tono conferito al romanzo dallo stile ruvido, crudo e descrittivo di Veronica Rossi è innegabilmente serio, quasi solenne in alcune parti, e realistico, sorretto da una trama solida e concreta e da un linguaggio sciolto che scorre senza intoppi. Le descrizioni dell'ambiente (soprattutto quelle della natura incontaminata che si è estesa sulla terra), dei suoni, degli odori, dei sapori sono un punto di forza del romanzo, perché circondano il lettore e lo catapultano all'interno dello scenario selvaggio e duro che caratterizza l'intreccio. Infatti, mi è sembrato di avvertire sulla pelle le stesse sensazioni che sentivano Aria e Perry, lo stesso freddo, la stessa paura, la stessa solitudine universale; questo stile aspro che mostra le sensazioni attraverso delle immagini mi ha colpito e ammaliato, anche se, in alcune scene dove non manca la violenza o in quelle di caccia, mi ha lievemente impressionato per la sua schiettezza e durezza.
Aria e Perry sono due protagonisti incredibili. La Rossi li ha delineati così intensamente e dettagliatamente che mi sembra quasi di conoscerli. Entrambi coraggiosi (anche se in modi diversi), entrambi feriti dalla realtà, entrambi con un enorme peso tragico sulle spalle... mi hanno travolta e ne sono ben felice. Ma il personaggio che amo di più è Roar, il migliore amico di Perry, un Auscultante (cioè con il senso dell'udito più sviluppato) innamorato di Liv (sorella di Perry), un ragazzo divertente e pieno di energia, fedele e leale, spavaldo, intelligente, spiritoso, una figura intrisa di luce in netto contrasto con quella di Perry, forgiata soprattutto da ombre e chiaroscuri.
La storia d'amore tra Aria e Perry mi ha fatto sospirare per tutto il tempo, non vedevo l'ora che arrivasse la svolta decisiva perché ero in trepida attesa, però quando è sbocciata mi ha un pò delusa. Tutto il pathos emotivo che mi ha tenuta con il fiato sospeso, infatti, mi è sembrato essersi esaurito con l'evoluzione e la crescita definitiva dei loro sentimenti. È una storia d'amore dolce, intensa e adulta, ma c'è un fattore che mi ha infastidito: la quasi immediata rassegnazione all'addio inevitabile. Aria e Perry si arrendono immediatamente davanti all'impossibilità della loro storia, come fosse una certezza alla quale non possono minimamente opporsi; è vero che entrambi hanno doveri importantissimi, ma come hanno deciso di combattere per il bene comune, dovrebbero lottare anche per il loro amore. Ovviamente, questo è il primo libro della trilogia, quindi mi aspetto un'evoluzione nei prossimi romanzi, tuttavia, ciò non toglie che per questo motivo c'è stato un calo di gradimento, da parte mia, nei confronti di Perry. Roar non si sarebbe mai arreso o rassegnato a priori!
"Never Sky" è un fantastico e originale romanzo d'esordio, un libro che consiglio con tutto il cuore, soprattutto a coloro che vogliono una lettura young adult avventurosa che racconti qualcosa di più di una storia d'amore e vogliono immergersi in un mondo pericoloso e selvaggio!

                                                                                                                  Monia Iori


*Questa recensione rientra in "Una challenge da fine del mondo"*

Delirium

RECENSIONE "DELIRIUM" DI LAUREN OLIVER

Come vi avevo accennato, ecco la recensione di "Delirium", un romanzo meraviglioso che mi ha incatenato alla sua storia e che sono felicissima di aver letto. Vi annuncio che odio ufficialmente il finale della Oliver perché mi ha fatto disperare (e mi avevano anche avvertita di prepararmi psicologicamente, ma, immersa nella lettura, mi ero dimenticata dell'avvertimento -.-), però, per il resto, adoro questo libro!!!

Titolo: Delirium
Autore: Lauren Oliver
Editore: Piemme
Collana: Freeway
ISBN: 9788856616989
Pagine: 383 p.
Prezzo: euro 18.00
Genere: Romanzo
Sottogenere: Distopia, Romance, Young Adult
Anno di pubblicazione: 2011

Trama
Nel futuro in cui vive Lena, l'amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un'operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l'ora di essere "curata", smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all'operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l'impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l'importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita...

Il mio voto

La mia recensione
"Delirium" è il primo volume della omonima trilogia distopico-romantica creata dall'autrice americana Lauren Oliver e un romanzo assolutamente imperdibile, unico e originale, e dannatamente triste.
"Delirium" ci trasporta in un futuro lontano dove molti aspetti della vita della società sono controllati dal governo e la malattia più pericolosa di tutte, proprio il "Delirium Amoris Nervosum", è stata finalmente sconfitta grazie ad una miracolosa cura a cui tutti gli esseri umani devono sottoporsi. L'amore, infatti, è considerata una vera e propria infezione mortale che può colpire qualunque individuo ed è per questo motivo che, al compimento del diciottesimo anno di età, tutti hanno l'obbligo di subire un'operazione al cervello che li renderà finalmente e definitivamente liberi dalla malattia. I "curati" vivono un'esistenza tranquilla e ordinata, perfettamente sicura e regolata nei minimi particolari, ma soprattutto priva di emozioni che comprometterebbero il corretto funzionamento della loro mente e del loro organismo; sono liberi dall'ansia, dalla trepidazione, dallo stress, dagli sbalzi umorali, dall'infelicità, dalla follia, dall'agitazione, dalla preoccupazione, dalla paura e dal dolore...liberi da tutto ciò che di negativo causa l'amore. Una situazione invidiabile a prima vista, se solo la cura non li privasse anche della loro vera essenza, della vitalità e della magia che solo l'amore è in grado di creare.
Lena frequenta l'ultimo anno di liceo e sta per compiere 18 anni; la procedura medica che la trasformerà in una curata è vicina e lei non sta più nella pelle: è il suo desiderio più grande e vuole essere curata più di qualsiasi altra cosa al mondo. Tuttavia, in modo del tutto casuale e improvviso, prima che possa rendersene conto e fare qualcosa per ribellarsi, succede la cosa più orribile che si può immaginare e le sue più segrete paure diventano realtà: contrae il DeliriumQuando conosce Alex e comincia a nutrire interesse nei suoi confronti sa che è sbagliato e inizialmente tenta di ostacolare questa sorta di virus malsano che cresce dentro di lei a dismisura, ma alla fine è costretta a cedere e a sottomettersi alla forza del sentimento. Perdutamente innamorata di Alex e della vita pulsante che le offre la sua costante vicinanza, inizia a vedere la società dove ha sempre vissuto con occhi completamente diversi e a considerare gli aspetti positivi del Delirium che sono stati sottratti per sempre all'uomo. Amare, però, è vietato e Lena ed Alex andranno incontro ad un destino triste e crudele...
"Delirium" è un romanzo intenso e drammatico, un viaggio profondo in un ipotetico futuro apatico che lascia senza parole o speranza. Il tema trattato dalla Oliver è sicuramente delicato, ma l'autrice riesce ad argomentarlo con sensibilità innata, riempiendo le pagine di un'intensità riflessiva travolgente e commovente. L'idea di creare un mondo dove l'amore è una malattia è geniale e, nello stesso tempo, inevitabile, perché è vero, l'amore è proprio questo -un virus, un morbo, una malattia meravigliosa e tragica di cui tutti vogliamo ammalarci- e la Oliver con questa storia dimostra di essere una narratrice sorprendentemente riflessiva e coraggiosa ed una formidabile osservatrice dei sentimenti umani.
Lena è una protagonista al cento per cento reale, una ragazza complessa, attanagliata da innumerevoli paure più che giustificate, con una personalità vivida e profonda che cerca incessantemente di emergere da sotto lo spesso strato di indifferenza e insensibilità che le hanno inculcato nella testa da quando era bambina, e che scopre di essere più forte e coraggiosa di quanto abbia mai supposto, talmente desiderosa di vivere pienamente la vita che le è stata donata e di afferrare la vera felicità da sfidare a testa alta la dittatura che vuole sottrarle la capacità di amare.
Tutti i personaggi di questa storia sono indimenticabili e caratterizzati a tutto tondo senza risultare mai banali, scontati o ripetitivi. Alex, che riesce con la sua spontaneità e la controllata spensieratezza a svegliare Lena da quell'immobilità emotiva a cui è destinata, è intelligente, sincero, leale, determinato, sicuro di sé, un ragazzo guidato da un'invidiabile forza di volontà e dall'incrollabile fede nel potere dell'amore che si rifiuta di vivere come gli è stato imposto; verdetto? Impossibile non innamorarsi di lui! Hana, la migliore amica di Lena, è descritta con estrema cura e attenzione, tanto che la sua celata insicurezza e la sua tenera vulnerabilità a volte rischiano quasi di rubare la scena alla protagonista!
Il mondo architettato dall'autrice è congegnato egregiamente, niente è lasciato al caso o abbozzato superficialmente, anzi, ogni aspetto di questa inquietante e fredda società è analizzato e approfondito fin nei minimi dettagli, in modo tale che la credibilità dell'ambientazione è assicurata.
Già dalle prime pagine mi sono innamorata di questa storia che, in alcuni punti, riesce a penetrare dolorosamente sotto l'epidermide e a provocare brividi di sofferenza e tristezza in tutto il corpo. Il primo capitolo del libro è indubbiamente di grande impatto emotivo, uno dei migliori incipit che abbia mai letto, e ciò grazie alla forza del tema descritto e, in particolare, al modo con cui viene esposto, che lascia a chi legge un senso di orrore e di tragica perdita di qualcosa di incredibilmente prezioso.
Mi è piaciuto immediatamente lo stile della Oliver, diretto e deciso, concreto ma poetico, intrecciato ad una prosa che scorre via come seta morbida e vellutata. La narrazione è in prima persona e al presente, fattori che influiscono positivamente sull'immediatezza della storia e sul coinvolgimento psico-emotivo del lettore. Una scrittura moderna e senza fronzoli quindi, ma avvolta da un'emotività repressa e congelata che tenta di liberarsi dal torpore con lo scorrere delle pagine (metafora della crescita caratteriale di Lena), grazie all'inserimento di struggenti riflessioni che colpiscono al cuore senza ostacoli. La trama è appassionante e convincente e mi ha fatto restare tutto il tempo con il fiato sospeso e in uno stato di continua attesa trepidante che, se non possedessi un'avversione per le unghie, mi avrebbe portata a rosicchiarmele tutte!
Ma cosa, più di tutto, mi ha tenuta incollata al libro fino all'ultima pagina? Ovviamente, Lena ed Alex! Il loro amore è così ossessivamente proibito e ostacolato che mi ha conquistata e tormentata ed emozionata senza bisogno di sentimentalismi gratuiti. L'autrice racconta questo sentimento con tatto e dolcezza, in modo sommesso eppure inequivocabilmente emozionante. Per tutta la lettura mi è sembrato di essere percorsa da una scossa elettrica di intensità costante ma insistente. Uno degli elementi più belli di questo romanzo è proprio il processo di innamoramento. Sì, perché, in un mondo dove l'amore è una malattia ed è stato quasi del tutto dimenticato, innamorarsi non è certo una cosa ovvia! La Oliver ci accompagna in tutte le fasi che questo sentimento genera in una persona, all'interno di una riscoperta dell'amore e di tutte le sue sfumature che spesso vengono date per scontate. E' stato bello osservare passo passo lo stravolgimento che questo sentimento porta nella vita quotidiana rendendola magica ed unica e seguire Lena nel passaggio dall'incredulità alla sofferenza, dalla felicità al dolore, dalla paura al coraggio.
L'amore che descrive la Oliver, però, non è solo quello tra un uomo e una donna, ma anche tra madri e figli, tra padri e figli, tra amici, tra fratelli e sorelle...perché la cura toglie la possibilità di amare qualsiasi essere con cui si entra in contatto. Una realtà terribile che viene narrata in modo crudo e che nasconde un profondo messaggio per tutti noi: non lasciare che la paura del dolore di cui l'amore è responsabile ci impedisca di continuare ad amare liberamente.
"Delirium" è un romanzo stupendo, ricco di verità, autentico, con un finale intenso e drammatico che strappa il cuore e molte lacrime; ho amato questa storia all'istante e la consiglio caldamente a chi ama il genere distopico e vuole una lettura che non sia puramente svago ma soprattutto riflessione. Però, un avvertimento: sottoponetevi alla "cura" prima di leggerlo, altrimenti finirete come me, affetta da Delirium per questo indimenticabile libro!

                                                                                                                                              Monia Iori   

The Discovery Of The Week n°9


Buon inizio di settimana a tutte le lettrici e i lettori del blog ^_^
Non so perché in questo periodo il tempo mi perseguita - ce n'è sempre troppo poco ed io sono diventata più lenta nella lettura, uffa - e non riesco a leggere tutto quello che vorrei. Ovviamente, questo non mi impedisce di allungare la wishlist fino all'inverosimile e, facendo due conti, più o meno non mi basterà una vita da vampiro centenario per mettermi in pari. 

Oggi è lunedì - il giorno della settimana più odioso che esista a parer mio - e ad alleviare le mie pene torna "The Discovery Of The Week", rubrica ideata da me in cui parlerò delle opere, appartenenti a qualsiasi categoria, che ho avuto il piacere di scoprire durante l'arco della settimana.

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Libri
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Oggi ho scovato un libro per cui ho avuto un colpo di fulmine. Ho visto la copertina, ho letto la trama e ho pensato: "deve essere mio!". Si intitola "Black City" ed è il primo volume di una trilogia young adult creata dalla scrittrice Elizabeth Richards. Il romanzo, che uscirà il 13 Novembre, è pubblicato dalla Putnam Yuvenile ed è molto atteso in patria. Da quello che ho capito sono già stati acquistati i diritti per farne un film e spero che prima o poi verrà preso in considerazione anche da qualche casa editrice italiana. La storia è incentrata sulle figure diametralmente opposte di Natalie Buchanan e Ash Fisher, rispettivamente un'umana e un mezzosangue Darkling, che, sullo sfondo di uno scenario ostile e post-apocalittico sempre in bilico tra la pace e la guerra, si incontrano e si innamorano, causando una serie di problemi che scalfirà la fragile tregua tra umani e Darklings e metterà in serio pericolo le loro vite. Sotto vi riporto la trama, ma vi avviso che l'ho tradotta io, quindi abbiate pazienza se presenta incongruenze; nella traduzione il nome "Darklings" l'ho lasciato così perché non sapevo bene se poteva essere tradotto con qualcosa del tipo "gli Oscuri" o se, invece, sono creature chiamate proprio in questo modo (in ogni caso, visto che l'eventuale traduzione del termine non mi convinceva, ho preferito lasciare l'originale).
Non chiedetemi il motivo di questo mio innamoramento perché non so spiegarvelo. E' vero, in fondo la trama non è così originale e somiglia a quella di altri young adult, ma l'atmosfera che si preannuncia, a metà tra la distopia e il post-apocalittico, e la copertina particolare con questi fiori che si frantumano (e che io trovo fantastica) mi hanno irretito.

Titolo: Black City
Autore: Elizabeth Richards
Editore: Putnam Yuvenile
ISBN: 9780399159435
Pagine: 384 p.  Prezzo: $17.99  
Genere: Romanzo
Sottogenere: Urban Fantasy, Paranormal Romance, Post-apocalittico
Anno di pubblicazione: 2012

Trama
"Una storia d'amore post-apocalittica oscura e tenera ambientata nel periodo successivo a quello di una guerra sanguinosa."
In una città dove gli umani e i Darklings sono separati da un'alta barriera e le tensioni tra le due razze ribollono ancora dopo una guerra terribile, il sedicenne Ash Fisher, un mezzosangue Darklings, e Natalie Buchanan, un'umana nonché figlia dell'Emissario, si incontrano e combinano l'impensabile - si innamorano. Legati da una misteriosa connessione, che provoca il battito del cuore da tempo addormentato di Ash, lui e Natalie dapprima si respingono e poi combattono per i sentimenti proibiti che nutrono l'uno per l'altro, sapendo che se verranno catturati saranno giustiziati - ma il loro amore è troppo forte. Quando Ash e Natalie si scoprono al centro di una cospirazione mortale che minaccia di trascinare gli umani e i Darklings di nuovo in guerra, devono fare una dura scelta che potrebbe portarli alla morte.  

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On The Night Table n°7


Buon venerdì! E nuovo appuntamento con "On The Night Table", rubrica ideata da me in cui parlerò dei libri che sono al momento sul mio comodino e accompagnano le mie serate di lettura. Viene inserita nel blog il venerdì.

Oggi ho finito di leggere "Black Friars - L'Ordine della Spada" e posso dire con certezza che è un romanzo davvero bello. Ho impiegato un pò troppi giorni per finirlo, ma purtroppo queste settimane sono state piene di impegni e ho potuto leggerlo solo nei ritagli di tempo ed erano tante pagine XD. Tutta colpa mia, quindi ^_^

Ovviamente, ho iniziato subito un altro libro! Quale?
Adesso ve lo dico...

"Delirium" di Lauren Oliver
Appena iniziato (sul serio... l'ho cominciato circa 20 minuti fa) e subito conquistata! Niente male, eh?! Questo romanzo distopico mi è stato consigliato dalla carissima Debs del bellissimo blog "Liberamente parlando di libri" e, visto l'entusiasmo con cui lo descriveva, non vedevo l'ora di leggerlo! Devo dire che ho avuto un colpo di fulmine per lo stile dell'autrice: mi ha coinvolta immediatamente. Mi piace perché è diretto e crudo, ma nello stesso tempo si vede che nasconde una vena poetica. Inoltre, trovo adatto l'utilizzo del presente perché dona alla storia un senso di immediatezza che permette al lettore di entrare totalmente in quella dimensione. Le prime pagine mi hanno colpita: primo, per ciò che viene detto (si preannuncia una storia originale e avvincente); secondo, per come viene detto (vi giuro che il primo capitolo mi ha fatto venire i brividi sia per la tristezza che c'è nelle parole utilizzate che per l'orrore che genera). Insomma, ve lo immaginate un mondo del genere? Dove l'amore è considerato una malattia da curare e da evitare come la peste? Il cosiddetto "Delirium" del titolo. Davvero una bella idea, perché al di sotto della fantasia della storia c'è un'impronta reale che rende tutto empatico e sofferto. Mi ricorda un pò "Matched" di Ally Condie (-> qui la mia recensione), un libro che ho amato per la sua intensità emotiva repressa. Mi piace moltissimo questo libro, credo che, tempo permettendo, lo divorerò. 

Trama                                                                                       Nel futuro in cui vive Lena, l'amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un'operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l'ora di essere "curata", smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all'operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l'impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l'importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita...

Matched

RECENSIONE "MATCHED" DI ALLY CONDIE

Titolo: Matched - La scelta
Titolo originale: Matched
Autore: Ally Condie
Editore: Fazi
Collana: Lain
ISBN: 9788876251160
Pagine: 356 p. 
Prezzo: €18,50 
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2011

Trama
E’ il quindici del mese e, come è consuetudine, la Società celebra i Banchetti di Abbinamento. Cassia Maria Reyes ha 17 anni ed è arrivato per lei il momento di partecipare finalmente al suo Banchetto. Curiosa di sapere chi le verrà assegnato, Cassia ripone grande fiducia nelle scelte della Società: sa che il suo sarà il compagno perfetto. Quando i Funzionari chiamano il suo nome si alza e si dirige verso lo schermo dell’Abbinamento. Pochi secondi di attesa prima di scoprire che il suo compagno è un caro amico, un ragazzo che conosce da tutta la vita, Xander. Ma non è il volto di Xander quella che compare sullo schermo di casa sua, una volta inserita la micro card in dotazione a ogni ragazzo appena abbinato. Il volto appartiene a un altro ragazzo, Ky. Cassia si trova ora a un bivio, divisa tra due scelte impossibili: tra Xander e Ky, tra un’esistenza preordinata e un percorso che nessuno ha mai avuto il coraggio di seguire. Divisa tra due vite. Una pianificata e controllata e una illegale, pericolosa ma libera. Non più un quadro dove gli unici colori siano il bianco e il nero, ma un arcobaleno di tonalità, scelte da lei e non da chi ha sempre deciso al suo posto.


Il mio voto

La mia recensione

Nell’ultimo anno ho assistito ad una vera e propria invasione di romanzi distopici sugli scaffali delle librerie mondiali. Si tratta di romanzi ambientati in un futuro indefinito, dove l’organizzazione socio-politica di un paese viene completamente ribaltata. È stato sicuramente questo genere ad ottenere l’egemonia letteraria del 2012, spodestando dal trono i classici fantasy.
E sarà per il fascino indelebile lasciato dalle atmosfere claustrofobiche di “1984” di George Orwell, o per la vorace curiosità di spostare gli occhi su un ipotetico futuro, ma… insomma, qualunque sia il motivo, una cosa è certa: i lettori di oggi sono stati rapiti dalla distopia. Ed io non potevo certo non essere tra questi!
Mi sono avvicinata a questo filone con “Matched”, primo romanzo di una trilogia ideata dall’autrice americana Ally Condie, che mi ha trascinata in un mondo freddo e impersonale, che ospita una Società caratterizzata dall’ordine e dal rigore.
A guidarmi in questo viaggio è stata Cassia, la diciassettenne protagonista della storia, una ragazza determinata e pratica, che si ritrova, da un giorno all’altro, a dover mettere in discussione la realtà in cui ha sempre vissuto e creduto. Come ogni suo coetaneo, infatti, Cassia partecipa al cosiddetto Banchetto di Abbinamento, una cerimonia speciale in cui ogni ragazza viene associata ad un ragazzo assolutamente compatibile, formando una coppia che sarà perfetta sotto tutti i punti di vista, da quello genetico a quello sociale e psicologico, in modo da garantire una prole sana e forte.
Cassia viene abbinata a Xander, suo eterno amico, e, nonostante la singolarità della situazione – l’accoppiamento tra conoscenti è un caso rarissimo -, la giovane è al settimo cielo per la felicità di avere per sempre al suo fianco un ragazzo così dolce e generoso, bello e pieno di premura nei suoi confronti. Tuttavia, quando Cassia inserisce nel portale della sua casa la scheda datale in custodia contenente i dati personali del suo promesso, il suo avvenire cambia drasticamente. Il volto che compare sullo schermo, infatti, non appartiene a Xander, ma ad un altro ragazzo che lei conosce superficialmente: il taciturno e inafferrabile Ky.
La vita di Cassia viene stravolta da quello che sembra in apparenza un errore, che cambia il percorso prestabilito della sua esistenza. La ragazza, incuriosita e ammaliata dallo sfuggente Ky, intraprende una strada sconosciuta e proibita: la scelta personale. Tormentata dal dubbio insistente sull’identità di colui che le è realmente destinato, si lascia travolgere dal sogno di una vita diversa, non più piatta e organizzata da estranei fin nei minimi dettagli, bensì libera, colorata e imprevista.
Ma la Società non le permetterà facilmente di abbandonarsi a tali fantasie e sconvolgere l’ordine che tanto faticosamente è stato instillato nella mente delle persone che popolano la terra. La Società ha creato un mondo senza guerre e malattie, dove tutti vivono apparentemente con serenità, consapevoli del proprio destino. Nessuno può ribellarsi…
"Matched" è un romanzo che analizza scrupolosamente la realtà che ci circonda ed esplora con coraggio le paure ed i pericoli di cui possiamo inconsapevolmente cadere vittime.
Il mondo creato da Ally Condie è un incubo per niente surreale, intriso di sottile e velato terrore, pervaso dal silenzio infrangibile del controllo. La caratteristica che più impressiona di questo mondo è la freddezza predefinita che permea ogni luogo, azione e pensiero. Nessuno può utilizzare la propria testa, tutti devono sottomettersi agli ordini stabiliti dalla Società per il benessere generale. La Società controlla ogni aspetto della vita, è una vera e propria dittatura.
Nonostante ciò, la prima parola che si affaccia alla mia mente, quando penso a Matched, è “poesia”. Potrebbe sembrare paradossale avvicinare l’intensità della poesia alla realtà amorfa e distaccata suggerita in questo romanzo, ma devo far cadere i dubbi: mai accostamento è stato più appropriato. La storia d’amore tra Cassia e Ky, infatti, è l’unico colore nel bianco dell’ambientazione proposta. Il sentimento imprevisto che nasce tra i due è vibrante, commovente, malinconico, mai lezioso o banale, tantomeno stereotipato. Nella calma piatta di quel mondo statico e asfissiante rappresenta l’adrenalina e la libertà che sono state negate e gettate in un angolo ormai inaccessibile. Scegliere di amare qualcuno che non è stato imposto dalla Società è il frutto proibito, puro e irraggiungibile.
La poesia pervade lo stile dell’autrice, che ci regala pagine di prosa pacata, dolce e morbida, eppure viva e coinvolgente, simbolo della repressione che Cassia deve imporre al suo amore per Ky. Non si può rimanere impassibili di fronte alla sofferta trepidazione dei due protagonisti e al loro desiderio incontenibile di essere liberi e scegliere “chi” essere.
L’intreccio è lineare, non subisce forti scosse se non nel finale; nondimeno scava, senza la possibilità di accorgersene, nel profondo della nostra coscienza e sveglia l’ombra della ribellione sopita in ognuno di noi. La trama è fluida e scorrevole e, essendo il primo libro di una trilogia, lascia spazio a molti quesiti irrisolti, ma in questa narrazione non c’è bisogno di colpi di scena per tenere alta l’attenzione di chi legge, perché il punto focale della storia è il sentimento, un fiore solitario coltivato sul terreno sterile di una montagna coperta di neve.
"Matched" è sicuramente un libro toccante e profondo, degno esemplare del genere distopico più romantico. La lettura porta alla riflessione riguardante argomenti scottanti, quali la libertà fisica e psicologica e l’importanza fondamentale del libero arbitrio. È un romanzo che parla all’universo, ma che ritengo in particolar modo educativo per le ragazze nel cuore dell’adolescenza che vogliono unire il diletto della letteratura al dovere della riflessione sociale e morale, poiché "Matched" emoziona, commuove, terrorizza impalpabilmente e, seppur offuscato da una placida disperazione, dona speranza.

                                                                                                                  Monia Iori