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Everlost

RECENSIONE "EVERLOST" DI NEAL SHUSTERMAN

Buona sera lettori e lettrici! Finalmente è arrivato un po' di fresco ed io sono proprio di buon umore, anche se ancora a corto di tempo (ma penso sia una cosa che non cambierà mai), quindi, non avendo avuto modo di scrivere altre recensioni, oggi voglio lasciarvi la mia opinione su un libro per ragazzi che ho letto ad inizio estate per la Review War e che mi era piaciuto abbastanza per la sua originalità e sensibilità nel toccare temi profondi. La recensione aspetta sul pc da un bel po', credo sia arrivato il suo momento!

Titolo: Everlost
Titolo originale: Everlost
Autore: Neal Shusterman
Editore: Piemme
Collana: Freeway
ISBN: 9788856600148
Pagine: 330 p.
Prezzo: € 8,00
Genere: Romanzo
Sottogenere: Soprannaturale
Anno di pubblicazione: 2009

Trama
Nick sta andando al matrimonio del cugino quando la Mercedes del padre va a schiantarsi contro la Toyota sulla quale viaggia Allie, in quel momento impegnata a discutere con i genitori sul volume della musica che sta ascoltando. Molto tempo dopo, che per Nick e Allie dura solo un attimo, i due si risvegliano. Sono morti, eppure sono rimasti qui, nel mondo. Il mondo, pero, non si accorge più di loro. Per un motivo sconosciuto sono rimasti incastrati fra la vita e la morte,in quella specie di limbo che si chiama Everlost. È pericoloso, è spaventoso ma non è disabitato. Molti altri vivono, se così si può dire, in quella sospensione del tempo e del giudizio, ma nessuno di loro è adulto. A Everlost ci sono solo ragazzi, tutti cristallizzati nell'attimo in cui sono morti. Stessi vestiti, stesse abitudini, stesso linguaggio. Stessa angoscia, almeno all'inizio. Poi l'abitudine prende il sopravvento e tutti si rassegnano a perdere la memoria del proprio passato. Ci si dimentica della propria famiglia, dei propri amici; persino del proprio nome. Tutti gli abitanti di Everlost si rassegnano e dimenticano. Tutti, tranne due.


Il mio voto

La mia recensione

Era da qualche anno che giravo attorno ad “Everlost” di Neil Shusterman. Anni in cui lo vedevo in giro, mi ricordavo di volerlo leggere e poi me ne dimenticavo, subissato da novità e altre tipologie di letture. Ora che ho avuto l’opportunità di scoprire cosa si celava in questa storia, ammetto che sono rimasta abbastanza sorpresa perché non è come me l’aspettavo. Ciò non significa che sono rimasta delusa, anzi, mi è piaciuto molto, ma in modo diverso da come avevo sempre pensato. 
Everlost è un mondo fantasma, una sorta di realtà parallela dove finiscono tutti quei bambini e quei ragazzi che, nel delicato passaggio tra la vita e la morte, non riescono a raggiungere il luogo in cui sono diretti, non riescono ad arrivare a quella luce intensa che si trova alla fine del tunnel. Disorientati e confusi da quel viaggio, approdano quindi in questa dimensione sospesa dove non sono altro che presenze senza sostanza, fantasmi, e che vengono chiamati Ultraluce. Ad Everlost, però, non sono solo le persone a rimanere lì in eterno e nelle stesse condizioni in cui sono arrivate. No…si possono trovare edifici andati distrutti oppure oggetti, qualsiasi cosa che si sia meritata l’eternità. Allie e Nick, due adolescenti, si ritrovano in questo mondo sconosciuto dopo un gravissimo incidente che ha spezzato prematuramente le loro vite. Non si sono mai visti prima, eppure diventeranno immediatamente compagni di viaggio in questa avventura strana e dolorosa. Perché Everlost nasconde molti pericoli e i due, accompagnati da Leaf, un ragazzino che vive lì da secoli in una foresta abbandonata, scoprono sin da subito che sono finiti in un luogo dove niente è ciò che sembra e dove è facile dimenticare e perdere sé stessi… 
Questo è un libro per ragazzi, scritto con un linguaggio molto semplice e facilmente comprensibile e narrato in un modo appassionante e ritmato. Tuttavia, pur essendo un romanzo che parla di adolescenti e bambini, affronta tematiche molto importanti e nasconde tra le pagine uno spirito così forte che cattura immediatamente il lettore e lo rende partecipe di una riflessione sulla vita e sulla morte a cui si tenta continuamente di dare risposta. C’è un fondo poetico e nostalgico che avvolge questo romanzo e lo rende unico e assolutamente da leggere
Neil Shusterman ha avuto un’idea geniale e l’ha sviluppata con tocco sensibile e infinitamente malinconico. Ha fatto rivivere nel suo mondo immaginario tanti luoghi andati perduti, prime tra tutti le Torri Gemelle, che qui acquisiscono un significato immortale e ancor più doloroso, eppure in qualche modo l’autore è riuscito a rendere giustizia a questi due simboli di perdita e sofferenza mondiale attraverso le sue parole magiche. Sembra quasi di vederle di nuovo in vita, di nuovo appartenenti a questo mondo e alla vita reale. Insomma, c’è una metafora profondissima nascosta all’interno di questo libro e mi ha davvero commosso. 
Everlost” gira tutto intorno al significato della perdita. La perdita della vita, la perdita di ciò che amiamo, la perdita di noi stessi e della nostra identità. È un romanzo a suo modo avventuroso, ricco di eventi, anche se in fin dei conti breve, però la forza narrativa che trasuda dalle sue pagine parla di tante cose, di tanti problemi e, seppur impacchettato in una confezione adolescenziale, insegna più di tante altre storie e presenta diversi livelli di lettura. Ci si può fermare al piano superficiale e gustarsi solamente lo scorrere degli eventi e le vicende in cui si ritrovano sballottati i protagonisti, oppure si può scendere più in profondità e a mano a mano scoprire tutte le chiavi metaforiche che l’autore ha disseminato qui e lì senza innalzarsi a maestro di vita, ma semplicemente mostrandoci la sua visione della vita e della morte
Il romanzo è ricco di dettagli interessanti e la lettura è estremamente piacevole. È un libro che si può leggere benissimo in poche ore e da cui è difficile staccarsi perché la narrazione è vivida e ci sono tanti particolari da spiegare, tanti cavilli da risolvere, tante cose da capire, e la fine di ogni capitolo lascia sempre la curiosità e la voglia di proseguire il viaggio insieme ai protagonisti. I personaggi sono tutti unici e diversi tra loro, tutti un po’ strambi e spesso anche divertenti, e contribuiscono a rendere la storia più coinvolgente e vicina a noi perché si segue con interesse il loro percorso, il loro cambiamento e la loro ricerca di un posto in quel limbo sospeso nel tempo e nello spazio, quella realtà fatta di aria. 
Non mi sono neanche resa conto mentre leggevo di quanto mi stesse piacendo il romanzo, ma ora, mentre rifletto, capisco di quanto la storia creata da Neil Shusterman mi sia entrata nel cuore e di quante emozioni e sentimenti abbia smosso in me. Certo, è un libro adattato al comportamento e al linguaggio di ragazzi nei primissimi anni dell’adolescenza e alcune situazioni sono sfumate e molto semplicistiche, alcuni ragionamenti un po’ ingenui, alcuni punti (come la vera identità del McGill, un mostro che terrorizza tutti gli abitanti di Everlost oppure la funzione delle monetine) abbastanza prevedibili per una persona adulta che legge tanto, ma nonostante questi piccoli dettagli rimane sempre piacevole e appassionante e mi è piaciuto moltissimo. L’unica difettuccio è da riscontrare nella mancanza di sufficienti risposte a tutte le domande che sono poste all’interno della narrazione; non viene spiegato tutto e alcune cose soprannaturali restano avvolte nel mistero, ma in fondo anche qui sta la bellezza di questa storia. Neil Shusterman non poteva certo dare risposte a quesiti che tutti si pongono e che non sono mai stati chiariti, quindi la sua scelta mi sembra la più giusta, anche perché so che questo è il primo volume di una trilogia e ci saranno altre pagine per ampliare ciò che è stato tralasciato. Sono contenta di essere finalmente riuscita a leggere “Everlost” e lo consiglio a tutti i lettori che vogliono un bel libro che tratti temi delicati con serietà e spirito d’avventura!

                                                                                                                                                  Monia Iori

Voglia di Tenerezza #2

Amo le storie d'amore e, soprattutto, il lieto fine. Quindi, come potevo non essere una seguace del genere romance? Ecco, appunto: era una cosa praticamente impossibile. In questa rubrica, che ho chiamato "Voglia di Tenerezza", un pò per gioco e un pò perché in fondo rappresenta quello che mi piace di questa tipologia di libri, parlerò di tutto ciò che fa parte del mondo dei romance, e che viene spesso considerato inferiore rispetto ad altre narrazioni e classificato come letteratura al femminile. In questo settore dell'editoria, si trovano spesso dei piccoli capolavori, storie ricche di pathos ed emozionanti, e anche autrici di immenso talento. Bene! Io adoro le storie in rosa e, quindi, eccomi qui, pronta a parlarvene. Recensioni, anteprime, speciali, segnalazioni... qui inserirò tutto ciò che è romance. Il cuore, infatti, ha sempre bisogno di briciole di tenerezza ♥

RECENSIONE "SEDOTTA" DI PAMELA BRITTON

Buona domenica sera ^_^ Purtroppo, ho avuto poco tempo oggi, sono stata indaffarata e non ho potuto postare questa recensione prima, ma finalmente eccola! Ce l'ho fatta! "Sedotta" di Pamela Britton è il secondo volume di una serie romance di cui il primo romanzo è inedito in Italia. La scelta di pubblicare una serie partendo dal secondo volume per me è abbastanza discutibile perché, per quanto una storia può essere autoconclusiva, quando si va a leggere un seguito gli echi del libro precedente si sentono e il quadro non è mai completo perché ci sono richiami ad eventi passati e personaggi che impediscono a chi legge di farsi un'idea precisa. Ma non starò qui a blaterare su questo punto! Vi lascio alla recensione ;-)

Titolo: Sedotta
Titolo originale: Seduced
Autore: Pamela Britton
Editore: Mondadori
Collana: I Romanzi Passione
ISBN: -------------
Pagine: 282 p.
Prezzo: € 4.50
Genere: Romanzo
Sottogenere: Romance, History
Anno di pubblicazione: 2009

Trama
Una sorta di oscura maledizione sembra gravare su Lucien St Aubyn, duca di Ravenwood: la morte continua a colpire le persone a lui più vicine. Cionondimeno Lucien rimane lo scapolo più ambito d’Inghilterra. Ma quando sceglie di sedurre l’affascinante Elizabeth Montclair, finisce per scontrarsi con una donna indipendente e volitiva, decisa a sposarsi solo per amore e certamente non con lui. Eppure, a dispetto di tutte le convenzioni, la passione che tra loro si sprigiona sarà in grado di sopire ogni contrasto…

Il mio voto

La mia recensione

Ci sono alcuni periodi in cui ho bisogno di staccare dalle letture impegnative e di dedicarmi a libri leggeri, romantici e che mi permettono di evadere dal mondo senza troppe cerimonie. Questo è uno di quei momenti ed è in tale ottica che ho deciso di leggere un bel romance storico. La scelta è caduta su “Sedotta” di Pamela Britton, un libro che ho sullo scaffale da qualche anno e di cui avevo sentito parlare bene, e leggere questa storia si è rivelato rilassante e non mi è dispiaciuto. 
Elizabeth Montclair è una giovane fanciulla dell’alta società che, purtroppo, non è vista di buon occhio dai suoi pari che la considerano inferiore; il titolo nobiliare della sua famiglia, infatti, è stato conquistato da suo nonno, che era un semplice calzolaio, grazie ad alcuni servigi che aveva reso al re. Ora la ragazza è in cerca di marito, ma sembra che nessuno sia interessato ad imparentarsi con questi nobili di fortuna. È proprio ad un ballo che incontra Lucien St Aubyn, duca di Ravenwood e famoso libertino. Il giovane ha una pessima reputazione: tutti coloro che gli sono vicini, infatti, sembrano essere presi di mira dalla morte. L’ultima vittima che la malaugurata sorte ha mietuto è stato il fratello del duca e, per tale motivo, Lucien è sospettato di omicidio e non è visto di buon occhio in società. Per divertirsi un po’ e scacciare la noia, decide di sedurre la povera Elizabeth, che resiste alle sue proposte ma rimane purtroppo compromessa. Lucien decide, in un ultimo atto di galanteria, di riparare al suo errore e di sposarla, ma la loro convivenza sarà molto difficile e piena di sorprese… 
Inizio con il dire che, a mio parere, il romanzo è stato pubblicato nella collana sbagliata; “Sedotta”, infatti, si trova nella serie passione della Mondadori, ma – credetemi- la passione c’è, però più che altro è allusiva. Mi spiego meglio: i romance vengono classificati in tante categorie (history, emotion, classic, passion, ecc.) e una lettrice sceglie il romanzo anche in base a questo. Ad esempio, io preferisco più una storia in cui c’è una maggiore impronta di romanticismo che di sensualità e mi oriento più verso un romance history o classic che verso un passion (anche se questa categoria mi piace e l’apprezzo), quindi quando eseguo l’acquisto mi aspetto di trovare ciò che ho comprato. “Sedotta” si trova tra i romance passione, ma io l’avrei messo in un’altra categoria; infatti, ho letto romanzi romantici che erano molto più hot di questo che, invece, suggeriva, sia dal titolo che dalla classificazione, la presenza di una storia decisamente sensuale. 
Il romanzo è incentrato più che altro su un gioco di seduzione, un tira e molla ironico e frizzante, ma le scene passionali sono quasi del tutto assenti. I dialoghi sono sicuramente il punto di forza di questo romance ed è grazie alle parole che si snoda l’attrazione sessuale che esiste tra i due protagonisti. Ognuno sfida l’altro a sedurlo e a resistergli, ma questa sfida è tutta basata su intermezzi giocosi e allusioni sarcastiche e pungenti, non c’è niente di esplicito. Questa è una cosa che ho apprezzato perché mi sono divertita a seguire i battibecchi di Elizabeth e Lucien e a sorridere alle loro battute e alle frecciate che si tirano l’un l’altro. Tuttavia, ciò non significa che la dose di romanticismo è più alta, anzi, la magia del sentimento scarseggia e, in effetti, ne avrei voluto di più perché credo che la storia ne avrebbe giovato.
Lo stile dell’autrice è piacevole, non annoia ed è riuscito a coinvolgermi e a farmi immergere nell’ambientazione ottocentesca di cui io sono una grande appassionata. Ho notato che la Britton si sofferma spesso sulle descrizioni ed è una buona cosa perché l’accuratezza nei dettagli è sempre importante in una narrazione che riprende epoche passate. Il libro l’ho letto tutto d’un fiato e ho apprezzato particolarmente la parte iniziale e quella centrale, il finale, invece, mi ha delusa e mi ha lasciata un po’ insoddisfatta. Il ritmo diventa troppo veloce, quasi fulmineo, e non si riesce a godere appieno delle situazioni narrate. In più, in quest’ultima parte, l’autrice ha sviluppato il rapporto dei protagonisti in un modo che non mi è piaciuto e che ha fatto calare la mia attenzione perché alcune scene sono davvero troppo sdolcinate (soprattutto mettendole in relazione a tutto il resto del libro) e i risvolti dell’intreccio sono spesso ridicoli e banali. Non c’è equilibrio tra l’inizio, il centro e la fine e questo fattore crea confusione e dispiacere perché il passaggio essenziale di approfondimento, che permette di adeguarsi ai cambiamenti narrativi ideati dall’autrice, è completamente assente. Forse scrivendo qualche pagina in più l’opera avrebbe guadagnato un' impostazione diversa e le vicende – amorose e non- avrebbero ottenuto il meritato spazio risultando più realistiche e meno forzate. 
I protagonisti mi sono piaciuti, li ho trovati simpatici e spiritosi, mi hanno tenuto buona compagnia con i loro scontri e mi hanno fatto sorridere. Elizabeth è un’eroina intraprendente e testarda, Lucien è un personaggio abbastanza intrigante e divertente. Il resto dei personaggi non mi ha fatto impazzire, anzi la maggior parte è ampiamente dimenticabile, ma anche le figure di contorno hanno svolto bene il loro compito e sono state funzionali alla trama e all’evoluzione della relazione sentimentale di Elizabeth e Lucien. 
Non ho amato questo romance quanto speravo, dai pareri che avevo letto mi ero creata delle aspettative più alte e non sono state soddisfatte del tutto, ma ritengo che sia stata comunque una lettura piacevole e che mi ha permesso di svagarmi per qualche ora. Svuotare totalmente la testa ogni tanto fa bene e per me non c’è metodo migliore di un buon romance. 
Consiglio “Sedotta” alle lettrici che amano i romanzi rosa, che vogliono distrarsi e sorridere; in questo libro troverete tutti gli ingredienti per rilassarvi perché è una lettura coinvolgente e ironica vivacizzata da una leggera sfumatura di passione. 

                                                                                                                                              Monia Iori


Questa recensione partecipa alla TRIBUTE READING CHALLENGE
Distretto 6, Romanzi rosa

Finché non cala il buio

RECENSIONE "FINCHÉ NON CALA IL BUIO" DI CHARLAINE HARRIS

Titolo: Finché non cala il buio
Titolo originale: Dead until dark
Autore: Charlaine Harris
Editore: Fazi
Collana: Lain
ISBN: 9788876250583
Pagine: 343 p.
Prezzo: € 12,00
Genere: Romanzo
Sottogenere: Urban Fantasy
Anno di pubblicazione: 2009

Trama
Grazie all'invenzione di un sangue sintetico, i vampiri si sono trasformati da mostri leggendari in semplici cittadini che amano andarsene in giro di notte. Gli esseri umani, dunque, non dovrebbero più fare parte della loro "dieta". Molti continuano però a temere la presenza di queste creature "che spuntano fuori dalla bare". Capi religiosi e governanti di tutto il mondo hanno compiuto le loro scelte riguardo alla politica da adottare: ma nella cittadina di Bon Temps, in Louisiana, non è stata ancora presa una decisione definitiva. Sookie Stackhouse, che a Bon Temps fa la cameriera in un bar, sa cosa significa essere emarginati. Dotata della capacità di leggere nel pensiero di chi le sta accanto, Sookie non ha tuttavia alcun pregiudizio ed è favorevole all'integrazione dei vampiri: tanto più da quando ha conosciuto Bill Compton, un bellissimo ragazzo di centosettantatré anni che vive nella sua stessa strada. Una serie di avvenimenti misteriosi metterà però a dura prova la sua benevolenza.

Il mio voto
 
La mia recensione

Finché non cala il buio” è il primo volume della lunga e nota serie “The Southern Vampire Mysteries”, meglio conosciuta in Italia come il “Ciclo di Sookie Stackhouse, ideata dalla prolifica Charlaine Harris, autrice americana di numerosi romanzi urban fantasy e mistery. 
Era da tanto che volevo leggere uno dei suoi romanzi, ma alla fine rinunciavo sempre perché non avevo voglia di cominciare una saga composta da troppi volumi. Quest’anno, però, non ho più resistito alla curiosità che mi stava divorando e mi sono cimentata nella lettura (velocissima) di “Finché non cala il buio”, immergendomi in un’atmosfera sexy e pericolosa che non mi è dispiaciuta affatto. 
Protagonista indiscussa del romanzo è Sookie Stackhouse, cameriera ventiseienne che trascorre le sue giornate in modo anche troppo tranquillo, anzi quasi noioso, dividendosi tra il lavoro al pub, le chiacchierate con sua nonna e rilassanti pomeriggi a prendere il sole in giardino. La vita sociale della ragazza non è mai stata molto piena di impegni e tantomeno di imprevisti sorprendenti, perché gli abitanti di Bon Temps la evitano credendo che sia pazza; Sookie, infatti, è una telepate e ha, quindi, la capacità di leggere i pensieri delle persone. Molti non credono a questa sua dote innaturale, mentre altri fingono solamente che non esista, ma in cuor loro sanno che è la verità; in ogni caso, Sookie non è vista di buon occhio: tutti cercano di stare alla larga da lei, chi per paura, chi per diffidenza. 
La vita scorre tranquilla finché in città arriva Bill Compton, un vampiro, e da quel momento gli eventi prenderanno una piega nuova e inaspettata. Nel mondo creato dalla Harris, infatti, i vampiri si sono ormai integrati nella società grazie all’invenzione di un sangue sintetico -True Blood- che gli permette di soddisfare i loro bisogni alimentari e di vivere in armonia con gli esseri umani. Tuttavia, il processo di inserimento, soprattutto in realtà periferiche come Bon Temps, è tutt’altro che facile e tra umani e vampiri regna una pace ostile che può frantumarsi da un momento all’altro. L’arrivo di Bill sconvolge la cittadina e il suo interesse per Sookie attira strane voci sulla ragazza. Si verificano numerosi omicidi e Sookie e Bill si ritrovano al centro di una realtà oscura e stracolma di pericoli. 
“Finché non cala il buio” è un romanzo adult che svolge abbastanza bene il suo compito, ovvero intrattenere il lettore con una storia fluida e misteriosa quanto basta. Quando l’ho letto avevo bisogno di un libro che mi permettesse un po’ di svago e c’è riuscito in pieno. Nonostante i pareri che avevo scorto in rete, non ho potuto fare a meno di lasciarmi trascinare dalla scrittura informale e scorrevole della Harris e di apprezzare il suo modo di raccontare semplice e colloquiale. Certo, non si tratta di un romanzo che appartiene alla letteratura impegnata, ma a volte serve anche una narrazione di questo tipo. 
I personaggi sono delineati bene, anche se spesso risultano di poco spessore. Sookie è il carattere che viene approfondito maggiormente e risulta naturalmente simpatica, ma alcune reazioni nei confronti di eventi importantissimi rivelano numerose pecche nella caratterizzazione e una dose massiccia di incongruenze. La protagonista, infatti, ha dei comportamenti sicuramente poco ortodossi in molte situazioni e i suoi tempi di ripresa in seguito alle tragedie descritte nel libro sono rapidissimi (quasi inesistenti, a dir la verità), tanto da far dubitare il suo attaccamento verso le persone a cui tiene di più. I personaggi che contornano il suo mondo seguono uno schema fisso e le descrizioni caratteriali sono spesso prevedibili e somiglianti tra loro; in effetti, non c’è molta varietà di personalità nella cittadina di Bon Temps. 
La storia d’amore tra Sookie e Bill non mi ha entusiasmato né deluso, anzi mi ha lasciata praticamente indifferente. Non è stato certo il fattore romantico a tenermi incollata alle pagine! La loro relazione è sicuramente adulta e sensuale, ma presenta numerosi cliché e contraddizioni che mi hanno fatto storcere il naso più di qualche volta. Forse, con un protagonista maschile dotato di un carattere più forte e deciso, l’evoluzione sentimentale avrebbe ottenuto maggiormente la mia attenzione. Bill, però, è un personaggio che non si conquista i riflettori e spesso la sua presenza produce solamente indifferenza.
Che cosa, allora, mi è piaciuto tanto di questo romanzo? 
Ho apprezzato particolarmente l’ambientazione ricca di fascino pericoloso e, soprattutto, ho trovato interessante il fattore “mistero”. Non sono un’appassionata di thriller, gialli e noir, ma scovare un pizzico di suspense da brivido in un libro urban fantasy mi ha stimolata e coinvolta. È vero che l’autrice ha disseminato molti dettagli lungo la trama ed è stato abbastanza facile capire chi fosse il responsabile degli omicidi prima che venisse svelato dalla narrazione, ma non essendo abituata a tale genere ho trovato l’elemento thriller abbastanza intrigante. Un altro punto a favore è lo stile spartano della Harris: la sua prosa informale e puramente descrittiva, assolutamente priva di riflessioni di qualsiasi tipo, mi ha permesso di leggere il libro con rapidità e spensieratezza e di entrare pienamente nella testa di Sookie e nell’atmosfera torbida di Bon Temps. 
“Finché non cala il buio” è un romanzo che mi sento di consigliare a quelle lettrici che amano le storie pericolose e sensuali e che provano piacere nel leggere un libro che vuole essere puro intrattenimento. Sicuramente una lettura da gustare a luci accese! 

                                                                                                                                                    Monia Iori


Questa recensione partecipa alla TRIBUTES READING CHALLENGE
Distretto 10, Romanzi Urban Fantasy

Nei tuoi occhi verdi come il fiume

RECENSIONE "NEI TUOI OCCHI VERDI COME IL FIUME" DI CATHY MARIE BUCHANAN

Titolo: Nei tuoi occhi verdi come il fiume
Titolo originale: The day the falls stood still
Autore: Cathy Marie Buchanan
Editore: Sperling & Kupfer
ISBN: 978882004791 
Pagine: 416 p. 
Prezzo: €19,90
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2009

Trama
1915. Bess Heath ha diciassette anni e fino a questo momento ha vissuto un'esistenza agiata e protetta. Ora, alla fine dell'anno scolastico alla Loretto Academy, è impaziente di tornare in famiglia a Niagara Falls. Ma nulla, nella sua bella casa, è più come quando l'aveva lasciata: il padre ha perso il lavoro alla centrale idroelettrica di cui era direttore, la madre è ridotta a fare la sarta per le signore della buona società di cui fino a poco tempo prima frequentava i salotti e Isabel, l'amatissima sorella più grande di lei, è il fantasma di se stessa: si è chiusa nella sua stanza, non mangia quasi nulla, tormentata da qualcosa. Benché il suo vecchio mondo si stia sgretolando, per Bess si annuncia un'estate a dir poco speciale. Durante una passeggiata lungo il fiume, l'incontro con un giovane di nome Tom Cole le provoca emozioni mai provate prima, una timidezza inattesa e una strana, incontrollabile felicità. Bess si sente attratta dal suo sguardo magnetico e, nonostante le ferme obiezioni della famiglia, fa in modo di incontrarlo ogni giorno. A poco a poco quegli appuntamenti clandestini con "l'uomo del fiume", circondati solo dallo splendore della Natura, diventano per Bess una ragione di vita. Incolto e impavido, Tom vive di ciò che gli dà il fiume e possiede una misteriosa capacità di predire il comportamento delle cascate. Nei suoi occhi verdi Bess vede un uomo che sa amare e proteggere la Natura, come potrebbe amare e proteggere lei. Però Tom non appartiene al suo mondo. E arriva il giorno in cui la giovane si trova costretta a fare una scelta, dolorosa, tra ciò che ardentemente desidera e ciò che è meglio per la sua famiglia e il suo futuro. Il tumultuoso paesaggio naturale in cui si svolge il romanzo e la guerra che è in atto oltreoceano, in Europa, fanno da sfondo a una intensa storia d'amore e di coraggio. Ispirato a un personaggio romantico realmente esistito, noto come l'Eroe delle Cascate del Niagara, ambientato in un'epoca in cui nascevano e svanivano grandi fortune industriali, Nei tuoi occhi verdi come il fiume è un romanzo d'esordio da leggere tutto d'un fiato, un inno alla vita e alla forza mistica della Natura. Con un pizzico di gusto retrò che lo rende originale e ancora più intrigante. 


Il mio voto

La mia recensione

Nei tuoi occhi verdi come il fiume”, romanzo d’esordio della scrittrice canadese Cathy Marie Buchanan, è una storia dove l’amore viene esplorato in tutte le sue sfaccettature.
Ci troviamo nei primi anni del ‘900, nella stupenda ambientazione della campagna immersa nella vegetazione rigogliosa, sullo sfondo irrequieto delle famose Cascate del Niagara. Bess Heath, una ragazza di buona provenienza che frequenta la Loretto Academy, torna nella tenuta di famiglia a Niagara Falls, cittadina situata nell’Ontario, in Canada, al confine con gli Stati Uniti, e si accorge che la brezza calda che soffiava da quando era bambina è stata sostituita da un vento gelido e privo di speranza. Infatti, il suo mondo si è completamente capovolto. Il padre ha perso il suo prestigioso lavoro e il fallimento ha trascinato l’intera famiglia in rovina. Il loro nome è stato infangato e così la posizione posseduta tra le famiglie dell’alta società che, venuta a sapere dell’onta che macchia irrimediabilmente gli Heath, li deruba immediatamente dei loro privilegi sociali. La madre di Bess è costretta a lavorare come sarta e sua sorella Isabel è caduta in un profondo stato depressivo dovuto in parte alla rottura del fidanzamento con Boyce Cruickshank, il figlio dell’ormai ex capo di suo padre.
Tutto sembra andare a rotoli per Bess finché, in una casuale passeggiata, incontra Tom Cole, uno strano ragazzo che cattura la sua attenzione. Tom vive immerso nella natura e possiede una particolare sensibilità che gli consente di “comprendere” le acque del fiume e, grazie alla minuziosa conoscenza del luogo, di predire i movimenti e i flussi delle cascate. Come suo nonno prima di lui, viene chiamato dagli abitanti della città “l’uomo del fiume”. Bess rimane affascinata dalla personalità insolita di Tom, selvaggia eppure equilibrata, e ben presto i loro incontri sfuggenti si trasformano per entrambi nello scopo principale delle loro esistenze.
Tuttavia, il sentimento che li unisce viene messo a dura prova dalle insidie della vita. Tom è un ragazzo semplice che vive di ciò che gli offre la giornata e la famiglia di Bess non approva la loro unione, soprattutto nel momento di difficoltà che sta attraversando; ora che gli Heath hanno perso tutti i loro averi contano sulla figlia per risollevare la loro sorte. Bess è costretta ad accettare un fidanzamento vantaggioso con Edward Atwell, ragazzo di buona famiglia nonché fratello della sua più cara amica. Nonostante ciò, il suo spirito si ribella ad un futuro di comodità segnato da un’infelicità senza scampo e coglie al volo la promessa della gioia assoluta. Contro il volere dei genitori sceglie Tom Cole, simbolo di una vita di stenti, fatica e lavoro, ma promessa indiscussa d’amore.
È a questo punto che si entra nel vivo del romanzo, mentre le pagine ci trascinano negli sviluppi della scelta di Bess. Ed è qui che veniamo irrimediabilmente incatenati alla bellezza e alla tristezza della storia creata dalla Buchanan. Non esiste via di fuga dal vibrante mondo di Bess e Tom; il loro amore ha un fascino senza tempo che emoziona e commuove.
Questo meraviglioso romanzo, il cui titolo originale “The day the falls stood still” esprime al meglio il suo significato e il cardine attorno a cui ruota la vicenda – ovvero the falls, cioè le cascate -, parla della vita e della morte, del coraggio e della volontà, della diversità e del cambiamento, dell’eroismo e del dolore, ma soprattutto parla d’amore. Amore totale. Il sentimento descritto dall’autrice è profondo e sincero ed è rivolto alle persone e alla natura.
La caratteristica peculiare dell’opera sta nella forza struggente dello scenario che vede protagoniste le Cascate del Niagara. Esse appaiono più vivide di qualsiasi altro elemento presente nel libro; non si limitano ad essere la cornice del quadro, anzi, grazie alle loro correnti tumultuose travolgono il lettore nella loro dinamicità. Le cascate sono lo scorrere del tempo che non si ferma mai, nemmeno quando la vita intorno ad esse sembra divenire statica; le correnti dell’esistenza proseguono il loro corso indipendentemente da ciò che le circonda, libere nella loro volontà selvaggia poiché hanno un proprio spirito ad animarle.
Tramite gli occhi ingenui e impavidi di Tom, Cathy Marie Buchanan ci rende partecipi della vita trepidante della natura e ci fa innamorare totalmente delle stupende Cascate del Niagara. Tom è cresciuto ascoltando il fragore delle acque nel bosco e il suo corpo e la sua anima hanno imparato a sentire il fiume per mezzo di una connessione sensoriale (che non ha nulla di fantastico o paranormale) basata sul rispetto e l’amore per esse. Tom, più di ogni altro uomo, appartiene alle cascate. Il fiume è il simbolo dell’amore puro, ma anche della paura, poiché per vivere armoniosamente con la natura bisogna capire ed accettare che essa è superiore all’uomo e, soprattutto, è padrona dell’uomo, che può solamente limitarsi ad amarla e a sottomettersi ad essa con rispetto e timore reverenziale.
Infatti, se non si è accorti si può incorrere nell’altra faccia della natura: il pericolo. Le cascate descritte nel romanzo, come ogni elemento naturale, tendono a prendere ciò che non viene custodito o ciò che prova a sfidarle. E questo Bess lo sa perfettamente. Attraverso la prudenza della protagonista, ci viene mostrata la paura consapevole nei confronti di qualcosa che è oltre il nostro controllo. Ed è così che le Cascate del Niagara diventano simbolo dell’intensità della vita e della morte, simbolo dell’amore. Questo sentimento è parte integrante della natura e gioca con i chiaroscuri dell’anima, è pronto a dare incondizionatamente e a togliere alla stessa maniera. L’amore è bellezza e tristezza, protezione e pericolo. L’amore è natura.
Cathy Marie Buchanan, con questa prima stupefacente prova, dimostra di essere un’autrice di enorme talento e sensibilità. La storia narrata è commovente e profonda, l’intreccio lineare è sviluppato come il lento, placido e inesorabile scorrere del fiume, la narrazione non è mai frettolosa o superficiale. Lo stile utilizzato è semplice ed elegante allo stesso tempo, è intenso ed evocativo, e si amalgama appieno con il racconto. I personaggi principali, Bess e Tom, sono caratterizzati superbamente e risultano psicologicamente interessanti e sfaccettati; bucano le pagine con la loro vita pulsante. Ammetto di aver amato profondamente Bess, una ragazza determinata e anticonformista che non si spaventa di fronte alle scelte drastiche e difficili, una figura che mantiene costantemente la sua coerenza e che si lascia avvolgere dall’ineluttabilità dell’amore. E ho adorato Tom per la sensibilità che impronta il suo carattere e gli offre il dono di ascoltare con il cuore ciò che lo circonda, quasi fosse un prolungamento umano della natura.
La lettura di questo romanzo è stata davvero toccante e commovente. Non posso negare che “Nei tuoi occhi verdi come il fiume” è entrato immediatamente nella lista dei miei libri preferiti! Tutto in questo libro mi ha emozionata e mi ha dato la possibilità di conoscere meglio e di farmi conquistare da uno dei luoghi naturali più sensazionali e meravigliosi del mondo: le Cascate del Niagara. È una delle storie più belle e silenziosamente tragiche che abbia mai letto e lo consiglio ad ogni tipo di lettore, in particolare a chi ama la natura e le storie d’amore autentiche e vivide. E mi raccomando: munitevi di fazzoletti durante la lettura perché le lacrime non tarderanno a bagnare le pagine di questo emozionante romanzo che vi lascerà il cuore gonfio di amore e tristezza!  

                                                                                                                  Monia Iori